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Anche Simon&Schuster nell’arena del selfpublishing

Scritto da Cecilia Martini in notizie il 3 dicembre 2012

Anche Simon&Schuster nell'arena del selfpublishingAutopubblicazione, dopo Penguin anche Simon&Schuster si getta nella mischia con l’aiuto di Authors Solutions. Ma non tutti sono entusiasti dell’iniziativa, e la società di selfpublishing e gli editori che ne usufruiscono vengono accusati di voler «sfruttare gli autori senza esperienza»

Autopubblicazione, vivaio di nuovi talenti ma anche business redditizio, del quale molti vorrebbero una fetta: dopo l’acquisizione di Authors Solutions da parte della Pearson/Penguin, tocca ora a Simon&Schuster, col sostegno della stessa Authors Solutions, tentare gli autori fai-da-te con servizi dedicati e promesse di un possibile lancio nell’editoria mainstream. L’editore ha appena annunciato la creazione di Archway Publishing, marchio che includerà servizi di editing, design, distribuzione e marketing per autori autopubblicati mediante pacchetti che andranno dai 2mila ai 25mila dollari circa (le opzioni più economiche sono quelle della narrativa per l’infanzia, le più costose quelle per i testi b2b). Responsabile in toto di questo nuovo ramo sarà proprio Authors Solutions, la società di selfpublishing che Pearson, proprietaria della Penguin, ha acquisito a luglio di quest’anno per 116 milioni di dollari. Le offerte più sofisticate di Archway Publishing arrivano a comprendere accessori come il booktrailer o la figura del “concierge”, «una scrupolosa guida alla pubblicazione che coordinerà ogni passo del processo di produzione del libro». Così come Penguin e Barnes&Noble prima di lui, Simon&Schuster assicura che terrà d’occhio i suoi clienti Archway in cerca di autori di talento ai quali offrire un contratto editoriale tradizionale.

Che il selfpublishing sia divenuto una forza dirompente nel mercato editoriale contemporaneo è ormai un fatto assodato, ma non tutti vedono di buon occhio il modo in cui le case editrici hanno deciso di inserirsi nel nuovo e dinamico panorama. Ricordiamo come, all’epoca del “matrimonio” fra Authors Solutions e Penguin, la giornalista Jane Friedman avesse criticato quello che secondo lei era «un modo per spremere soldi a un crescente numero di persone che scrivono e sono in cerca di servizi di pubblicazione professionali». Dello stesso parere Mark Coker, fondatore della piattaforma Smashwords, che giudicava con durezza la Penguin per aver deciso di «poter guadagnare di più vendendo servizi [agli autori] piuttosto che vendendo i loro libri». All’annuncio della nuova iniziativa di Simon&Schuster, Coker ha confermato la sua opinione, dichiarando al sito Digital Book World che «questo è il momento in cui gli editori devono mostrare di poter fornire valore aggiunto alla carriera di un autore (…) I grandi editori investono negli autori, non li sfruttano. Il flusso di denaro dovrebbe andare dall’editore all’autore, attraverso le vendite dei libri, e non dall’autore all’editore. Simon&Schuster, con quest’iniziativa, finirà col danneggiarsi la reputazione

Authors Solutions, del resto, non riscuote troppe simpatie neppure fra gli autori stessi. Un recente post sul blog dello scrittore David Gaughran la definiva senza mezzi termini una società dedita a «truffare gli autori». L’accento posto sulla distribuzione in cartaceo rende Authors Solutions un’opzione piuttosto costosa in qualsiasi caso, ma il listino prezzi proposto dall’accoppiata con Simon&Schuster appare particolarmente esorbitante; soprattutto nel momento in cui, esaminandolo più da vicino, si scopre che ai prezzi meno esosi non corrispondono veri e propri servizi di editing, bensì solamente uno “strumento diagnostico preliminare” per il giudizio dell’opera. L’editing autentico è disponibile invece a 0.035 dollari a parola, ossia, per un romanzo standard di 80.000 parole, al costo di 2800 dollari in più. In effetti, secondo i calcoli di David Gaughran, il pacchetto più economico di Archway Publishing, editing incluso, giungerebbe a costare non meno di 4.799 dollari. Il tutto considerando poi che Simon&Schuster prende il 50% di royalty sul prezzo di vendita al netto della percentuale trattenuta dal rivenditore. Authors Solutions stessa sembra ormai aver perso di credibilità fra gli autori autopubblicati: Writers Beware, servizio di tutela antitruffa creato dall’associazione Science Fiction and Fantasy Writers of America, l’ha criticata per l’utilizzo di strategie di marketing fuorvianti, che includerebbero la creazione di falsi profili Facebook per la promozione dei suoi servizi, poca chiarezza nei prezzi e vane promesse di pubblicazione con editori prestigiosi, Penguin in primis.

 

Aggiornamento del 3/5/2013

Authors Solutions ancora nel mirino degli autori, scontenti del trattamento ricevuto a fronte delle notevoli somme investite per pubblicare e promuovere le loro opere. Dopo l’apertura di un’investigazione a opera dello studio legale newyorchese Giskan Solotaroff Anderson & Stewart LLP, giunge ora notizia di una class action intentata da un gruppo di autori contro la società e, per estensione, contro la Pearson/Penguin, che ne è la proprietaria.

«Si stima che Authors Solutions guadagni 100 milioni di dollari l’anno,» si legge nei documenti legali, «all’incirca un terzo dei quali riconducibile alle vendite di libri (…) tuttavia [la società] manca di rispettare il primo obbligo di un editore: quello di pagare agli autori le royalties che hanno guadagnato e di fornire loro accurati resoconti sulle vendite.»

«Author Solutions manca inoltre di prendersi cura come dovrebbe del lavoro dei suoi autori, commettendo diversi gravissimi errori di pubblicazione – errori dovuti all’editore, non all’autore. Fra essi si contano errori sulle copertine dei libri, oltre a vari refusi tipografici e di formattazione. La verità è che Authors Solutions beneficia dei suoi stessi sbagli. Le sue aggressive tecniche di vendita garantiscono che tali errori possano essere corretti solo dietro pagamento di centinaia di dollari di parcella. Anche se, stando alla sua politica aziendale, Author Solutions s’impegna a correggere gratuitamente gli errori di pubblicazione, ciò avviene di rado.» Gli autori pretendono ora un pagamento di 5 milioni di dollari di danni, oltre alla restituzione dei diritti di pubblicazione delle loro opere.

A riprendere e discutere la notizia, fra gli altri, c’è ancora una volta il sito di tutela antitruffa Writers Beware! che, sulla pagina dedicata, include un link a un modulo online per contattare lo studio legale che si occupa della class action. Da Authors Solutions o da Penguin, finora, nessun commento all’iniziativa: annunciato però un cambio della guardia nella dirigenza, con l’attuale presidente di Penguin International Andrew Phillips indicato come prossimo amministratore delegato di Authors Solutions. Phillips prenderà le redini a luglio, sostituendo l’attuale CEO Kevin Weiss, il cui nuovo ruolo all’interno della società sarà rivelato a giorni.

 

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