Abbracciare per riconoscersi fragili

AbbracciSi potrebbe dire che abbracciare sia un bisogno primario, però spesso trascurato.
Bisogno di rassicurazione, abbandono, accettazione e deposizione della propria fragilità.

Jimmy Liao è cantore della fragilità e del contatto tra esseri viventi, e dedica all’atto dell’abbraccio un intero, generoso libro.
Si tratta di uno dei pochi libri tradotti in italiano del prolifico e celeberrimo autore taiwanese, e forse tra i quattro ad oggi disponibili per noi, il più difficile da comprendere e accettare, per differenze culturali certamente, ma molto per il groviglio emotivo che un gesto apparentemente semplice come un abbraccio può smuovere.

Un bambino affida a un fenicottero un pacco, che viene recapitato dall’alto direttamente sulla testa di un leone addormentato.
Il leone si infuria e sbrana il pacco, da cui cade un libro: proprio il libro che stiamo leggendo; ne riconosciamo la copertina, poi vediamo il frontespizio con le note editoriali, vediamo le zampe del leone che lo reggono, proprio come stanno facendo più all’esterno le nostre.
Il rispecchiamento è straniante. Siamo forse noi il leone arrabbiato per essere stato scosso dall’ingresso di questo libro nella sua vita?

Il volume prosegue poi con quello che è stato definito un “catalogo di abbracci“. Un lungo catalogo, stiamo parlando infatti di 128 pagine, ciascuna delle quali si meriterebbe una lunga pausa di riflessione e godimento dell’immagine.
Abbracci2Troviamo sempre un bambino teneramente abbracciato a un altro animale, occhi chiusi, in un rapporto paritario e che prevede reciproca fiducia.
Fa tremare le gambe questo essere completamente in balìa di un altro tanto diverso, eppure è l’origine di ogni possibile consolazione e scambio affettivo. Infatti bambini e animali sono soddisfatti, beati, in dialogo.

Il leone lettore è disgustato da tanta sdolcinatezza, eppure questi abbracci non sono un elenco zuccheroso e vuoto, ma esempi profondi di quanti pensieri, intuizioni, sprazzi di coscienza si possono innescare grazie a questo intenso contatto fisico. Perfino che tutti i bambini, compresi quelli che non ubbidiscono, abbiano diritto all’affetto incondizionato, o che sono gli uomini i responsabili della distruzione dell’ambiente.
Abbracci3Qui mi sembra di notare una delle importanti difficoltà culturali per il pubblico italiano, perché trovo che siamo poco abituati a vedere rappresentata la fisicità dei bambini in modo così esplicito, e reiterato, e nei confronti di animali di altre specie, per di più.
Eppure l’orientale Liao ci mostra con purezza quanta pace possa esserci nella libera manifestazione corporea dei sentimenti.

Al termine del catalogo il leone lettore riconosce di avere lui stesso un bisogno viscerale di abbracciare ed essere abbracciato, e grazie a questo percorso può accedere alla memoria rimossa dell’abbandono – forzato – da parte del bambino con cui viveva, e che amava. Bambino che naturalmente è colui che gli ha inviato il pacco, forse proprio sperando di aiutarlo a elaborare il trauma… in attesa di un nuovo incontro.
Chissà se anche qui l’identificazione del lettore col leone tiene ancora; in molti c’è da qualche parte un bambino abbandonato che chiama per essere riconosciuto.

Durante il recente incontro presso l’Università di Verona la traduttrice italiana, Silvia Torchio, faceva notare come una delle difficoltà del riportare quest’opera di Liao in Italia fosse la collocazione editoriale, che in oriente è nella fascia anche per pubblico adulto, mentre qui è relegata al comparto bambini, per i quali si tratta di una lettura difficile.
Penso che effettivamente questo libro sia prezioso per ragazzi e adulti, e che dovremmo acquisire la stessa scioltezza orientale (dove non per niente originano manga e anime) nell’utilizzare il medium picturebook per letture mature e trasversali (e per questo abbiamo dedicato un’etichetta agli albi adatti anche ai “grandi”), tuttavia ho sperimentato con successo anche la lettura a bambini di 9 anni.
È proprio la metastoria del leone a tenere insieme il filo della narrazione e a parlare all’interesse dei più piccoli.
Se il libro risulta troppo lungo per una lettura consecutiva si possono saltare alcuni abbracci, e riservarli a una riflessione successiva a tappe.
Le illustrazioni vivaci, ricche di simbolismi, varie nello sfondo e soprattutto nel layout di pagina, a tratti fumettistico, a tratti pubblicitario, aiutano a tenere viva l’attenzione e si fanno sfogliare con voluttà anche a spizzichi.

In ogni caso al termine della lettura emergerà un bisogno, oppure un disagio per un bisogno che deve venire a galla e non lo fa.
È il bisogno di «liberarsi dell’ordinarietà di facciata», per dirlo con le parole di Luca Ganzerla, studioso di Jimmy Liao e che firma una sua biografia a fine libro. Liberarsi per potersi abbandonare, esposti nella propria fragilità e custodi di quella dell’altro.
E usando animali di molte specie diverse Liao sembra dirci che conta la fragilità e dunque la ricchezza interna e inalienabile di tutti gli esseri viventi.

Abbracci, Jimmy Liao, traduzione di Silvia Torchio, Edizioni Gruppo Abele, 2014,
albo illustrato, 128 pagine, euro 22.00

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