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KIT di sopravvivenza del LETTORE DIGITALE

Gratis!

Cosa possono pretendere i lettori digitali? Cosa devono sapere per fare scelte consapevoli? Alcuni professionisti del mondo dell’editoria, delle biblioteche, del diritto, della tecnologia ci aiutano a ricordare che siamo prima di tutto lettori che partono da una base acquisita di diritti che il digitale non può calpestare.

Autori: Giulio Blasi, Lucio Bragagnolo, Luisa Capelli, Enrico Colombini, Livio Mondini, Ivan Rachieli, Giovanni Maria Riccio, Ciccio Rigoli, Giovanna Sissa, Giorgio Spedicato, Sindacato Strade, Silvia Surano, Laura Testoni, Andrea Zanni.

Cura: Tropico del Libro | Editore: Quintadicopertina

Formati: ebook in formato epub, mobi e pdf adattato per essere letto su tutti gli ereader presenti sul mercato.

ISBN: 978-88-6769-030-5 | Licenza: CC BY-NC 3.0 IT

Qui sotto c’è scritto acquista, ma è gratis:)

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Descrizione prodotto

Se esiste un diritto alla felicità allora deve esistere anche per i lettori digitali. Questa rivendicazione applicata al libro e alle sue nuove forme nasce nel momento in cui la pratica di leggere ebook va diffondendosi. Alcuni editori pubblicano solo ebook e anche gli editori tradizionali hanno alcune collane in solo formato elettronico. Perciò i lettori sanno che devono aggiornarsi a questo nuovo strumento di lettura, se non vogliono perdersi qualcosa. C’è però ancora molta titubanza, in gran parte dovuta al senso di solitudine che li accompagna quando si approcciano al digitale, prima ancora che alla difficoltà di vincere un’abitudine lunga e radicata come quella del libro di carta.

Già di per sé la tecnologia incute timore. Tutti, non soltanto i lettori, se ne sentono sopraffatti e vivono un perenne senso di inadeguatezza (a volte perfino di colpa) non appena le cose si complicano. Senza pensare che la responsabilità quasi mai è nostra, bensì di chi progetta oggetti tecnologici senza sforzarsi di renderci le cose facili. La questione non è nuova, già qualche decennio fa lo psicologo-ingegnere Donald A. Norman lo faceva presente parlando di “psicopatologia degli oggetti quotidiani”, spiegandoci come il paradosso della tecnologia – quello per cui mentre cerca di renderci le cose sempre più facili è costretta a rendere se stessa sempre più complessa – non debba essere usato come scusa per un cattivo design. Cioè non deve metterci sotto il naso i sistemi per migliorare la nostra vita in una forma tale da renderci troppo complicato il loro utilizzo fino a condurci alla frustrazione. E cioè, ancora, il modello concettuale elaborato dal progettista deve sforzarsi di coincidere con il modello mentale elaborato dall’utilizzatore del prodotto tecnologico.

E allora è giusto che anche i lettori ai quali, di punto in bianco, viene infilato in mano un ereader siano messi in grado di capire come funziona senza diventarci matti. Per aiutarli abbiamo chiamato in loro aiuto alcuni professionisti per i quali, ognuno nel suo settore di competenza, un ebook e più in generale l’editoria digitale non ha segreti. Ne sono scaturiti tredici micro guide (teorie + principi + indicazioni pratiche) raggruppate in quattro aree di azione: esperienza di lettura, per capire cosa, dove, come leggere; esperienza di acquisto, per orientarsi tra librerie, librai, prezzi; condivisione, che incrocia temi delicati quali la proprietà e il prestito, ma anche le comunità dei lettori e le biblioteche; responsabilità, che coinvolge privacy, impatto ambientale e non ultimi i diritti dei lavoratori che gli ebook contribuiscono a produrli.

Quanto tempo dura un ebook? Ci si può prestare libri elettronici tra amici? Quanti modi diversi ci sono per condividere quello che leggiamo? In una biblioteca digitale ci si deve muovere in punta di piedi? Cosa vuol dire comprare un ebook se non ne diventiamo proprietari? Che informazioni cediamo senza saperlo ai produttori di ereader? In che modo la ricerca di un’etica del lavoro editoriale può giovarsi del digitale?

A queste e altre domande risponde il Kit di sopravvivenza del lettore digitale, edito nel 2013 e ad oggi scaricato oltre 7.000 volte.

[Tweet “La prima carta dei diritti del lettore digitale che allo stesso tempo è una utile guida operativa”]

[Tweet “Il diritto alla felicità del lettore digitale”]

Recensioni

  1. :

    mi sembra utilissimo!! grazie!!

  2. :

    Dovrebbero essercene di più di iniziative come questa: la legislazione risulta sempre carente quando si tratta di nuove tecnologie e ho il sospetto che raccogliere dati sui lettori attraverso gli e-reader sia una violazione della privacy e sicuramente un altro modo per esercitare controllo e potere, là dove i lettori e purtroppo anche i librai hanno uno scarsissimo potere contrattuale.

  3. :

    sto cominciando a leggerlo…nelle prime pagine trovo delle inesattezze (mi pare)
    es: Certi apparecchi, per esempio i Kindle, consentono di acquistare
    solo libri elettronici protetti. Altri, come il Kobo, riconoscono
    sia quelli protetti che quelli “liberi”. p.14
    [stessa pagina] per esempio il Kindle Firepuò installare direttamente Adobe Digital Editions.
    Insomma se prosegue così evito volentieri di proseguire!

  4. :

    Molto difficile riassumere in poche parole la pluralità degli apparecchi e delle modalità di acquisto, anche perché ci sono ambiguità di linguaggio. Su iBookStore per esempio si “acquistano” anche titoli gratuiti, pur se il costo è zero.

    Se la pagina è stata presa come guida al Kindle, è possibile ritenerla una inesattezza; presa come fotografia per forza di cose generalizzata del mondo degli apparecchi ha un suo senso.

    Grazie per avere commentato!

  5. :

    Consentimi una piccola replica così preciso meglio il mio pensiero e così…magari allarghiamo il dibattito.

    Se tui cerchi di semplificare prendendo il punto di vista degli apparecchi (kobo, kindle eccetera)
    generi confusione.
    I lettori digitali non sono degli sprovveduti. Bastava un piccolo ragionamento sui “formati” (mobi, epub, awz eccetera) e sulle protezioni e ti evitavi di mettere a confronto le “marche” hardware e software (scrivendo anche cose inesatte tipo che il Kindle Fire può installare direttamente Adobe Digital Editions).

    Insomma, non mi hai convinto a continuare a leggere.

    E poi piccolissima polemica: se non mi attribuisci l’intento di cercare una “guida di Kindle” io non ti attribuisco l’idea di pubblicizzare il Kobo!

  6. :

    Credo che il testo di Lucio volesse tenere un tono divulgativo senza andare ad analizzare punto per punto le singole problematiche. Che sono tante. Nello specifico è vero che è possibile vendere sullo store di amazon ebook senza DRM, ma è anche vero che amazon offusca questa informazione al lettore e che – in ogni caso – gli ebook in formati chiusi non sono “apribili” e manipolabili come ePub. Un ePub senza DRM non solo è copiabile, ma è anche “materiale” per lavoro e studio. Un mobi, molto molto meno. Anche nel caso di Kobo, si potrebbe aprire un capitolo su ePub e il fratellastro kepub, ma – appunto – il taglio richiesto dalla guida per chi è ai primi passi era un po’ diverso. Questo non toglie che il suggerimento di Francesco (a cui consiglio invece di continuare a leggere e di segnalarci ancora punti che ritiene degni di un maggior dettaglio), sia da tenere da conto per la prima “nuova versione” della guida che faremo, no?

  7. :

    Se il titolo Kit di sopravvivenza del lettore dig. è da prendere alla lettera allora secondo me manca una cosa che io trovo molto importante: l’uso di Calibre. Vale a dire: come si toglie il DRM? Con un plugin di Calibre. Come si riesce a vedere su Kindle un e-book che nasce in formato Adobe Digital Editions? Grazie a Calibre. Ecc. Indispensabile per sfuggire a Adobe Digital Editions e per poter per es. fare cose come la stampa (se mai uno volesse farla) con un e-book originariamente Kindle. Poi Calibre serve anche a da altro. Dal punto di vista pratico è imbattibile. Allora come mai non parlarne? Forse perché non “sta bene” dire che così puoi togliere il DRM? Ma chi cerca informazioni in merito può ovviamente sempre rivolgersi al web, dove non mancano di sicuro. Ma allora perché lasciare al web le informazioni pratiche più utili quando si presenta il libretto come un manuale?

  8. :

    @Pierfranco Minsenti
    Abbiamo privilegiato un taglio divulgativo generale, rivolto ad esaminare le problematiche e le risorse della lettura in digitale, e Calibre, pur essendo un tool molto utilizzato, non ci è parso tanto rilevante da dedicargli un capitolo essendoci svariate alternative valide. Non si tratta nemmeno di censura, visto che Calibre non è un programma per togliere DRM, anche se “concede” a plug-in di terze parti di farlo.

  9. :

    Solo da pochi mesi ho un ereader (un Kindle Paperwhite per la precisione) e finora la mia esperienza di lettrice digitale è stata dettata dall’entusiasmo del neofita, spesso però un po’ disorganizzato e poco consapevole dei propri diritti/doveri, e talora disorientato tra offerte-lampo, che sembrano così allettanti, ma poi non lo sono davvero o nascondono prodotti poco curati dal punto di vista editoriale.
    Ho trovato molto interessanti in particolare due capitoli: “Hai il diritto di sperimentare nuovi modi di leggere” di Enrico Colombini e “Hai il diritto di leggere ebook
    in modo ecosostenibile” di Giovanna Sissa. Utile anche la biblio/sitografia per trovare nuovi percorsi per approfondire o scoprire alcuni aspetti del mondo della lettura digitale.
    Grazie per questo lavoro e per gli aggiornamenti delle “nuove versioni di questo kit” pronti a cogliere le evoluzioni future.

  10. :

    Ho trovato il Kit una lettura piacevole, utile e molto interessante. Un ottimo strumento per farsi un’idea dei tanti aspetti che riguardano la lettura digitale, con interventi brevi ma densi di contenuto, scritti in maniera chiara da persone competenti sui singoli temi trattati; è una piccola miniera di consigli utili, preziosi suggerimenti e link. Trovo molto valida l’ottica: aperta e capace di tenere conto non solo delle necessità dei lettori ma anche di quelle di autori, editori e tutti quanti lavorano nella filiera del prodotto libro, in una visione organica e inclusiva. Mi è piaciuta l’attenzione alla cultura in generale e non solo come bene di consumo, alla responsabilità dei singoli nelle proprie scelte, anche quelle di lettura, al valore delle biblioteche. La giusta attenzione all’etica e alla sostenibilità nel settore editoriale, per un lavoro attento a qualità ed equità. Complimenti!

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