USA e UK, quali libri causano più proteste in biblioteca?

USA e UK, quali libri causano più proteste in biblioteca?Qualche settimana fa, in occasione della National Library Week statunitense, l’American Library Association aveva reso nota, come ogni anno, la sua lista dei libri che, nelle biblioteche americane, provocano più proteste a causa del loro contenuto considerato “poco appropriato”, soprattutto per i lettori più giovani. I titoli della lista andavano da una guida sulla gravidanza spiegata ai bambini a serie pop dall’enorme successo come The Hunger Games e Gossip Girl, che spopolano in TV e al cinema oltre che nelle librerie, fino a classici come Il buio oltre la siepe di Harper Lee, tacciato in particolare di «linguaggio offensivo e razzismo».

Un’analoga ricerca, portata avanti più di recente nel Regno Unito, ha rivelato invece che a scandalizzare i genitori inglesi sono dozzine di titoli per ragazzi, anche fra quelli più apprezzati dell’epoca moderna. In questo caso, mentre fiabe classiche come Lo schiaccianoci e Alì Babà e i quaranta ladroni sono considerati «troppo spaventosi», volumi umoristici come Versi Perversi di Roald Dahl vengono criticati per il loro «linguaggio volgare». Anche qui ci sono poi i casi di libri accusati di razzismo, come l’ormai noto Tintin in Congo, ma anche l’apparentemente più innocente I viaggi di Babar. Non tutte le proteste si traducono nella rimozione dei volumi dagli scaffali delle biblioteche, anche se ogni rimostranza è seguita da un’indagine da parte del personale. «Può capitare che i libri vengano rimossi temporaneamente [per accertamenti]» ha spiegato Ian Clark, dell’associazione Voices for the Library, aggiungendo però che le rimozioni permanenti sono «molto rare».

Immagine | Robert Shadbolt

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One thought on “USA e UK, quali libri causano più proteste in biblioteca?”

  1. I libri non devono essere politicamente corretti, quelli che ci indignano ci hanno fatto un favore, se approviamo quello che c’è scritto è perché ognuno è libero di farsi l’idea che vuole e non quella comunemente accettata. I libri non si bruciano, non si nascondono, non si censurano. Anche quelli scritti dai mostri. Significherebbe negare che i mostri esistono.

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