Il diritto di leggere ebook curati e accessibili

Livio Mondini, dal Kit di Sopravvivenza del Lettore Digitale

Così come ci si aspetta che il libro stampato abbia determinate qualità, lo stesso vale anche per il libro elettronico. L’informazione deve poter essere fruita pienamente, sia come contenuto sia come sua presentazione sullo schermo, qualsiasi sia il lettore ebook o il software che utilizzate.

Innanzitutto il testo deve essere vero testo, non sue immagini scansionate e raccolte in un contenitore chiamato impropriamente “ebook” (qualsiasi sia il suo formato di distribuzione, epub, mobi, pdf). Se non riuscite a cambiare il carattere, le funzioni di ricerca sembrano inspiegabilmente non funzionare, se fate un ingrandimento e il “testo” (eventuali immagini di corredo comprese) si sgrana, ecco, siete in presenza di una raccolta di immagini e non di un ebook.

La gerarchia degli elementi informativi deve essere organizzata in modo tale che titoli, testi, barre laterali, immagini, didascalie e note siano chiaramente distinguibili.

L’ebook deve possedere un indice navigabile e gli eventuali link presenti devono essere attivabili sia per i collegamenti all’interno del libro stesso, come accade per indice, rimandi e note, sia per quelli verso internet o altre risorse esterne.

Inoltre, non esiste alcun motivo perché la versione elettronica debba essere farcita di refusi: la cura editoriale deve essere la stessa riservata al libro tradizionale.

Un libro elettronico non possiede un formato di pagina predefinito: la sua dimensione è quella del monitor del dispositivo di lettura. Deve essere possibile poter ingrandire o ridurre la dimensione del testo a vostro piacimento, così come deve essere possibile cambiare il carattere utilizzato tramite i comandi messi a disposizione dal vostro dispositivo o programma di lettura.

Un ebook dovrebbe essere creato pensando anche alla sua accessibilità. In questo contesto, con accessibilità si intende la possibilità per chiunque, indipendentemente dal software o dall’hardware utilizzato per leggere, di poter fruire del libro elettronico. Per esempio, un lettore non vedente potrà leggere l’ebook avvalendosi di uno screen reader (programma in grado di leggere per mezzo di una voce sintetica quanto appare sullo schermo), oppure un ipovedente potrà ricorrere alle funzioni di ingrandimento. L’editoria elettronica permette anche questo, e credo sia una opportunità entusiasmante che al momento nessun editore sembra aver colto appieno. Purtroppo, a oggi non tutti i formati sono accessibili allo stesso modo: mentre xhtml e pdf possono essere reputati pienamente accessibili e dispongono di strumenti di verifica in grado di analizzare e individuare eventuali problemi di accessibilità, questo con gli epub non accade, per problemi sia del formato stesso che dei programmi utilizzati per leggerlo. Ma si tratta di un formato relativamente nuovo, e i suoi sviluppatori dichiarano una particolare attenzione per l’accessibilità, in via di sviluppo man mano che le versioni dei software di lettura vengono aggiornate.

Infine, fate particolare attenzione al formato dell’ebook che desiderate acquistare: i formati e i device di lettura disponibili sono molti, e non sempre fra loro compatibili. Sarà impossibile, per esempio, leggere un libro creato per iBooks (Apple) sul Kindle di Amazon (che invece utilizza il formato mobi).

Per approfondire:

Leggi gli altri diritti del Kit di sopravvivenza del lettore digitale.

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2 pensieri su “Il diritto di leggere ebook curati e accessibili”

  1. Per quanto sia assolutamente inopinabile che sia diritto del lettore avere accesso a dei libri digitali ben fatti e curati mi domando se non è diritto dell’editore produrre libri mal fatti e poco curati.

    Nessuno avrebbe nulla da dire di un editore che mandasse in stampa un libro pieno di refusi, mal impaginato e mal realizzato… già leggendo la frase ve ne sono venuti in mente almeno una decina. ^___^

    Al più il passaparola farà si che il libro non venda e l’editore ne abbia un danno economico.

    Perché questo non vale per il digitale?

    P.S. conosco benissimo la risposta, il mio commento vuole essere uno spunto di riflessione.

  2. Non ho capito il punto… l’ebook non si può (quasi mai) curiosare, prima di acquistarlo, ma al di là di questo fatto banale (e pure grave per lo sviluppo dell’editoria digitale, se ne parla in uno dei prossimi diritti), trovo errato affermare che gli editori hanno il diritto di produrre libracci. Tuttalpiù ne hanno facoltà (come è facoltà del libraio e del bibliotecario apporre un filtro a questa produzione).

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