Un circolino per esprimersi, e poter crescere lettori

Circolino2Un circolino è un segno piccolo, tondo, che si crea ricalcando con fare meditativo una linea continua.
Uno dei modi che considero migliore per riflettere sulla letteratura per ragazzi è quello di sedersi con loro in circolino, realizzando una meditazione continua e reciproca, senza soluzione di continuità.

L’associazione Open Culture Atlas ha stilato quindi un progetto di facilitazione alla lettura  intitolato proprio “Il circolino dei lettori“, di cui quest’estate abbiamo realizzato una versione circoscritta e sperimentale, molto molto promettente.

Il progetto è ispirato alle esperienze di Aidan Chambers, e ai princìpi della pedagogia libertaria.
In poche parole, offre ai bambini uno spazio e un tempo franco, accomodato e finalizzato alla libera discussione sui libri, e sui temi che essi trattano.
L’adulto non si propone come guida o insegnante, ma come facilitatore, che mette a disposizione la propria esperienza e il proprio ascolto attivo affinché i bambini abbiano realmente modo di esprimersi e di tenere conto delle riflessioni degli altri, lavorando così come un gruppo collaborativo e circolare, appunto.

Il Circolino estivo: l’esperienza con Lupo Sabbioso

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In cinque appuntamenti durante il mese di agosto, presso il bello spazio dedicato ai bambini della Biblioteca comunale di Antey Saint André, in Val d’Aosta, abbiamo letto il breve romanzo Lupo sabbioso, l’incontro.

Si tratta di un romanzo particolare, e per me eccezionale, dell’autrice svedese Asa Lind, in Italia per Bohem.

Come vediamo spesso nei romanzi per ragazzi che arrivano da quelle latitudini, sta in equilibrio tra un quieto realismo e un fantastico possibile, che non si sa mai se è solo immaginato o in qualche modo tangibile.
Qui è il lupo sabbioso del titolo a trovarsi in questo equilibrio, creatura elementale e straordinaria, vista solo dalla bambina Zackarina, ma forse intuito o comunque accettato anche dai suoi genitori.

“Esiste” lupo sabbioso? O è frutto dell’immaginazione di Zackarina? Su questo punto abbiamo molto discusso al circolino, addentrandoci in questioni piuttosto filosofiche sull’essenza delle realtà, in modo comunque coerente con il libro che avevamo per le mani, che inanella una domanda esistenziale dopo l’altra.
Il lupo infatti fa sempre da rimando alla bambina che si interroga su cose importanti e difficili: cosa potesse essere stata prima di diventare una bambina, cosa sia il concetto di infinito,  o perché i genitori abbiano spesso esigenze diverse e inconciliabili con le sue.

Senza particolari picchi di avventura il libro si svolge così, raccontato con tanta grazia e immedesimazione nei bisogni e nei pensieri bambini da tenere sempre avvinta una piccola e partecipe platea.

Zackarina è una bambina profondamente rispettata dai suoi genitori, ma questo non esclude che si accendano conflitti tra loro, o che lei provi rabbia o fastidio nei loro confronti. Proprio come nelle vita vera di famiglia, insomma.
Ma proprio il rispetto che riceve la rende capace di provare ed esprimere anche sentimenti negativi, e di cercare con caparbietà risposte sempre personali ai problemi.

Ecco perché l’ho ritenuto il libro migliore per cominciare a invitare piccoli lettori a sentirsi liberi di esprimersi e di riflettere anche su cose importanti.

Leggere e discutere alla pari

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Ogni pomeriggio cominciava con una breve discussione introduttiva, per poi proseguire con la lettura a voce alta di alcuni capitoli del libro. Talvolta sono stati i bambini stessi, di propria volontà, a leggere alcuni brani agli altri.

Al termine della lettura, dopo adeguati “momenti di rotolamento” e respiri rigeneratori, si dava avvio alla discussione, che si basava su domande che io formulavo, prima seguendo un mio piano e poi adeguandomi a quanto emergeva dalle risposte dei bambini.
Iniziavamo sempre con domande di carattere generale tipo: «cosa vi è piaciuto?» «cosa non vi è piaciuto?» «durante la lettura vi siete sentiti divertiti/annoiati/arrabbiati/coinvolti?» «c’erano parole che non conoscevate?» «avevate voglia di continuare o avreste smesso prima?».

Per poi proseguire invece con altre più pertinenti al contenuto della lettura di quel giorno: «in che periodo si è svolta la vicenda?» «quanto è durata secondo voi?» «pensate che gli adulti possano vedere Lupo Sabbioso?» «che sentimento pensate provasse Zackarina mentre scendeva le scale verso la spiaggia?» . Ovviamente molte e varie a seconda dei capitoli letti quel giorno.

Per ogni risposta proseguivo con la domanda di approfondimento che Chambers consiglia, e che è davvero utile per rendersi conto che si sta riflettendo a livello letterario e che ogni impressione è dovuta a qualcosa che c’è nel testo: «come lo sai?».

Infine dedicavamo del tempo alle correlazioni «chi conosce un altro libro in cui un/a bambino/a ha un amico un po’ magico?» «avete mai letto un libro che vi ricorda questo? in cosa era uguale?» . O correlazioni con la vita: «chi ha mai inventato un linguaggio immaginario come quello di Zackarina?» «vi arrabbiate mai con i vostri genitori in questo modo?».

Alcune domande le ho mutuate dagli esempi che Chambers stesso riporta nel volume di Sonda (Il piacere di leggere e come non ucciderlo, Sonda, 2011), anche se la formula di apertura che lui identifica in «Dimmi» ho preferito cambiarla con un «vorreste/i dirmi» o «avresti voglia di dirmi», che trovo più aperte a una risposta negativa, che è naturalmente libera e benaccetta.

Si potrebber scrivere per ore delle osservazioni interessanti, spiazzanti, talvolta completamente discordanti, che scaturivano dalle conversazioni.
Ad esempio è stata molto divertente un’accesa diatriba sulla mangiabilità o meno di una torta di sabbia, o un bambino che è saltato su entusiasta confermando: «sìì! l’uomo è un animale davvero strano!».

Certo, per i bambini, liberarsi della logica introiettata in molti ambienti scolastici del «quale sarà la risposta giusta che si aspettano da me?», non è sempre facile, e di sicuro non bastano pochi incontri per poter dire di aver realizzato una discussione veramente libera; però questa rimane la migliore intenzione da perseguire, secondo me, per chi desidera autenticamente condividere la lettura come piacere e come risorsa, e sapere cosa ne pensano i diretti interessati senza filtri.
In ogni modo, se l’intenzione è questa e se ci si rivolge al gruppo con spirito autenticamente curioso e paritario, l’atmosfera si scioglie in fretta, e arrivano perfino delle critiche – dal mio punto di vista assolutamente inaspettate  – a Zackarina e al suo modo di relazionarsi con gli altri.  Nel libro mi pare che lei sia un modello di assertività, e avrei detto desse voce a tutti i bambini, e invece no!

Esprimersi anche artisticamente, comunicare agli altri

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Infine abbiamo sempre dedicato un tempo al disegno, stabilendo di ispirarci a quanto letto per interpretarlo in modo personale. Sui vantaggi del realizzare qualcosa di pratico e artistico dopo una lettura ho già detto, e l’ho ritenuto valido anche in questo caso.
Spesso durante questo tempo ci siamo anche dedicati a parlare di cosa ci piace leggere di solito, dandoci consigli e realizzando un mosaico di gusti e abitudini molto composito, anche se con alcune ricorrenze.

Ancora di più nella realizzazione visiva sono emerse differenze di interpretazione ricchissime e interessanti.
Una stessa scena – l’incontro di Zackarina e lupo sabbioso, per esempio – risultava rappresentata in modi completamente diversi, come tempi, inquadrature, scelta di cosa includere e come vederlo, e cosa invece no.

Dopo questa esperienza penso ancora di più che il disegno sia una risorsa importante, per i bambini stessi, che hanno uno strumento in più per dire; e per gli adulti che cercano di capirli, che attraverso un linguaggio più spontaneo di quello verbale possono scoprire cosa del libro è arrivato e come, in modo molto efficace e divertente.

Anche qui va però liberata l’espressione, perché sia veramente tale, quindi esclusi i «bravo» e i giudizi di valore sull’elaborato, che esulano dall’obiettivo che si sta perseguendo.

Alla fine infatti, nel tempo che dedicavamo alla scoperta condivisa dei disegni, lasciavamo da parte la qualità (ammesso che sia quantificabile), per discutere tutti insieme delle scelte, delle differenze, delle similitudini.

Ovviamente oltre a riflessioni e consapevolezze, il vero strumento con cui trarre a pieno frutto da questi incontri è: divertimento!

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L’ultimo giorno, infine, abbiamo realizzato in modo cooperativo un manifesto per la biblioteca, che riassumesse i significati che il libro aveva rivestito per il gruppo e che fosse decorato e completato da disegni scelti dai partecipanti.
Questo è stato appeso alla porta e servirà ai piccoli lettori in visita per decidere se prendere a prestito il volume.

La soddisfazione è stata tanta, perché siamo riusciti quasi del tutto a negoziare ogni singola parola (congiunzioni escluse!) del manifesto con metodo consensuale. Ovvero: non si è deciso a maggioranza, ma si è cercato di dialogare sulle divergenze per raggiungere punti di accordo che soddisfacessero tutti e di cui tutti si sentissero responsabili e artefici.

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Il progetto completo del Circolino prevede appuntamenti tematici, dedicati a gruppi fissi e protraibili a lungo termine.
Biblioteche, centri culturali, scuole che volessero ospitarlo e/o visionarlo possono scrivere a liberelettere@tropicodellibro.it

 

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