Pirateria digitale, gli editori colpiscono e vincono

Un’alleanza internazionale di editori, coordinata dall’Associazione tedesca di editori e librai (Börsenverein des Deutschen Buchhandels) e dall’International Publishers Association, è riuscita a far chiudere due dei più grandi e prosperi siti di pirateria digitale al mondo. Library.nu e Ifile.it, i cui proprietari risiedono in Irlanda, avevano creato una “biblioteca informatica” di più di 400.000 ebook pirata, di cui 4.000 italiani, generando profitti pari a 8 milioni di euro in pubblicità e account premium. Un totale di 17 case editrici ha sporto querela presso una corte regionale di Monaco di Baviera, richiedendo ingiunzioni per 170 titoli piratati. Secondo una di queste ingiunzioni, riportata dall’Huffington Post, ciascun link incriminato di uno qualsiasi dei due siti potrebbe risultare in una multa da 250.000 euro o in una sentenza di reclusione fino a sei mesi.

I domini dei due siti erano registrati in Italia e nell’isola di Niue, nel Pacifico meridionale. Library.nu si camuffava da fonte legittima di materiale protetto, arrivando a indicizzare le opere (romanzi, ma anche testi scolastici) e ad alludere a connessioni con altre biblioteche, per poi dirottare i visitatori su Ifile.it. Il collegamento fra i due siti è stato rintracciato grazie al pulsante per le donazioni presente su Library.nu, che rimandava a un account Paypal registrato a nome dei proprietari di Ifile.it.

“Oggi, l’industria internazionale del libro ha dimostrato che continua a opporsi all’infrazione organizzata del copyright” ha affermato con soddisfazione Jens Bammel, segretario generale dell’IPA. E Marco Polillo, presidente dell’Associazione Italiana Editori, fra i sostenitori dell’iniziativa, l’ha definita “un colpo netto contro la pirateria degli ebook su internet”, d’importanza pari “alla chiusura di Megavideo e Megaupload per il mondo dei film”.

Nonostante le proteste contro SOPA e ACTA, dunque, la lotta alla pirateria informatica non sembra rallentare, anzi: si è trasformata in un vero e proprio braccio di ferro.

Immagine | Robert Shadbolt

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Un pensiero su “Pirateria digitale, gli editori colpiscono e vincono”

  1. Mi chiedo quanto sia costata, agli editori, questa azione.

    Sono certo che con un decimo del costo avrebbero potuto assumere un gruppo di persone brave, tecnicamente qualificate e preparate e realizzare dei prodotti di qualità e valore tali per cui la pirateria avrebbe perso senso.

    Ma no, molto meglio sprecare i soldi in inutili azioni dimostrative.

    P.S. hanno fatto chiudere i due servizi e questi, come l’araba fenice, sono già ricomparsi altrove.

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