Libri per genitori (che si fanno molte domande)

lago2pUn libro dischiude sempre mondi.
Un libro che parla di “genitorialità”, educazione, modalità di apprendimento, può dischiudere per un adulto il mondo di riflessioni che hanno a che fare con l’idea di “bambino” e con la percezione perfino di sé stessi e della propria infanzia.

Sono abbastanza scettica sulla corrente “spontaneista” che ritiene che un genitore, per il solo fatto di essere biologicamente tale, abbia gli strumenti per instaurare relazioni sane con un bambino, e per comprenderlo. Esiste certamente una saggezza istintuale, stratificata evolutivamente, che però va riconosciuta, ripulita da sovrastrutture.
Credo invece che il sano riconoscimento dei propri limiti, e il bisogno di decostruire gli automatismi acritici derivanti dall’educazione ricevuta, portino il genitore e l’educatore a ricercare – anche – nei libri a tema il confronto necessario alla propria crescita.

“Ma nei libri per genitori si trova tutto e il contrario di tutto” si potrebbe obiettare. Questo è vero.
Mai come in questo momento storico – per effetto ovviamente di movimenti di pensiero iniziati qualche centinaio di anni fa – l’infanzia viene considerata come un’epoca della vita speciale, con caratteristiche peculiari.
Questo produce una gran mole di studi e libri sull’argomento, in cui il presupposto stesso su “cosa sia un bambino” va da un capo all’altro di radicalità opposte.

Proprio leggendo in modo plurale, e trovando idee in cui riconoscersi, l’adulto può scegliere davvero consapevolmente che tipo di educatore essere.
O meglio: che tipo di persona essere.

Quello che segue è un elenco in continuo aggiornamento dei libri in cui mi sono riconosciuta io, al netto di tutti quelli che ho letto e scartato.
Sono tutti libri che riconoscono all’epoca dell’infanzia una reale specialità, non funzionale alle logiche adulte, ma funzionale solo alla felicità contingente di quel prezioso momento della vita.
Felicità che necessita di un po’ di cura per non essere estirpata.

Libri sull’attaccamento

 

base sicura bowlby• John Bowlby, Una base sicura,
Raffaello Cortina, 1989

La teoria dell’Attaccamento di Bowlby, racchiusa nella trilogia Attaccamento e perdita, in questo volume compare nei suoi caratteri essenziali e nelle sue implicazioni.
Viene così analizzato il bisogno umano di stabilire legami, legato al bisogno di sopravvivenza, e che rappresenta un fondamentale comportamento funzionale al benessere.
Dal primo legame miliare con la figura d’attaccamento primaria discende il modello di tutte le altre.
Una prospettiva psicanalitica ma anche emotiva, utile anche per comprendere le relazioni adulte.

36-Amarli-senza-se-e-senza-ma• Alfie Kohn, Amarli senza se e senza ma,
Il Leone Verde, 2010

Un libro per me fondamentale. Centrato sull’idea di amore incondizionato, ovvero non legato a risultati o compiacimenti, ma dovuto da ogni genitore ai propri figli per il solo fatto che essi esistono.
Affronta anche il tema dell’apprendimento legato ai voti ed alla competitività.
Vi segnalo la bella recensione di Antonio Vigilante su Educazione Democratica.
Anteprima Issuu della prima parte alla pagina dell’editore.
Vari articoli dell’autore in lingua originale sono invece raccolti a questo link.

14-I-vostri-figli-hanno-bisogno-di-voiGordon Neufeld, Gabor Matè, I vostri figli hanno bisogno di voi,
Il Leone Verde, 2009

Un libro intenso ed imperdibile  per genitori di ragazzi non più bambini.
La teoria dell’attaccamento di Bolwby viene argomentata e riportata nelle condizioni di vita della famiglia d’oggi.
Con una solida base scientifica viene mostrato come un mancato attaccamento ai genitori venga compensato con l’attaccamento ai pari, con i ben noti fenomeni “di gruppo”, causando però delle mancanze di accettazione che i ragazzini non sono in grado di gestire.
Se l’attaccamento di un bambino piccolo lo si conserva soprattutto con la vicinanza fisica e l’attenzione, quando esso cresce serve una grande cura della relazione, oltre al tempo a disposizione, per tenere i propri figli vicino quel che serve alla loro salute.
Alla pagina dell’editore un’anteprima.
Quello che segue è invece un video sottotitolato in italiano in cui Neufeld spiega in sintesi alcuni punti centrali delle sue osservazioni. (NB la parola “potere” può disturbare, e lo capisco, ma va interpretata in un senso più vicino a “responsabilità”, la lettura del libro permette di contestualizzare e problematizzare il senso).

 

genitoriconilcuore• Jan Hunt, Genitori con il cuore. I bambini si comportano così come vengono trattati,
Il Leone Verde, 2009

Un libro caldo sulla genitorialità con attaccamento, che prende in considerazione molti dei problemi del quotidiano (con una parte dedicata alla scolarizzazione), riflettendo sull’appropriatezza di metodi autoritari e basati sul distacco, proponendo delle alternative.
Il presupposto – per conto mio talvolta un po’ eccessivo, ma comunque molto coerente e interessante – è che i bambini modellino il proprio comportamento in funzione di quello che vedono e ricevono, e quindi non c’è da stupirsi se bambini puniti, umiliati, incompresi, si comportano in modo prepotente e violento. Ogni adulto nel momento io cui decide di mettere in atto un comportamento educativo dovrebbe, secondo l’autrice, chiedersi prima come ci si sentirebbe nella stessa situazione.
Dell’autrice i famosi 10 motivi per rispondere al pianto di un bambino.
Naturalchild.org è invece il sito legato al libro (è il titolo originale).

5-Portare-i-piccoli• Ester Weber, Portare i piccoli,
Il Leone Verde, 2007 (nuova edizione aggiornata 2013)

L’attaccamento prende anche la forma concreta del portare i bambini addosso fin dai primi momenti di vita. Una pratica antica ed ancora diffusa in molte parti del mondo che consente un contatto continuo e la condivisione delle attività e delle emozioni quotidiane.
In questo libro, scritto dalla fondatrice dell’omonima associazione per la promozione del portare, ci sono indicazioni pratiche per un babywearing sicuro e sano per genitore e bambino, ed una prospettiva profonda sul significato e sull’origine di questa pratica.

Libri sulla comprensione e la comunicazione in famiglia

 

bambino-competente• Jesper Juul, Il bambino è competente,
Feltrinelli, 2003 

Questo è stato il primo libro che ho letto sulla relazione genitore – figlio. Perché sono un persona fortunata.
Jesper Juul è un terapeuta familiare che ha affidato a questo libro, ed a molti altri a seguire, alcune sue riflessioni molto interessanti sulla natura dei bambini e sulle difficoltà genitoriali.
Tra i concetti di questo libro piuttosto pieno:
– “la collaborazione“, ovvero la tendenza dei bambini a cercare di adattarsi ai reali bisogni degli adulti di riferimento, anche quando questi ultimi tali bisogni non li riconoscono;
–”la differenza tra autostima e fiducia in se stessi“, perennemente confuse, mentre l’autostima dovrebbe essere la consapevolezza del proprio valore indipendentemente dai risultati ottenuti nella vita, per il solo fatto di esistere;
–”il bisogno dei bambini di essere visti“, per quello che sono e non per ciò che si proietta su di loro ed una riflessione sul perché sia controproducente dire “bravo” ad un bambino;
–”la responsabilità“, che chi decide di porre dei limiti, o di infrangerli, deve prendersi;
–”l’utilizzo di un linguaggio personale“, attraverso cui prendersi appunto responsabilità del proprio sentire e delle richieste che si fanno: “voglio”, oppure “ho bisogno di”, anziché “devi”.
Alcuni di questi concetti sono ripresi ed approfonditi in testi successivi, ma questo rimane il più bello ed efficace anche come linguaggio.
L’esperienza di Juul come terapeuta ha sfociato anche nel Familylab, di cui c’è una sezione italiana.
Quello che segue è un video dell’autore che parla del cambiamento della famiglia contemporanea (con sottotitoli cc).


eccomi• Jesper Juul, Eccomi! Tu chi sei?,
Feltrinelli, 2009

Un libro interessante e per certi versi difficile, sul tema dei limiti personali e della loro gestione nella relazione adulto – bambino.
Tutti conosciamo il bisogno di mettere dei paletti nella vita familiare, ma spesso questa azione viene ammantata di significati moralistici, o  di sensi di colpa.
L’autore sostiene non sia giusto imporre regole astratte, ma “esserci” con i propri bisogni in modo sincero e prendendosene le responsabilità, senza però metterli da parte. Approfondisce appunto questo aspetto della relazione, accennato nel testo precedente, con molti esempi di vita quotidiana su cui riflettere.
Vi invito a leggere la bella discussione che lo riguarda sul forum di Nontogliermiilsorriso.

famigliacompetenteJesper Juul, La famiglia è competente,
Urra, 2009 (c’è poi un’edizione Feltrinelli economica del 2010)

I bambini possono e vogliono prendere sul serio i genitori, ma prima devono sentire che sono a loro volta presi sul serio, e che esiste lo stesso rispetto reciproco fra i genitori.
Questo libro è per alcuni versi una ripetizione di concetti già presenti nel bambino competente. C’è più il centro sulla famiglia nel complesso, grazie alla cresciuta esperienza dei familylab. Insomma è meno sconvolgente dell’altro, ma ha un taglio pratico ed utile, rassicura, al contempo smonta certezze.

emozionibambini• Isabelle Filliozat, Le emozioni dei bambini, Piemme, 2007

Qual è il modo più sicuro per comprendere i bambini, le loro opposizioni, le loro difficoltà? Immedesimarsi.
Isabelle Filliozat è una psicoterapeuta che ha dedicato il suo lavoro alle emozioni, ed in questo libro scorre lo scenario delle emozioni infantili, facendo comprendere molti scenari che possono sfuggire al genitore coinvolto, molte implicazioni di alcune azioni “educative” o di alcune frasi apparentemente innocue, e soprattutto facendo comprendere l’importanza di non reprimere l’espressione delle emozioni (di nessuno).

buone_cattive• Thomas Gordon, Né con le buone né con le cattive, La meridiana, 2001

Un libro importante, in cui vengono dettagliatamente e convincentemente analizzati i motivi per cui i metodi educativi basati sulle punizioni, ed anche sui premi, sono destinati ad essere fallimentari ed a portare reazioni peggiori di quel che si pretende di prevenire, oltre al logorio della relazione e dell’autodisciplina.
C’è poi una lunga ed articolata parte che propone idee pratiche e cambi di prospettiva per cercare strade di relazione slegate dal potere e legate ai reali obiettivi da raggiungere.
L’approccio è molto pratico, il linguaggio un po’ imbonitore, ma si fa leggere bene ed è davvero convincente. Purtroppo però manca la bibliografia riferita alle informazioni scientifiche riportate.

dirittorispettoJanusz Korczak, Il diritto del bambino al rispetto, Luni, 2004 (edizione originale 1929)

Tra i moltissimi libri che il medico polacco scrisse con tema centrale sempre il bambino, questo è una breve e agile introduzione alla sua opera, e ne riassume molti caratteri.
Si tratta di un accorato pamphlet in difesa dei più piccoli e puri, dei loro bisogni primari: il diritto a essere riconosciuti come individui autonomi, a essere ascoltati, a ricevere risposte pertinenti e accompagnamento amorevole nella vita, a vedere riconosciuti i propri sforzi, ad avere buoni esempi da seguire. È molto emotivamente coinvolgente anche perché l’autore, non risparmiando sdegno dei più veementi, e mettendo a nudo tutti i maltrattamenti materiali e morali inflitti ai bambini, anche nella “buona società”, parla in prima persona plurale, rivolgendosi agli adulti come parte chiamata in causa, includendo al contempo sé stesso.
È un testo che va per certi versi inserito dentro il contesto storico in cui è stato scritto, ma che per altri è di una attualità e predittività sconcertanti. Certamente una base da cui partire per conoscere questo grande personaggio storico, e anche per farsi un paio di domande…

Genitori-a-portata-di-cuore• Inbal Kashtan, Genitori a portata di cuore, Esserci edizioni, 2013

Un testo agile ed utile per imparare la comunicazione non violenta in famiglia. Un linguaggio specifico per condividere i bisogni e i sentimenti che ci stanno dietro, ed uscire dai conflitti senza vincitori e vinti. Dedicato nello specifico ai genitori, dal taglio molto pratico, tra tutti i libri sulla comunicazione non violenta è certamente il più utile e utilizzabile in famiglia.
Ne ho parlato nel post dedicato alla comunicazione nonviolenta con i bambini, dove trovate un estratto e un video dell’autrice.

Libri sull’apprendimento

 

lessicominimoFilippo Trasatti, Lessico minimo di pedagogia libertaria, Elèuthera, 2014 (prima edizione 2004)

Quali sono i temi della pedagogia libertaria, i suoi confini politici, metodologici, terminologici. Come ridefinisce il senso stesso di “educazione”.
Dopo un’introduzione densissima di queste interessantissime riflessioni e di accenni storici, l’autore – filosofo – ci conduce attraverso un lessico di quarantatre voci fatte di persone, esperienze, concetti, che ricostruiscono in tutta la sua complessità l’esperienza fino a qui fatta nel mondo della pedagogia libertaria, problematizzandola senza sosta.
Alcune voci d’esempio: “Autorità”, “Comunità educativa”, “Marcello Bernardi”, “Danilo Dolci”, “Pedagogia nera”…

wild• Rebeca Wild, Grazia Honegger Fresco (a cura di), Educare ad essere, Armando editore, 2001

Nel 1977 Rebeca, insieme al marito Mauricio, fonda la “scuola attivaPestalozzi a Quito, in Ecuador, ispirata alla pedagogia Montessori ed improntata sulla libertà di ogni alunno di costruirsi il curricolo e di viverlo in autonomia grazie all’utilizzo di materiali in un ambiente adatto.
Non è un’esperienza prettamente libertaria, ma è ricca di idee molto utili e non convenzionali, e porta una possente riflessione sulla libertà di imparare, sulla capacità di autogestirsi, sulle possibilità enormi degli strumenti di autoapprendimento.
L’esperienza straordinaria di questa scuola si può anche vedere nel film lì girato: prima parte, seconda parte, terza parte.

liberidiimparare Francesco Codello, Irene Stella, Liberi di imparare, TerraNuova, 2011

Libro che raccoglie organicamente i caratteri che accomunano le esperienze di scuola democratica nel mondo, assumendo che l’apprendimento non autoritario non sia univocamente definibile, ma tentando una rassegna delle varie soluzioni adottate nella pratica.
Vi segnalo la recensione di Antonio Vigilante su Educazione Democratica, con anche l’intervista video ad Irene Stella.
Due estratti: l’introduzione, il capitolo sull’assenza di voti.

summerhill• Alexander Neill, I ragazzi felici di Summerhill, Red edizioni, 1990 (ultima ristampa revisionata 2012)

Summerhill è capostipite e punto di riferimento per tutte le scuole democratiche successivamente nate nel mondo. La sua esperienza è non del tutto accettabile, per quel che mi riguarda, in alcuni dei suoi aspetti (tra cui l’essere un’esperienza residenziale, la democratizzazione del gruppo…).
Tuttavia si tratta di un esempio innegabilmente rivoluzionario e fondamentale, da conoscere per elaborare un pensiero autonomo sui cardini che reggono l’esperienza scolastica e di gruppo, e su come possono essere modificati.
Nel volume vengono descritti i principi  dell’esperienza: la centralità dell’assemblea nella gestione della vita comunitaria, l’autodeterminazione dei ragazzi e la ricerca della felicità al posto del successo curriculare, la libertà della gestione del tempo…
Ne parla Carlo Martini in Scuolalibera.

compiti• Maurizio Parodi, Basta compiti,
Sonda, 2012

Un libro molto bello, curato da un dirigente scolastico che si interroga sulla sensatezza e modificabilità degli apparati educativi.
Importante per insegnanti ed anche per genitori che scelgono di stare all’interno della scuola, ma con senso critico.
I compiti sono veramente utili? Tutti? Sono coerenti con il progetto pedagogico della scuola? Non alimentano le differenze sociali?
Il libro è interessante anche perché contiene nella parte finale tutte le obiezioni che sono state mosse sul web e le relativa risposte.
A seguito di questo libro l’autore ha mosso una campagna denominata appunto Basta compiti, a cui è collegato un attivissimo gruppo facebook, che si pone l’obiettivo di dialogare con le scuole per chiedere l’abolizione dei compiti a casa, visti come un abuso di tempo, come un’intromissione indebita nello spazio familiare, come esacerbanti le disparità sociali tra bambini.

Libri per confrontarsi con la propria infanzia

 

dramma-bambino-dotato• Alice Miller, Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero sé,
Bollati Boringhieri, 1982 (prima ed. originale 1979)

• Alice Miller, La persecuzione del bambinoBollati Boringhieri, 2007 (prima ed. originale 1980)

• Alice Miller, Il bambino inascoltato,
Bollati Boringhieri, 1990 (prima ed. originale 1981)

Questi libri complessi ed importanti, anche come impatto emotivo, si possono considerare una sorta di trilogia.
Di formazione psicanalitica, la Miller si ribella poi all’impostazione freudiana del concetto di trauma e si dedica a smascherare la violenza (non solo fisica, lei la chiama “pedagogia nera”) che viene perpetrata sui bambini proprio a causa di quanto subito nella propria infanzia. In una sorta di spirale.
Questi tre volumi sono una sorta di percorso di base per muoversi nel suo pensiero, che ha poi avuto successive evoluzioni e pure molte ripetizioni.
C’è la definizione di “bambino dotato” come colui che, amando disperatamente i genitori e non potendoli riconoscere colpevoli di violenze nei suoi confronti, si adatta ai loro desideri, risponde alle loro aspettative, comprese quelle negative che vengono punite.
Ci sono molti esempi tratti da casi clinici e da biografie di personaggi celebri, come quella sconvolgente di Hitler (La persecuzione del bambino) e quella toccantissima di Kafka (Il bambino inascoltato).
Sono libri difficili da digerire, si tende a rifiutare l’idea di essere parte di meccanismi così feroci. Alice Miller non lascia molta speranza, non fornisce soluzioni, però offre una chiave di lettura di un’intensità e di una lucidità uniche, dopo la quale non si è effettivamente più gli stessi.
Per intuire ancche solo un pochino il suo pensiero si possono leggere  “i 12 punti radici della violenza“.

primaferita• Willi Maurer, La prima ferita,
TerraNuova editore, 2008

Questo libro muove dal concetto cardine secondo cui la separazione della madre dal neonato ed il distacco tra i due nel periodo successivo al parto provoca un trauma che spesso non viene riconosciuto e che inficia insidiosamente tutta la vita futura.
Se per alcuni aspetti ammetto di aver trovato gli argomenti di Maurer un po’ eccessivi nel voler trovare delle relazioni di causa – effetto, trovo che sia comunque una lettura imperidibile per comprendere un meccanismo innegabilmente fondamentale per l’essere umano e per focalizzare i bisogni fondamentali del neonato.
L’indice ed un brano su nascita e dintorni.

errori• Daniel Siegel, Mary Hartzell, Errori da non ripetere, come la conoscenza della propria storia aiuta a essere genitori,
Raffaello Cortina, 2005

Capita con i figli di comportarsi non come si vorrebbe, ma come non si riesce a fare a meno di. Questo perché a farci agire non sono decisioni consapevoli, ma il peso della nostra storia personale. È il meccanismo che la Miller definisce “coazione a ripetere“. Ma gli autori di questo libro offrono degli strumenti per liberarsene, e gestire le relazioni con scelta e presenza senza essere sopraffatti da emozioni scorrelate dal momento presente, ma incise dentro.
Essenzialmente si tratta di rielaborazione del proprio vissuto, attraverso la narrazione. Ma non è così banale, perché questo processo delicato e anche doloroso viene affrontato nel libro con approccio multidisciplinare: psicologico e neuroscientifico.
Niente di mistico  o simili, quindi. Anzi: leggendo si scoprirà come funziona la mente, come si sviluppa la memoria, come interagiscono le espressioni genetiche con le esperienze e molto altro. I libro integra le due parti, ma le tiene distinte anche graficamente. Insomma una lettura anche per curiosi, che del motivo per cui ci fa bene entrare nel nostro passato per affrontare il presente non sono ancora sicuri.

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