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Simon & Schuster & HarperCollins

Scritto da Cecilia Martini in notizie il 21 novembre 2012

Simon & Schuster & HarperCollinsDopo il sensazionale matrimonio fra Penguin e Random House, voci insistenti parlano di trattative in corso per una fusione fra HarperCollins e Simon & Schuster. L’era delle superpotenze editoriali sembra più vicina di quanto pensassimo…

Il mondo editoriale si è appena ripreso dalla notizia della fusione fra Penguin e Random House, che unendo le forze arriveranno a coprire il 27% del mercato editoriale del Regno Unito e al 25% di quello statunitense, ed ecco spuntare nuove indiscrezioni su un possibile “matrimonio” fra altri due dei Big Six. NewsCorp, società proprietaria di HarperCollins, che poco prima dell’accordo Penguin-Random si era offerta di acquistare la Penguin, avrebbe fatto una proposta per l’acquisto di Simon&Schuster. Lo ha riportato per primo il Wall Street Journal, quotidiano di proprietà della stessa NewsCorp, sottolineando però che le discussioni sono ancora in fase preliminare e che un possibile accordo «non è imminente». L’unione fra i due editori, se confermata, potrebbe arrivare a coprire dal 18% al 20% del mercato dei libri degli Stati Uniti.

La NewsCorp, fondata da Rupert Murdoch nel 1979, è attualmente impegnata nella divisione del proprio ramo “intrattenimento” (che include lo studio cinematografico 20th Century Fox e il canale televisivo Fox News) da quello “editoriale”. Simon & Schuster, parte della CBS corporation, ha totalizzato 787 milioni di dollari di introiti nel 2011, e deve oggi al digitale il 21% del totale delle sue vendite. Simon& Schuster e HarperCollins sono stati entrambi coinvolti nell’indagine antitrust del Dipartimento di Giustizia statunitense per il presunto cartello sui prezzi degli ebook; le due case editrici, assieme ad Hachette, hanno raggiunto un accordo col Dipartimento, rinunciando ai contratti agency stipulati con i rivenditori e concedendo a questi ultimi maggiore libertà in fatto di sconti.

I pronostici degli addetti ai lavori alla notizia dell’unione Penguin-Random potrebbero dunque avverarsi prima ancora di quanto ci si attendesse: impegnati nella difficile transizione dalla stampa al digitale e minacciati dallo strapotere delle multinazionali, dalla concorrenza di dinamiche startup e dal fenomeno dell’autopubblicazione, gli editori vedono simili fusioni come un’ancora di salvezza. Sembra proprio che Penguin Random House non rimarrà a lungo l’unico supereditore presente sulla scena mondiale. Quanti altri dei Big Six decideranno presto di divenire “Bigger”?

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