Racconti di Querciantica

quercianticaQuattro racconti dal sapore antico, uno per stagione.
I protagonisti sono piccoli abitanti dei boschi e delle campagne: barbagianni, puzzola, volpe, cincia, cicogna, un procione fuggito dallo zoo, un gatto, una testuggine.
Un solo uomo, che si muove sempre sullo sfondo, abita le terre vicino all’antica quercia: un paesaggio realista, ma al contempo irreale.

Per dei bambini oggi, ancorché fortunati a crescere in campagna e poter passeggiare e giocare in luoghi selvaggi, è difficile vedere luoghi così non antropizzati, ed una così varia fauna tutta insieme.
Però non sono animali o mondi fantastici (anche se viene data loro voce attraverso parole umane), e questo è il bello: sono atmosfere che sanno della nostra terra com’era non molto tempo fa, e ci richiamano subito all’immaginazione qualcosa che è profondamente dentro le nostre radici, anche grazie agli stupendi acquerelli che le accompagnano.

Un invito a percorrere ancora luoghi abbandonati, a cercare con piedi e sensi solerti le tracce di tante piccole vite, come mi ha raccontato nelle parole che seguono l’autrice stessa, Francesca, che oltre ad essere scrittrice e mamma, è educatrice ambientale, ed ha convogliato tutte queste competenze e passioni in Querciantica.

«A Querciantica la presenza dell’uomo è limitata all’anziano fattore e alla sua fattoria, che si inserisce con discrezione in un ambiente in cui la natura è protagonista assoluta. Ho scelto animali tipici della nostra fauna, concedendomi solo qualche “intruso” come il procione Pascal, e ho chiesto a Marina di rappresentarli in modo realistico, senza umanizzarli, per incuriosire i bambini attraverso il loro effettivo aspetto e le loro abitudini.

L’attività di educatrice ambientale, l’esperienza di mamma, i laboratori che organizzo per il mio libro, mi insegnano ogni giorno che gli animali catturano i bambini come nient’altro, e credo fortemente che il rispetto nei confronti della diversità della vita sia legato alla conoscenza.

Nonostante la scarsa antropizzazione, Querciantica è un luogo che potremmo incontrare senza allontanarci troppo dalle città. Molti territori di collina e di montagna della mia regione, e non solo, sono stati progressivamente abbandonati dall’uomo, permettendo alla natura di riconquistare gli spazi originari e di offrire rifugio ad alcune specie che erano scomparse, come il lupo.
Per raggiungere Querciantica vi consiglio quindi di immergervi nei fitti boschi, e di seguire semplicemente il corso del ruscello…»

Questo muoversi a metà tra fantastico e reale è evidente anche nella nomenclatura: oltre a Querciantica c’è Boscoscuro, la radura del vecchio ceppo … tutti luoghi mostrati nella cartina che apre il volume, un po’ come avviene nel classico fantasy.
Anche gli animali hanno bei nomi, come Cuorbianco, Norberto, Petra, Nebbia, e vivono una vita comunitaria ed organizzata all’oscuro del fattore.

Tra di loro si svolgono avventure semplici, ciascuna con un messaggio al centro: l’arrivo di un nuovo membro del gruppo, la partenza e la ricerca di un amico, il desiderio di essere diversi, l’aiuto e la solidarietà, la paura di ciò che viene da fuori.

In mezzo al racconto si imparano intanto molte cose: le abitudini degli animali, i mutamenti stagionali, i nomi e le caratteristiche di alcune piante.

In questo la formazione e gli obiettivi di Francesca sono chiari, come ci dice lei stessa:

«Il progetto ha radici profonde. La natura, la diversità delle stagioni, i boschi, gli animali mi hanno sempre incantata. Da bambina amavo follemente le Storie di Boscodirovo di Jill Barklem, e gli acquerelli naturalistici della pittrice olandese Marjolein Bastin, opere in cui ogni particolare, che sia una foglia o una mora di rovo, testimonia con poetico realismo il segreto della vita. Serbavo il desiderio di raccontare le mie storie, e gli studi naturalistici mi hanno permesso di farlo con consapevolezza.

Quando ho iniziato il primo racconto, mi occupavo già di educazione ambientale, presso il ParcoRegionale dell’Abbazia di Monteveglio, nel bolognese. Le esplorazioni del territorio insieme ai bambini delle scuole e gli incontri con alcuni timidi abitanti delle nostre colline mi hanno regalato grande ispirazione nell’ideare le ambientazioni e i personaggi di Querciantica, così come le passeggiate in montagna, sulle Dolomiti o lontano dall’Italia. Dopo aver attinto da fantasia e memoria per scrivere le quattro storie (una per stagione), ho contattato un’artista di Bologna come me, Marina Cremonini, per realizzare le illustrazioni. Mi ero infatti innamorata dei suoi rapaci notturni, e tra i protagonisti dei miei racconti ci sono proprio un barbagianni e due gemelli allocchi!
Marina ha sposato il progetto con entusiasmo, e ha donato forma e colore a Querciantica e ai suoi abitanti, grazie alle sue magiche tavole ad acquerello

Le tavole di Marina sono davvero magiche, e sono compagne indispensabili dei racconti; sono piene di sapore antico, ma sono incredibilmente contemporanee, una meraviglia per gli occhi. Guardate il making of sul sito di Marina, e leggete le belle parole che scrive sulla loro storia editoriale.

Il fatto di narrare in modo semplice, e di rappresentare gli animali in modo realistico, non umanizzato, ha infatti rappresentato uno scoglio al momento di cercare un editore, ma alla fine Querciantica ha trovato una collocazione ottima nel catalogo di un piccolo editore: Alkemia, non specializzato in infanzia, ma dedicato a tematiche ecologiche e di decrescita.

Un bel posto per questo gruppo di animali coraggiosi e solidali, che ci ricorda come forse può ancora essere il mondo.

Per saperne di più, e conoscere i laboratori legati al libro, potete seguire Francesca sul suo blog o sulla  pagina di Querciantica.

Storie di Querciantica, Francesca Casadio Montanari, illustrazioni di Marina Cremonini,
AlkemiaBooks, 2013
racconti illustrati, brossura, euro 16.00

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