Il primo anno

tropico del libro in trasparenzaDopo quasi un anno di lavoro preliminare, il 21 settembre 2011 è andato online Tropico del Libro. A quello di noi due fondatori si è via via aggiunto, nei mesi, il lavoro di numerosi collaboratori, indispensabili data la mole di contenuti da produrre e le competenze necessarie. Per arrivare al varo, almeno venti firme hanno contribuito.

Non poche le difficoltà: cercare persone adatte, raccontare il progetto, comunicare il nostro entusiasmo e l’ambizione di non proporre l’ennesimo compitino di scrittura sul web, ma di entrare a far parte di un gruppo animato dalla voglia di costruire un’opportunità, anche professionale.

Tutto questo considerando il budget: zero. E il corrispettivo possibile: zero. Spese vive, per fortuna, poche. Il sito è stato sviluppato da un modello WordPress gratuito, grazie alla buona volontà e alla montagna di ore dedicatevi da due non professioniste in materia. E comunque qualcosa si spende sempre: trasferte, materiale promozionale minimo, hosting web e via aggiungendo.

Perché farlo? Tropico del Libro è nato con l’idea di costituire un tentativo di crearsi un lavoro bello dove lavoro non c’è, bello o meno. Prima di tutto, però, noi che l’abbiamo pensato credevamo, e crediamo ancora, che ce ne sia bisogno. Un sito web di riferimento, una directory ragionata del mondo editoriale, un luogo dove darsi e dare delle opportunità, mancava.

Poi era forte, arrembante, la voglia di non essere soli, di non sentirci isolati, di non lasciare che finissero sprecate le qualità, la voglia, l’energia, il talento, le aspirazioni di quanti abbiamo conosciuto e incrociato in tanti anni di lavoro nel mondo dell’editoria e non solo.

Tropico del Libro è nato anche dalla delusione, quella che conoscono in molti, quella che deriva da proposte lavorative indecenti. Ma, ancor più, quella di incontrare datori di lavoro sempre meno interessati alla qualità, al valore aggiunto che ogni nuovo collaboratore saprebbe apportare. E questo inaridisce loro, e inaridisce noi.

Tropico del Libro in questi pochi mesi di vita è cresciuto, ha moltiplicato i suoi contenuti in maniera significativa, offre ogni giorno senza eccezioni notizie, riflessioni, recensioni, offerte di lavoro setacciate in base a un tentativo di filtro etico. Lo fa grazie al lavoro a tempo pieno di una persona e a quello part-time o più sporadico di molti altri che finora partecipano al Tropico gratuitamente solo per un motivo: perché hanno conosciuto un progetto e hanno iniziato a crederci, e a dedicarcisi quel tanto o poco che riescono, spesso incastrandolo in tralicci di vite non semplici. Per i loro equilibrismi appassionati, per gli apporti che ci hanno dato in questi mesi, ringraziamo i nostri collaboratori attuali e anche chi per varie ragioni ha dato il proprio contributo e poi non ha voluto o potuto continuare un percorso comune.

Da alcuni mesi, per necessità e per senso di responsabilità verso chi continua a lavorare con noi, ci stiamo dedicando alla parte più ostica, difficile, dubitosa. Quella che chiede di formalizzare in una forma societaria (un’associazione?) questo progetto, di stilare un piano di impresa (no profit?), di capire quali attività vanno fatte, di mettere correttamente a fuoco in che direzione investire e dove reperire i soldi necessari. Lo facciamo incontrando consulenti, rivolgendoci agli sportelli della Pubblica Amministrazione, cercando di individuare i bandi, i concorsi, le consulenze più adatte a farci crescere. Entro la fine dell’estate dovremmo avvicinarci a una decisione, dopo una riflessione condivisa con tutti i tropicani che vogliano voce in capitolo perché interessati a una condivisione di più lungo respiro.
Qualunque sia l’abito amministrativo che indosseremo, abbiamo voluto battezzare in anticipo l’idea che starà dietro alla remunerazione di chi contribuirà al Tropico, in ogni caso: equo profit. Vale a dire che quanto verrà guadagnato dalle nostre attività sarà ripartito secondo criteri meritocratici e condivisi.

Questo processo, che porta con sé dubbi, ripensamenti, incontri, discussioni, confronti vogliamo che accada in trasparenza. Questo spazio, d’ora in avanti, sarà dedicato a questo. Non è più il sogno di due persone, – noi due fondatori – il Tropico, qualcuno si sta appassionando alle sue potenzialità di sviluppo, e si sta unendo a noi che mai abbiamo voluto condurre questa intrapresa da soli.

Cosa bolle nella pentola tropicana, ora come ora? Da un mese si è costituito un gruppo di lavoro di cinque persone dedicato a un progetto (top secret) che se va in porto sarà utile a tutti e remunerativo. Un altro progetto che, potenzialmente, potrà portare una compensazione economica dei nostri sforzi è in via di realizzazione e oltre a Tropico del Libro, che ne è ideatore, coinvolge altre tre entità professionali. Lo vedrete questo autunno. Sarà superfluo, ma aggiungiamo che ogni progetto che nasce all’interno di Tropico del Libro è prima di tutto un progetto nel quale crediamo, in cui riversiamo passione, e valore.

Attualmente Tropico del Libro ha una sede fissa, l’appartamento-ufficio dei suoi fondatori, più tante postazioni quanti sono i tropicani.
Poi c’è spazio anche per vagheggiare, per buttare le aspirazioni e la fantasia oltre l’ostacolo dei mezzi attuali: vorremmo una “factory”, un luogo dove lavorare insieme con altre realtà, dove adottare un sistema di vita rilassato, ecologico (case ecocompatibili e low cost, risparmio energetico, autoproduzione) e solidale; un luogo dove troppe cose che qui, nelle città come sono concepite sono impossibili, divengano semplicemente possibili. Senza ricorrere a utopie, ma solo a scelte ragionate. L’utopia è ora in mano a un amico architetto.

Ma una cosa per volta. In questo spazio continuerete a vedere in trasparenza tutto quello che accade dentro Tropico del Libro.

A presto!

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17 pensieri su “Il primo anno”

  1. Ai due fondatori e a tutti i tropicani buona fortuna e la promessa di continuare a seguire con attenzione un progetto pensato e realizzato con intelligenza e passione. Ciao!

  2. Dal profondo del mio interesse per il vostro bel sito IN BOCCA AL LUPO! Forza così!

  3. bene, mi sembra normale e giusto cercare di crescere con questo progetto: certo adesso viene il difficile ovvero cercare di pagarsi lo stipendio. Ma d’altra parte se non si rischia non si và avanti. Quindi in bocca al lupo e forza!

  4. Grazie alle nostre attente lettrici. Parlare con chiarezza e precisione dei meccanismi del mondo editoriale attraverso un luogo di incontro tra professionali e semplici lettori, questo era ed è uno dei nostri principali obiettivi. Sapere di riuscirci, ogni tanto, ci dà l’energia per migliorare!

  5. Cari Tropici, per esperienza diretta non posso che augurarvi di trovare al più presto la soluzione-che-non-c’è (ovvero crearvela su misura) e soprattutto nel frattempo non rinunciare alla “trasparenza” che inseme alla competenza e alla leggerezza hanno accompagnato la felice navigazione intorno a voi di tanti lettori-interessati come me.

  6. Le soluzioni creative fai da te sono le migliori, se non altro perché ci si diverte a trovarle, e la trasparenza è meglio della comunicazione, quando te la puoi permettere. E noi, modestamente…;) Grazie di leggerci e di trovarci utili!

  7. Quando vi ho conosciuto a Mal di Libri avevate appena fondato il sito ma mi sembravate organizzatissimi e fantasiosi insieme. Due caratteristiche necessarie ma difficili da trovare insieme nell’ambito culturale. Per me Tropico del libro è pane quotidiano e sono felice di sapere che impiegherete ancora più energie in questo progetto così ben pensato. A presto!

  8. wow. cari e care tropici e tropiche io sono ammiratissimo del vostro lavoro, delle vostre intenzioni, dei vostri risultati e del vostro futuro. E, soprattutto, del mondo di raccontare tutte queste cose. In bocca al lupo, e non smettete di raccontarci il vostro racconto. FN

  9. Grazie Caterina, “organizzatissimi e fantasiosi” ci piace tanto che ne faremmo un motto interno della redazione!

    Grazie Federico, finché avremo persone come te a cui raccontarle, non ci risparmieremo di certo!

  10. Certo, ci farà un gran piacere, vieni/venite a salutarci, sabato 7 alle 18 in piazza Chilesotti. A presto!

  11. Solidarizziamo con voi, perché abbiamo molto in comune, motivazioni, prospettive, problemi, ideali. Magari un giorno avremmo la possibilità di confrontarci vis-à-vis. In bocca al lupo e buon lavoro.

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