Guerrilla art: l’arte della strada e della partecipazione

risveglicitta«In un contesto urbano diventa necessario costruire un legame diretto con il paesaggio, con gli aspetti del mondo naturale, o con una comunità più ampia. Fare street art è un modo per incoraggiare questa connessione. Aggiungendo qualcosa al paesaggio, lo rivendico come mio: in questo modo divento un’attiva partecipante del suo funzionamento e, in parte, creatrice del suo complesso linguaggio».
Così esordisce Keri Smith nel suo recente volume arrivato in Italia con Terre di Mezzo Editore.

Paesaggio è il luogo della relazione umana con il contesto ambientale e sociale. È una costruzione culturale e come tale agisce su di noi, ma al contempo noi lo agiamo continuamente; e farlo con consapevolezza può essere una pratica liberatoria e di miglioramento.

Se poi pensiamo che più di metà della popolazione mondiale abita in città, e il trend è in continua crescita, ci possiamo rendere conto di come riflettere sul paesaggio urbano possa essere particolarmente interessante, anche per la sua caratteristica di essere ipersegnico, denso, degradato o apparentemente con poco spazio d’azione. Apparentemente.

Nel suo recente volume Contro l’urbanistica, l’antropologo Franco La Cecla ricorda invece come, a dispetto di tutte le discipline politiche e pianificatorie, siano le persone, con i propri corpi e vite, a modificare le città, a costruirne l’aspetto e indirizzarne il senso.

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Se è la vita stessa a guidare lo sviluppo cittadino, la guerrilla art è un modo di farlo intenzionalmente, esprimendosi in maniera pubblica; narrando, proprio come si fa con una storia.

E non si creda che ciò riguardi solo qualche writer ribelle o talentuoso: può riguardarci tutti, ci dice Keri Smith, che include nella guerrilla art tutti i lavori artistici anonimi agiti in luoghi pubblici «con il caratteristico scopo di influire sul mondo in maniera creativa o stimolante».

Ed è qui che entrano a pieno titolo i bambini – a cui il volume non è dedicato direttamente, perché è del tutto trasversale –, che proprio nell’azione artistica attiva possono trovare divertimento, spunti d’attenzione e nuove forme di conoscenza e contatto con i luoghi che vivono.

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L’autrice dopo averci spiegato senso e regole del gioco, passa a una parte pratica in cui fornisce strumenti e tecniche usati da guerrilla artist in tutto il mondo, semplificati. Una cassetta degli attrezzi per cominciare.

Ci insegna a creare stencil, ad esempio, una forma di street art importante e molto sperimentata, di cui tutti conosciamo il più famoso esponente Bansky.

Passa poi a timbri, adesivi, bombe di semi.
Sempre con un occhio attento a salute e ambiente.

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E offre poi una ricchissima parte più attiva, e al contempo poetica, in cui presenta una quantità di idee possibili per estrinsecare il proprio segno sul mondo.

Scrivere una citazione importante con il gesso, in modo che chi passa la possa assaporare; scrivere cartelli con strisce staccabili piene di frasi belle e incoraggianti; segnalare con biglietti piccole cose interessanti, ma ignorate nel flusso rapido della vita cittadina.

E c’è poi da prendere in considerazione il più noto bookcrossing; il guerrilla gardening; l’albero dei desideri…

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Sono veramente tantissime ed esplosive le idee dell’autrice, che d’altra parte ci ha abituato alle sue non-guide piene zeppe di spunti, generose, capaci di accendere scintille creative e attive.

Che funzionano, lo dimostra l’entusiasmo che pervade le immagini, di cui vedete un assaggio in questo post, ritratte durante il laboratorio a tema proposto nel corso di Bookcity Milano, da Terre di mezzo e l’associazione Wonderway, che si occupa proprio di ri-conoscere Milano percorrendola e abitandola.
Lo dimostra anche il delizioso video delle imprese notturne di Guerrilla girl.

A questo punto è diventato chiaro che fare street art è il contrario del teppismo: è quasi un atto dovuto, di responsabilità e partecipazione nei confronti del luogo in cui si vive.
Perché è una forma d’arte, e un messaggio, offerto a tutte le persone.
Una comunicazione potenzialmente efficacissima, e un atto di gentilezza gratuito.

«Puoi cambiare la giornata di qualcuno o persino cambiare il mondo (un gesto alla volta) anche solo mostrando a qualcuno qualcosa di diverso da quello che si aspetta».

Sicuramente per i bambini affinare lo sguardo sulla realtà che li circonda, e sentirsi in grado di influire su di essa e di esprimersi attivamente, sono risorse importanti: per questo stiamo preparando per l’anno nuovo un laboratorio di arte cittadina ispirato a questo libro. Seguiteci per restare aggiornati, iscrivendovi alla newsletter qui sotto!

risvegliacittaRisveglia la città, Keri Smith, traduzione di Miriam Giovanzana,
Terre di mezzo Editore, 2015
pp. 144

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Le immagini di questo post sono state concesse per cortesia dall’editore Terre di mezzo, i crediti fotografici sono di Carola Fumagalli. Grazie!

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