Fare con le proprie mani, un albo per i più piccoli

teodoro-coltiva-i-fagioli---310-310Coltivare, fare una torta, cucire, costruire, dipingere… tutto ciò che si fa con le mani, che produce un risultato personale e vitale, è incanto per i bambini, ed è importantissimo, per loro, poterlo sperimentare con attrezzi veri, in situazioni reali e concrete.

Quando proprio non è possibile lasciare in mano ai piccoli di casa martelli o matterelli, si può – invece che surrogarli subito con analoghi di plastica con cui non si può davvero giocare – provare a lasciare che se li riproducano da soli, con carta, legno, e fantasia: ed è proprio così che è nata la serie di cui Teodoro coltiva i fagioli è uno dei volumi.

Lars Klinting era un carpentiere di professione, e l’editore Alfabeta gli propose un libro per bambini sul suo lavoro. Ma a Lars non veniva un’idea buona per cominciare, fino a che ebbe a che fare con un ragazzino, che si era fabbricato una finta cassetta degli attrezzi con ritagli di giornale.
L’autore capì che proprio gli strumenti sarebbero stati il centro dell’attenzione per i suoi piccoli lettori, e che quindi intorno a loro e al loro utilizzo avrebbe potuto costruire delle storie.

teodoroÈ nato così Harvey, che poiché lavorava il legno è un castoro. Ma ha poi variato attività, passando al cucito, alla cucina, al giardinaggio, alla riparazione di biciclette… sempre con il suo piccolo amico e aiutante Chip, dando vita alla collana Handy Harvey.
Due perfetti autarchici, e c’è da dire che la collana è nata quasi vent’anni fa.

In Italia sono arrivati, riscoperti da Editoriale Scienza, con Teodoro fa la torta, Teodoro in bicicletta, e Teodoro coltiva i fagioli, nella collana per i più piccoli “Bello da sapere“.
Teodoro il castoro è il nome italiano del nostro factotum, mentre la sua spalla, in cui non fatichiamo a riconoscere un bambino o una bambuna, che aiuta il suo papà o nonno o zio, si chiama Ciccio.

teodorofagioli2Poche parole per ogni pagina, scritte in stampatello con font ad alta leggibilità, e illustrazioni ad acquarello dal delicato realismo, che assume una tinta ironica e squisitamente infantile: perché non dimentichiamoci che a usare vasi e annaffiatoio perfettamente rappresentati sono due castorini!

La storia è semplice, ma davvero importante.
Teodoro desidera dei fiori per abbellire il davanzale e proprio in quel momento arriva rotolando un fagiolo, che Ciccio ha fatto cadere dalla borsa della spesa. L’incidente li ispira e decidono così di piantare i fagioli.
Seguono perciò l’iter: ammollo, germinazione, semina, costruzione dei sostegni, raccolta.
Tutti questi passaggi sono descritti con dovizia di dettagli, zoom sui particolari e sugli strumenti occorrenti – appunto – perché i lettori possano riprodurre l’intero processo, oltre a godersi la storia.

teodorofagioliImportante perché dentro questo piccolo racconto c’è la grande rivoluzione del fare da sé, accettando e valorizzando la magia dell’attesa e della cura, e stupendosi della meraviglia della natura che fiorisce, anche in un vaso, anche se è un fagiolo che magari non è la prima pianta che verrebbe da coltivare per la sua bellezza… e invece!

Importante perché in un periodo in cui non si fa che parlare di cibo e libri sul cibo, con toni a volte urlati, la tenera immagine di Teodoro e Ciccio che gustano la loro minestra di fagioli autoprodotta, mi sembra la risposta più misurata e sensata possibile.

Perciò mi piacerebbe che questo libro venisse donato a tutti i bambini, e in particolare a quelli che non hanno mai avuto la fortuna di vedere da dove arriva il cibo che si ritrovano nei piatti.
Ovviamente nel pacco va messo anche un sacchetto di fagioli, una paletta, e un po’ di terra.

teodoro-coltiva-i-fagioli---310-310Teodoro coltiva i fagioli, Lars Klinting, traduzione di Laura Gangemi,
Editoriale Scienza, 2015,
pp. 36

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Un pensiero su “Fare con le proprie mani, un albo per i più piccoli”

  1. Anche a noi piace molto, l’avevamo preso qualche tempo fa in biblioteca e le bimbe l’avevano “seguito” quando abbiamo messo giù i semi per la primavera…

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