Il Noi inclusivo

Noi BacchilegaNoi è certamente un libro che non lascia indifferenti, commuove bambini e adulti perché tocca corde profonde con parole e immagini.

Noi è una parola che i bambini piccoli fanno propria presto, perché è rassicurante, prevede condivisione e co-presenza. “Io sono io”, ma se ho paura “insieme siamo noi”.

Però Noi può diventare anche escludente, quando interviene l’antinomia “noi” – “gli altri”. E la paura, il disagio, fanno richiudere nel gruppo, e per reazione deridere, additare, allontanare.

Questo accade nel libro.
Lo scenario è il giardino di una scuola durante gli intervalli.
Qui i bambini giocano, si riconoscono nelle proprie somiglianze e nella propria “normalità”, ed esprimono tutto il proprio disagio per un compagno diverso, accompagnato da una inquietante malformazione fisica (un occhio grande e malato) e per giunta con l’abitudine a stare da solo, a scavare buche in cerca di chissà cosa.

«Noi stiamo insieme, parliamo, giochiamo.
Lui invece sta da solo e scava, scava, scava …
Un buco al giorno.
Ha sempre le mani sporche.»

Con il Noi narrante i bambini eliminano questo scomodo bambino dal panorama della reciproca appartenenza.

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È quando il gruppo non c’è  che uno di questi bambini si può ritrovare solo con il suo insolito compagno, e scoprirlo.

Qui la voce narrante diventa singolare. Diventa un Io.

«Mi sono guardato intorno.
Nessuno ci poteva vedere.
Eravamo soli. Io e lui.»

A questo punto i due bambini possono trovare un terreno comune su cui incontrarsi, fatto di piccoli tesori trovati nelle buche: conchiglie, piume… e di immaginazione.
Ora il soggetto è di nuovo Noi, ma un Noi diverso, inclusivo, affettuoso.
E la riflessione sul senso di questo termine, in questo modo, è veramente intensa.

«Noi abbiamo parlato piano piano,
di tutto, del mondo,
del cielo, del mare,
di noi, degli altri,
della lumaca che ci guardava con le antenne curiose.
Noi ridevamo, e avevamo le mani sporche.»

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Le illustrazioni di Sonia Possentini, strette avvinghiate alle parole, alimentano l’eco emotiva della storia.  Con un realismo sognante, e tagli fotografici.
Delle foglie di Ginko che cadono, e suggeriscono una stagione autunnale, sono presenti in ogni pagina in primo piano, definite e a fuoco, vicine a figure sfocate in bianchi abbacinanti, e rinforzano la sensazione di trovarsi davanti a un certo tipo di fotografia.

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Questa lettura ha veramente emozionato il mio piccolo lettore più grande, che ha compreso immediatamente il senso della vicenda, lasciandomi la certezza che il registro sia adattissimo al pubblico per cui è proposto.

Penso però che una lettura attenta e consapevole faccia bene anche a tutti gli educatori.
E a seguito una riflessione.

Sì perché c’è una cosa che mi ha messo in moto pensieri scomodi: qui gli adulti mancano completamente.
Nessuno accoglie i sentimenti di ripulsa dei bambini nei confronti del loro compagno diverso, nessuno li aiuta a vederlo per quello che è, nessuno li rassicura sollevando il velo della paura.

A un certo punto c’è perfino la frase:

«Lui non sa niente.
Prende sempre brutti voti.
Non è come noi.»

E non puoi fare a meno di chiederti: ma perché c’è bisogno di voti che peggiorino l’incasellamento di un bambino che già deve affrontare le proprie fatiche? Perché sottolineare con un numero la deviazione da uno standard, invece di valorizzarla?
D’altra parte è noto che la competitività innescata dai voti alimenta l’aggressività. Sembra quasi che questo libro voglia ricordarcelo, in questo modo struggente.

Da un lato escludere gli adulti è una scelta narrativa efficace, che permette ai bambini di vivere la storia appieno dentro di sé, di elaborare i sentimenti in modo autonomo.
Inoltre aiuta gli adulti a comprendere bene quali meccanismi si ingenerino nei bambini nell’affrontare la diversità

Dall’altro mi domando se non sia anche un’ammissione di impotenza.
Un modo per dire che nelle case e nelle scuole non siamo capaci di mediare, attivare dialoghi di non-violenta comprensione, forse di accogliere per davvero noi stessi.
Così lanciamo questo (prezioso, ma di conserva) messaggio ai bambini, sperando che imparino a fare tutto questo da soli.

Noi ha recentemente vinto il Premio Nazionale di Letteratura Giacomo Giulitto, città di Bitritto per bambini dai 6 ai 10 anni.

Noi, testo di Elisa Mazzoli, illustrazioni di Sonia Possentini,
Bacchilega Junior, 2014
albo illustrato, edizione con copertina cartonata, euro 15

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