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“L’Italia dei libri” e delle statistiche: i numeri di Paolo Peluffo e Gian Arturo Ferrari

Scritto da Francesca Santarelli in notizie il 23 marzo 2012

Icona dell'articolo "L'Italia dei libri, e delle statistiche: i numeri di Paolo Peluffo e Gian Arturo Ferrari" Si è appena conclusa la conferenza stampa di presentazione dei dati di ricerca sullo stato di salute del mercato librario in Italia, “L’Italia dei Libri”. A presentare le statistiche Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro per il Libro e la Lettura (CEPELL), organo pubblico committente della ricerca Nielsen, con la partecipazione dell’attuale sottosegretario all’Editoria, Paolo Peluffo e alla presenza dei più importati dirigenti dei gruppi editoriali italiani.

Peluffo apre la conferenza dicendo che è importante puntare al «capitale umano come elemento di competitività centrale per la crescita del Paese». Afferma che «non servono solo politiche ma anche comportamenti, per migliorare», ma non capiamo esattamente a cosa si riferisca. Il Governo, dice il sottosegretario, sta attuando una «Campagna strategica» a favore della lettura (anche se per ora ci mostra solo un video-spot di “promozione alla lettura” realizzato a nostre spese dalla Saatchi&Saatchi) e ci invita a partecipare al suo grande ottimismo: ora con la rete la lettura si democraticizza, interrompendosi l’intermediazione obbligata dell’editore; ora lo scrittore è anche lettore e viceversa. Saranno lieti gli editori, a sentire che grazie alla loro lenta dipartita il sistema si “virtuosizzerà”. E certo Paolo Peluffo si è reso conto del vero problema: la «frequentazione dei luoghi della lettura è un problema civile. C’è scarsità di luoghi pubblici in cui la comunità si riconosce. …Scuola, biblioteche, librerie, ecc. sono fondamentali». Certo non dice che la scuola è a pezzi, che le biblioteche stanno chiudendo una dopo l’altra per mancanza di fondi e che le librerie son quasi ormai tutte emanazioni di grandi gruppi editoriali. Suvvia un po’ di ottimismo, in fondo in 150 anni c’è stata una costante crescita della lettura. Ah sì? Forse tirando una riga dritta dall’analfabetismo pre-unitario a oggi, sì, sì può affermare così. I dati che verrranno snocciolati da Ferrari tra un attimo contraddiranno qualsiasi altra interpretazione di questa dichiarazione. D’altronde, come forse gli scappa a un certo punto: «la promozione della lettura sarà un asse strategico della comunicazione [non "azione", ndr] del Governo».

Ma insomma, questa importante ricerca? Quali sono i dati? Ecco qui i più importanti, snocciolati da Gian Arturo Ferrari in tutta la loro ambigua purezza matematica.

Partendo dalla fine, dal dato che definisce più di ogni altro la situazione: il mercato librario nel 2011 ha perso il 10% di acquirenti (15, 3 milioni di persone che hanno acquistato almeno un libro nel 2010, non hanno acquistato nemmeno quello, nel 2011) e la spesa complessiva in libri è stata il 20% in meno dell’anno prima. Se continua così, conclude Gian Arturo Ferrari con un sorriso, nel 2012 l’intero settore accuserà gravi conseguenze.

Noi di Tropico del Libro abbiamo chiesto a Ferrari che intenzioni ha il Centro per il Libro e la Lettura vista la situazione, quali passi pensa di fare per risollevare le sorti di questo settore. La risposta di Ferrari, diretta e disarmante, è stata: «Nessuna». Silenzio in sala. Dopo un po’ di imbarazzo interviene Peluffo dicendo che ora, grazie a questa ricerca si ha un ottimo quadro su cui riflettere e che ripone alcune speranze nelle nuove tecnologie web. Tutto qui. Queste sono le due principali istituzioni preposte al settore dell’editoria in Italia, e tutto quello che hanno da dire è – aggiunge Ferrari alla successiva e incalzante domanda di un astante «qualcuno si è preso la briga di capire i motivi di questo crollo?» – che il CEPELL recupera dati, soprattutto. Punto. Ognuno è poi libero di interpretare come vuole. Noi «fotografiamo». E costa molto fotografare, con Nielsen, dice Ferrari. Insiste molto sul costo di questa ricerca come fosse un punto d’onore. Ma non ricorda che l’abbiamo pagata noi, come pure il suo stipendio.

Altro elemento caratterizzante del settore librario in Italia è, lo sapevamo già, la presenza di una «minoranza erculea di alto-lettori». Ferrari definisce così i lettori che più leggono in Italia, una élite risicatissima (possiamo anche chiamarli “Super Lettori“). Il mercato librario ha «una platea larga ma con un fortilizio altissimo» in cui stanno 2.5 milioni di persone (5% della popolazione) che comprano più di 12 libri l’anno e «si mangiano» il 41% dei libri che vengono comprati in Italia. Quanto ai lettori (quindi di libri non per forza acquistati), poco cambia: il 7% della popolazione legge il 43% dei libri letti. Detto questo, in un anno (dal 2010 al 2011) gli “alto-lettori” sono diminuiti del 18%.

Cerchiamo di estrapolare qualche consiglio per voi…
Le statistiche aiutano a scegliere il prezzo dei libri: i libri a 11, 14, 17, 19 e >25 euro li comprano molto meno dei libri di cifre simili. Volete sapere quali cifre funzionano davvero bene? A quanto ci dicono, 6-9 euro in testa (bene ma meno l’intervallo 9-10), poi 15 euro e tra 20 e 25.
Riguardo i luoghi di acquisto dei libri: il canale maggiore è la GDO più le librerie di catena (34%, 17% ciascuna), a seguire le librerie indipendenti (25%), le librerie online (9%) e le cartolibrerie (4%). I libri letti, in ogni caso, sono solo per il 37% acquistati personalmente; il 17% erano a disposizione (in casa o altro), il 16% prestati da una persona fisica e un altro 16% presi in prestito in biblioteca. Interessante a questo proposito sapere che, al contrario di queste, le statistiche elaborate sempre da Nielsen per AIE si basano su rilevazioni che avvengono solo sui i libri all’uscita dai punti di vendita delle librerie di catena, non sono quindi considerate librerie indipendenti, edicole, biblioteche o altro.
Una cosa difficile (ma non impossibile) da capire è il perché non si siano messi a disposizione i dati scorporati della lettura e vendita di ebook. Si è detto solo che a fine 2011 i lettori di ebook erano il doppio degli acquirenti di ebook, senza dirci quanti erano l’anno prima.
Ah, lo sapete qual è il periodo migliore per iniziative volte a promuovere la lettura? Ad aprile, maggio e giugno, mesi in cui – inspiegabilmente, ci confida Ferrari – non si leggono e non si comprano libri.
Ah, da questi dati parrebbe che l’età della maggior parte degli acquirenti sia compresa tra i 25 e i 34 anni.

Vi abbiamo detto qualcosa, ma i dettagli sono importanti. Vi consigliamo una lettura individuale, è sempre bene controllare le statistiche che ci vengono comunicate. Ecco qui il succinto pdf della ricerca, da scaricare gratuitamente: L’Italia dei Libri. Ma ci rimane una domanda sulla punta della lingua. Perché la ricerca l’ha fatta Nielsen e non Istat? È un ente pubblico che, come suo uso, avrebbe messo a disposizione tutti i dati, aggregati e non, per futuri studi. Nielsen invece li farà pagare profumatamente a chi lo chiederà (così ha detto Ferrari). Ma la ricerca l’abbiamo pagata noi contribuenti! È molto chiaro che questa ricerca è stata fatta a uso e consumo di pochi soggetti che ne trarranno vantaggio per manipolare il mercato, già ampiamente inquinato.

Aspettiamo con interesse le vostre considerazioni. C’è ancora molto da dire.

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