Un gruppo di scrittori e attivisti politici di origine messicana sta organizzando un’azione dimostrativa che, fra il 12 e il 18 marzo, riporterà illegalmente in Arizona i libri banditi dal distretto scolastico di Tucson. L’evento, battezzato col nome ispanico di Librotraficante, è una risposta alla decisione del distretto di eliminare alcuni testi appartenenti ai programmi di studi messico-americani che, secondo le accuse, contravvengono alla legge dello Stato perché “destinati ad alunni di un gruppo etnico specifico”, colpevoli di “incoraggiare la solidarietà etnica invece del trattamento degli alunni come individui” e addirittura di “promuovere il rovesciamento del governo degli Stati Uniti”.
Subito dopo la sospensione del programma, entrata in vigore il 10 gennaio, gli studenti del distretto, il 60% dei quali ha radici messicane, ha abbandonato le aule in segno di protesta. Particolarmente controversa è stata l’applicazione della direttiva presso la Tucson High Magnet School, dove i volumi sono stati confiscati durante lo svolgimento delle lezioni, alla presenza degli studenti.
“La vera offesa alla nostra anima è stato veder i libri rimossi dalle aule e inscatolati di fronte ai ragazzi; è stata un’ingiuria culturale tale che abbiamo sentito il dovere di fare qualcosa” ha spiegato Tony Diaz, fondatore dell’associazione culturale Nuestra Palabra e leader di Librotraficante. Fra i titoli incriminati figurano quelli dell’esponente del movimento per i diritti civili dei messicani Rodolfo “Corky” Gonzales e del professor Rudy Acuña, emerito studioso della cultura latinoamericana negli Stati Uniti.
Questi e altri volumi passeranno il confine dell’Arizona a bordo di una roulotte e saranno distribuiti al pubblico dai “trafficanti di libri”, tra cui si contano l’autore di bestseller Luis Alberto Urrea e Dagoberto Gilb, già vincitore della Guggenheim Fellowship e pubblicato anche in Italia da Dalai Editore.
Immagine | Robert Shadbolt









