Scrittori e fumettisti raccontano come lo sono diventati

Superman che legge il suo stesso fumettoCome si diventa scrittore/scrittrice o fumettista? Ce lo svelano le rubriche di Vibrisse, il blog di Giulio Mozzi. Tutte da leggere, perché diverse le voci, diverse le storie personali, diversi i consigli.

Enrico Maciochi: «il mio consiglio è: impegnatevi a fondo (e cioè con vigore e costanza, tanta costanza), comprendete e raffinate il vostro talento (il vostro talento è un’energia mobile), esplorate le vostre qualità e i vostri limiti e sommateli per diventare il potenziale che già siete; infine cercate una persona che conosca l’ambiente e unisca tre pregi: intelligenza, onestà, senso pratico».
Qui il suo intervento integrale: la formazione dello scrittore

Antonella Lattanzi: «E fu così che, nel bel mezzo degli anni ’80, a qualche mese dall’inizio della terza elementare, volevo scrivere libri pure io. Soltanto per orgoglio. Chi erano questi che mi facevano andare in trance ogni volta, chi questi che, quando il libro mi piaceva, se finiva mi facevano piangere a dirotto, chi questi che quando finiva agosto era peggio che finisse luglio? Volevo avere pure io questo potere; volevo fare la scrittrice».
Qui il suo intervento integrale: la formazione della scrittrice

Paolo Martinello: «Il lavoro del disegnatore di fumetti è difficile, chi non lo fa non riesce ad immaginare quanto. E’ un lavoro solitario e bisogna sempre essere sospesi in una sorta di annullamento autoindotto per riuscire a produrre la dose quotidiana di vignette e pagine. Gli altri non esistono, il tempo non esiste, quando si disegna. Si è li, in questa specie di luogo bizzarro, dove accade di tutto senza che nulla di ciò che succede, esista. Dietro un muro».
Qui il suo intervento integrale: la formazione della/del fumettista

Immagine: Fonzie’s cousin

  •  
  •  
  •  
SEGUI TROPICO VIA RSS O NEWSLETTER

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *