Il diritto di proprietà sugli ebook

Giorgio Spedicato dal Kit di Sopravvivenza del Lettore Digitale

Lo sguardo analitico del giurista è abituato a individuare nel classico libro di carta due beni distinti. Il primo, l’opera letteraria in quanto tale, è un bene immateriale che, in ossequio a una tradizione filosofica secolare, gli studiosi del diritto d’autore definiscono “corpus mysticum”. I diritti di proprietà intellettuale su tale bene nascono originariamente in capo all’autore nel momento stesso della sua creazione, anche se possono successivamente essere trasferiti ad altri soggetti (tipicamente, all’editore). L’opera letteraria circola tuttavia normalmente incorporata in un bene fisico, il volume, che per la sua materialità viene definito “corpus mechanicum”. Questo bene è sottoposto alle tradizionali norme in materia di proprietà sui beni materiali, le stesse applicabili, ad esempio, a una bicicletta.

Chi acquista un libro diviene il proprietario del volume e ha pertanto il diritto di usarne (per esempio leggendolo) o di disporne (per esempio regalandolo o rivendendolo) nel modo più ampio possibile. Chi acquista un libro non diviene però titolare del diritto di proprietà intellettuale sul bene immateriale costituito dall’opera letteraria incorporata nel volume. Per questo motivo, non può, ad esempio, attribuirsi la paternità dell’opera, né può riprodurla in copie o scansionarla e pubblicarla in rete, tutti diritti che la legge riserva in esclusiva all’autore.

Molte delle libertà garantite al lettore di un libro sono una conseguenza diretta del suo diritto di proprietà sul volume e della materiale disponibilità dello stesso. Ma, quando si passa dalla realtà degli atomi a quella dei bit, è ancora possibile parlare di “proprietà” per chi acquista un ebook? Quest’ultimo non è in fondo nient’altro che un file, ovvero un insieme di informazioni codificate in formato digitale e, sebbene non privo di una dimensione in un certo qual modo “materiale”, ha caratteristiche molto diverse rispetto a quelle di un oggetto propriamente tangibile.

La riflessione giuridica, partendo dall’osservazione di una realtà sociale ed economica sempre più complessa, ha nel corso del tempo ammesso una nozione progressivamente più ampia di “proprietà”, fino a concludere che oggi è forse addirittura impossibile parlare di una “proprietà” in senso unitario, dovendosi piuttosto ammettere che esistono molte “proprietà” diverse: è sufficiente in questo senso immaginare le differenze esistenti, dal punto di vista della regolamentazione giuridica, tra la proprietà di un normale bene mobile, rispetto a quella, sottoposta a numerosi vincoli, di un bene culturale, o a quella a godimento frazionato tipica degli immobili acquistati in multiproprietà.

Sebbene allo stato attuale la situazione sia ancora piuttosto nebulosa, non è dunque da escludere che la riflessione giuridica potrà arrivare a riconoscere un diritto di proprietà del lettore di un ebook analogo (o quasi) a quello del lettore del classico libro di carta. Molto dipenderà anche dall’evoluzione socio-economica e tecnologica del mercato, e in particolare delle prassi contrattuali e di quelle connesse con l’impiego di tecnologie di protezione come i DRM. Con riferimento alle prime, è infatti noto che le condizioni contrattuali applicate da molti rivenditori online specificano che l’acquirente di un ebook non ne acquista la proprietà, ma solo la licenza d’uso. La validità giuridica di tali limitazioni contrattuali è almeno dubbia, ma probabilmente un diritto di proprietà dell’acquirente di un ebook sarà configurabile solo quando il titolare dei diritti conceda all’utente, a fronte del pagamento di un prezzo, un diritto di utilizzazione illimitato nel tempo e non soggetto a specifiche restrizioni contrattuali (che, ad esempio, ne limitino il trasferimento su altri device o ad altri soggetti).

Sotto un profilo più strettamente pratico, che si interseca e spesso finisce con il sovrastare quello più teorico-giuridico, molto dipenderà inoltre dall’uso che i titolari dei diritti d’autore faranno di tecnologie di protezione come i sistemi DRM, suscettibili di restringere, e non di poco, le libertà del lettore nella fruizione dell’ebook. Paradigmatico, a questo proposito, è il recente caso di una utente norvegese di Amazon, che – almeno stando alle notizie circolate sulla stampa – si sarebbe vista cancellare senza preavviso da quest’ultimo l’account personale (e con esso tutti gli ebook regolarmente acquistati) in quanto collegato con un altro account che era stato già chiuso per abuso delle policy di Amazon. La diversità di garanzie per il lettore tra la materiale disponibilità del bene che consegue all’aquisto di un libro di carta e la precarietà del “possesso” di un bene volatile come un ebook non potrebbe essere più manifesta.

In casi del genere, teorizzare che l’acquirente di un ebook ne abbia effettivamente la proprietà, rischierebbe di tradursi in un’affermazione magari giuridicamente ammissibile, ma anche piuttosto distaccata dalla realtà dei rapporti di forza tra acquirenti e fornitori nei mercati digitali.

Per approfondire:

 

Leggi gli altri diritti del Kit di sopravvivenza del lettore digitale o scarica l’ebook.

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