Digitalizzazione libri in Francia, pace fatta fra editori e Google

Digitalizzazione libri in Francia, anche Google entra in corsaIn Francia, Google Livres e il sindacato editori fanno la pace sulla digitalizzazione dei libri, ma non tutti gli autori sono d’accordo. E si mormora che il progetto potrebbe danneggiare Amazon.

È stato presentato ieri mattina presso la sede del Syndicat national de l’édition, in presenza del suo presidente Antoine Gallimard e di Google France, il progetto di digitalizzazione libraria che rappresenta la soluzione di una disputa iniziata nel 2006 fra il motore di ricerca e gli editori d’Oltralpe. Il piano richiama alla mente la legge sulla digitalizzazione delle opere del XX secolo approvata solo qualche mese fa, ma la coincidenza è del tutto casuale, frutto di una «riflessione proseguita per due anni» come ha affermato Philippe Colombet di Google France.

La soluzione della disputa, nata per questioni di diritto d’autore, è arrivata mediante l’inserimento di una clausola che impone il consenso degli editori come condizione indispensabile alla digitalizzazione. Ciò non significa, però, che gli autori ne siano entusiasti, com’è stato evidente allorché Actualitté, che seguiva in livetweet la conferenza stampa, li ha interpellati sulla loro opinione. Pronta e decisa la reazione del fumettista Thomas Cadène: «Gli autori non sono mai consultati, mai considerati se non come pretesto “vogliamo salvarli”». E ha aggiunto, più avanti: «È buffo che si parli di “diritto d’autore”, quando si agisce nell’interesse degli editori».

In realtà, rispetto alla digitalizzazione un po’ troppo “spensierata” che era nei progetti iniziali di Google, qualche progresso c’è stato. Antoine Gallimard ribadisce che il consenso degli autori è indispensabile affinché il processo di scansione sia avviato, e cita esempi di rifiuti illustri fra cui Milan Kundera e Daniel Pennac. Lo stesso Gallimard, interpellato in proposito da Actualitté, ammette però che l’«inalienabile» diritto di recesso previsto dalla legge sulla digitalizzazione implica un iter lungo, noioso e complesso. Questione già sollevata, all’epoca, anche dal collettivo d’autori Le Droit du Serf.

Nonostante le molte e giustificate polemiche, i processi di digitalizzazione sembrano ormai inarrestabili: dopo l’accordo europeo sulle opere orfane, HarperCollins sta per pubblicare in ebook il catalogo di Ray Bradbury, a lungo egli stesso un oppositore del digitale (gli ebook per lui puzzavano «come benzina bruciata»). «Sapeva che lo stavamo facendo, ed era d’accordo» asserisce Jennifer Brehl, che di Bradbury è stata a lungo l’editor. The Week approfondisce il caso.

Ma l’approvazione di un progetto che potrebbe rappresentare una forte spinta per il mercato degli ebook in Francia rischia di scontentare anche qualcun altro. Secondo quanto riportato da Actualitté e Le Figaro, infatti, l’accordo impedirebbe agli editori di distribuire i loro libri digitali attraverso i concorrenti diretti di Google, in particolare Amazon. I dettagli di tale clausola non sono ancora stati confermati e, dal momento che il progetto di Google copre principalmente opere fuori stampa, la compagnia di Jeff Bezos avrebbe ancora campo libero su bestseller e nuovi titoli. Nell’insieme, tuttavia, quella di Google potrebbe rivelarsi la strategia giusta per rafforzare i propri legami col mondo editoriale europeo, proprio nel momento in cui Amazon intensifica l’impegno per imporsi col suo Kindle.

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