Durante una conferenza stampa tenutasi in occasione dell’Hay Festival di Cartagena (Colombia), Jonathan Franzen ha espresso la sua opinione negativa nei confronti degli ebook, definendoli “dannosi per la società”. L’acclamato autore di Libertà, fra i cui ammiratori si conta anche Barack Obama, ha dichiarato al giornale Telegraph che l’invenzione della lettura digitale è un imbroglio per convincere i consumatori della necessità di possedere tecnologie continuamente nuove. “L’edizione economica americana di Libertà è il genere di tecnologia che mi piace. Posso versarci sopra dell’acqua e quella continua a funzionare. Per di più, funzionerà alla perfezione di qui a cinquant’anni, perciò non mi meraviglia che i capitalisti la odino. È un pessimo modello di business”, ha detto Franzen, che è noto anche per la sua scelta di rinunciare a internet quando lavora. “Per i lettori seri, un senso di permanenza ha sempre fatto parte dell’esperienza (della lettura)” ha proseguito l’autore, che è poi passato a una più ampia critica del mondo moderno, reso “fuori controllo” dall’azione combinata “della tecnologia e del capitalismo”.
Le parole di Franzen hanno suscitato un vespaio di polemiche in rete, fra blogger che lo definiscono un “reazionario luddista” e giornalisti che si domandano ironicamente se il suo timore sia quello di trovare degli annunci pubblicitari o video Youtube fra le pagine dei classici in digitale. Ciò non toglie, al di là delle critiche, che l’argomento sia meritevole di approfondimento e discussione. Chi fra voi si butta con entusiasmo su iPad, Kindle e simili, e chi invece giura di rimanere fedele alla cartacea, come proposto dal sito Read The Printed Word (che, ironia della sorte, nasce e si diffonde per mezzo delle tecnologie digitali)? Il dibattito è aperto.
Immagine | Robert Shadbolt









