Che cos’è un desiderio?

desiderioDopo averci esplicitamente chiesto, spiazzandoci, da quanto tempo non avessimo ricevuto un abbraccio, Jimmy Liao si addentra con questo libro in un altro groviglio filosofico fondamentale: l’essenza del desiderio.

Per farlo articola, come suo consueto, piani narrativi diversi; ovvero tanti brani di vite che si incontrano nella dimensione della pagina.

C’è un bambino che trova in sogno una teiera molto simile a una lampada magica, e che forse lo è davvero. Il potere dell’immaginazione fa sì che  possa prendere vita e mostrare di contenere un genio che non tutti sanno vedere. Forse perché  è  un gatto multicolore, sornione e impaziente come tutti i felini.

Il bambino inizia a riflettere con grande profondità su cosa significhi per lui desiderare,  e ogni suo pensiero diventa un’immagine, che sembra un’emanazione della luce stessa in forma di colore, come in un prisma.
Desiderare è forse piantare un incerto seme e nutrirlo fino a farlo diventare un albero maestoso e robusto?

desiderio2

Talvolta invece il bambino corre nei suoi stessi sogni, e le sue intuizioni sono universali e fugaci: lo si vede muoversi nel bianco, col suo pigiamino che assume i colori del mondo, ed è la disposizione delle parole, come le linee di movimento nei fumetti giapponesi,  a suggerirne il moto.

desiderio3

Proprio come in Abbracci si snodava una sorta di catalogo, anche qui incontriamo un lungo elenco di desideri, espressi da bambini e bambine, o ragazzi e ragazze, che con questo rivelarci le loro riposte aspirazioni, sono completamente esposti in tutta la loro umanità.
E non è che infatti ciò che desideriamo sia sempre importante nobile e glorioso. Talvolta desideriamo cose semplici o strampalate o poco dignitose.

Quindi ci richiama all’empatia Gigi, che vuole essere lasciato in pace da chi lo importuna, o Alberto che non vorrebbe più separarsi dalle persone che ama; ci fa sorridere e forse riconoscere Violetta che vorrebbe essere trasportata dal vento fino a scuola per evitare il traffico, o Giacomo che si ficca sempre in situazioni imbarazzanti in cui preferirebbe di gran lunga non essere visto.
Sono i consueti personaggi goffi, silenziosi apparentemente ordinari di Jimmy Liao.

desiderio4Luca Ganzerla, studioso dell’autore taiwanese, firma un lungo e bell’articolo su “Il Pepeverde” n. 65 del 2015, in cui tra le altre cose scrive:
«I personaggi di Liao ci illuminano sulla nostra condizione. Ci inducono a riflettere su aspetti sensibili della nostra identità, dei nostri progetti di vita, dei nostri ideali, del nostro modo di relazionarci con gli altri esseri viventi».

Pare che etimologicamente de-siderare sia opposto a con-siderare. Entrambi i verbi nella radice hanno sidereus, cioè stella. E mentre con-siderare sarebbe il prendere decisioni con l’aiuto delle stelle, al contrario de-siderare sarebbe in un certo senso essere privi di questa guida sicura, in balìa delle proprie povere esigenze umane.

A farci caso, praticamente noi passiamo continuamente da un desiderio all’altro, e la realizzazione di un primo mette in moto la ricerca di quello successivo.
Perciò Jimmy Liao sembra suggerirci che siamo tutti un po’ spersi e indifesi come i suoi personaggi: cerchiamo risposte senza stelle certe e oscilliamo tra uno slancio progettuale e vitale e una timida fragilità; nel tempo stesso dell’esprimere un singolo desiderio.

Se potessi esprimere un desiderio…, Jimmy Lidesiderioao, traduzione di Silvia Torchio,
edizioni Gruppo Abele, 2015,
pp. 128

ACQUISTA / PRENDI IN PRESTITO

Se il libro ti piace e vuoi acquistarlo online, puoi farlo seguendo il link per sostenere le nostre attività – e leggere qui per saperne di più.

  •  
  •  
  •  
SEGUI TROPICO VIA RSS O NEWSLETTER

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *