Storie in movimento

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A giugno scorso, un primo carico di libri è stato portato sull’isola. A novembre, una squadra di volontari è andata a fare formazione nelle scuole:
«Ci sono milioni di super esperti da tutta Italia e si andava in classe insieme, quindi chi non era tanto bravo poteva seguire una persona che lavorava effettivamente sul territorio da tempo. E poi il pomeriggio facevamo formazione tra di noi, quindi c’è stato Nicola Teresi di Libera che ci ha fatto un incontro meraviglioso sulla gestione dei conflitti. C’era Riebka Sibadu che ci ha parlato dell’Eritrea, insomma siamo andati via come se avessimo fatto una settimana intensiva di corso di una roba difficile e con davanti dei bambini che erano meravigliosi. Cioè, i bambini facevano la fila prima di entrare a scuola per farsi la tessera della biblioteca… era una roba commovente, proprio!».

Da quando il progetto è iniziato, i problemi e gli ostacoli soprattutto di natura burocratica, non sono mancati, racconta Deborah, ma intanto da più di un anno si raccolgono libri per implementare questa biblioteca:
«Noi, nel frattempo, stiamo lavorando con la popolazione, nel senso che quando poi siamo andati via i bambini non avevano finito di leggere i libri. C’era chi diceva: No, mi mancano tre pagine! Quindi, mossi a compassione, abbiamo lasciato i libri di narrativa…».
I testi di narrativa sono rimasti nella sede di Legambiente dell’isola e il prestito è aperto, grazie al lavoro di alcune volontarie che si sono dedicate e si stanno dedicando a questo:
«MI rendo pure conto che questo lo dovrebbe fare lo Stato, per carità. Però nel frattempo lo facciamo noi e poi vediamo».

A giugno prossimo dovrebbe inaugurarsi la biblioteca, nel frattempo, i silent books selezionati sono visionabili al Museo delle Esposizioni di Roma e una mostra itinerante sta girando l’Italia. Per informazioni:
bibliotecasalaborsa.it/ragazzi/ibby.

L’associazione Ibby International ogni anno indice un premio per promozione della lettura, premiando coloro che hanno portato i libri nei posti più irraggiungibili:

«Una volta una signora di Medellin aveva trovato questo container, lo aveva fatto spostare in una piazza, aveva raccolto dei libri e ci aveva fatto una biblioteca. Però i bambini di Medellin, i bambini di strada, non sapevano dove dormire. Quindi lei la sera li faceva dormire dentro questo container. Praticamente aveva formato una sua comunità dei lettori che dormivano tutti là, che avevano trovato un rifugio… no, delle cose super commoventi… Una volta avevo un progetto in Francia con queste ragazze che andavano a leggere nei consultori della super periferia, della banlieue francese. E così si mettevano seduti per terra e leggevano, lo facevano costantemente, perché era diventata una specie di abitudine per tutti.

Questa idea del libro che porta conforto, perché ti dà uno spazio di vita, di respiro in qualsiasi situazione, è assolutamente nelle corde di Ibby. Infatti in Italia è un po’ un’anomalia, perché comunque noi abbiamo la fiera di Bologna, abbiamo degli esperti molto bravi in Italia sulla letteratura, però tutti andiamo a scuola, tutti lavoriamo con le classi… però, tra qui e decidere di rimboccarsi le maniche e andare in un posto dove effettivamente i libri non  ci sono e non ci arriverebbero in nessun altro modo, ci vuole del tempo.

Questa stima del pensiero altrui dovrebbe venire dal governo, cioè da chi ti governa. Dovrebbe essere una cosa che diamo per scontata, in realtà in Italia non è così. In Italia non si dà per scontato che è necessario conoscere i pensieri e saperli interpretare per avere un paese civile

Purtroppo di Lampedusa, in Italia, ce ne sono tantissime. Comuni senza biblioteche, né librerie, tenuti fuori da qualsiasi novità letteraria. Fortunatamente, però, le esperienze di promozione alla lettura, nate anche dal basso, si stanno moltiplicando. Esiste, ad esempio, il book crossing, che consiste nel lasciare libri negli spazi pubblici, dai vagoni dei treni alle panchine affinché possano essere ritrovati e quindi letti da altri. Un’idea nata in America, nel 2001, e da qualche anno diffusa anche in Italia. E poi, ancora, i bibliobus: biblioteche itineranti che si muovono per le città.