Distribuire libri in Italia #4 / Booklet Distribuzioni

booklet-distribuzioni-logoCome in ogni settore produttivo, anche nel mercato editoriale la concentrazione di potere schiaccia ogni scelta e ogni logica non conforme agli interessi dei grandi gruppi. Le piccole case editrici e le piccole librerie perdono progressivamente autonomia e libertà nella scelta dei libri da stampare e da vendere. Booklet Distribuzioni nasce per sovvertire questo meccanismo, puntando sul concetto di rete 

Per andare alla ricerca dei presupposti da cui nasce Booklet Distribuzioni, e il modo concreto in cui si propone per risolvere alcune problematiche legate alla distribuzione dei libri in Italia, ne abbiamo parlato con Manolo Morlacchi, uno dei suoi promotori:
«Il progetto è nato all’interno di un’associazione culturale che già esisteva, e che da gennaio 2014 ha sviluppato al suo interno il progetto Booklet com’è ora, senza scopo di lucro. Tutto è partito da alcuni editori indipendenti che hanno deciso di riflettere sui problemi legati alla distribuzione dei libri».

I PROBLEMI DELLA DISTRIBUZIONE

Come si presenta la situazione attuale del mercato editoriale, dal vostro punto di vista?
«Qualunque merce venga prodotta nella società del profitto, sottende a regole da cui non può sfuggire. La merce libro non differisce in nulla da una scatola di tonno o da un dentifricio. Ciò che conta è – appunto – il profitto, non (necessariamente) la qualità del tuo prodotto. L’editoria dunque, come ogni altro ambito, ha una sua filiera. Tra le sue tante contraddizioni (alcune specifiche del settore) vi è – anche in questo caso – quello della concentrazione dei capitali in funzione delle esigenze dei monopoli del mercato. Ciò avviene, a velocità accelerata, in periodi di crisi come quello che stiamo attraversando. Al movimento di questo schiacciasassi non sfugge nessuno.»

Quale strada proponete di seguire?
«Il nostro intento è fornire un servizio a editori e librai affinché la qualità del prodotto libro venga tutelata al momento della scelta, ovvero quando un libraio decide quali titoli proporre ai propri clienti. La riduzione della filiera, che toglie di mezzo forse il principale orpello del settore, aiuta un po’, ma non potrà mai essere un’alternativa. Bisognerebbe puntare ancora di più sulla rete, sfruttare le potenzialità del mezzo informatico per ridurre i passaggi, senza perdere informazioni. Ma per far questo c’è bisogno di un maggiore impegno e disponibilità da parte di tutti. Cosa che oggi non c’è, in un mercato così autoreferenziale e schiacciato sulle proprie piccole difficoltà. Il progetto nasce per valorizzare piccoli marchi editoriali che per dimensione e coraggio riescono a proporre titoli interessanti.»

Prima di entrare nei dettagli del servizio, è bene ricordare quanto si trova scritto sul sito web: «Booklet Distribuzioni non è e non vuole essere solo una proposta commerciale. La nostra associazione vuole contribuire a rilanciare un dibattito sulle moderne pastoie dell’industria culturale; vuole collaborare con tutti coloro che lavorano affinché i libri e la cultura non diventino definitivamente terreno di conquista dei grandi gruppi editoriali; vuole collaborare con tutti coloro che pensano che il diritto alla conoscenza sia un diritto inalienabile.»

SVILUPPARE UNA RETE

Che ruolo vuole rivestire Booklet nella filiera editoriale?
«Facendo da tramite, vogliamo sviluppare una rete di librerie indipendenti – ma si includono anche biblioteche, centri di documentazione, archivi, spazi sociali, associazioni culturali – che costruiscano rapporti diretti con le case editrici. In quest’ottica ci proponiamo soprattutto a editori che non abbiano rapporti con alcun distributore; e laddove invece ce l’abbiano, possiamo aiutarli a raggiungere circuiti esterni alle librerie, per ampliare il loro raggio d’azione: centri di documentazione, archivi, spazi sociali, associazioni culturali, festival, fiere.»

In concreto cosa farete?
«Intermediazione e promozione, che si concretizza attraverso una newsletter mensile, indirizzata alle librerie interessate, che segnala le novità delle case editrici aderenti, ma anche le iniziative che le stesse promuovono, in modo da permettere di ammortizzare i costi di organizzazione. Tra i nostri obiettivi c’è anche quello di diventare un punto di riferimento per autori autoprodotti, cercandone di validi attivamente e accettando segnalazioni da girare ai nostri contatti per aiutarne la diffusione». Come è ulteriormente chiarito nella pagina Facebook del servizio: «Sostituendo un solo passaggio della filiera a circuito chiuso, si avrà un risparmio sia per le case editrici che per le librerie, rendendo la nostra proposta competitiva rispetto a quella dei tradizionali grossisti.»

FUNZIONAMENTO E COSTI PER GLI EDITORI

In pratica, la movimentazione dei libri come avviene?
«Una libreria che intenda comprare novità si rivolge a Booklet, che invia l’ordine all’editore con un semplicissimo file xls. A quel punto, tutto quel che attiene alle spedizioni e alla gestione amministrativa è di competenza delle case editrici: saranno loro a predisporre la spedizione, la bolla e la fattura. Così come saranno loro a incassare. Attraverso Booklet non transitano né libri, né soldi. Noi ci limitiamo a trovare nuove librerie interessate al progetto.»

I costi per gli editori quali sono?
«Non vi è alcuna regola fissa. La percentuale che mediamente chiediamo è del 7%, da prendere più che altro come riferimento. Ad alcuni editori chiediamo un contributo spese per la gestione dell’associazione culturale (sito e pagine web, telefono). Per alcuni editori il lavoro grosso che svolgiamo verte più che altro sull’organizzazione delle presentazioni che non sulla vendita dei libri.»

COME FUNZIONA PER LE LIBRERIE

Le condizioni economiche per le librerie sono spiegate chiaramente nel sito web di Booklet:
«Ciò che noi vorremmo costruire insieme ai librai non sono formule di pagamento, ma le migliori condizioni possibili per ogni libreria. Per farlo è necessaria fiducia reciproca, continuità e puntualità. Condivisi questi requisiti è possibile trovare insieme infinite soluzioni, capaci di sintetizzare le esigenze del piccolo editore e della libreria indipendente». Il listino della scontistica che si trova sul sito è: 40% se si paga a 60 giorni, 50% con pagamento immediato». 

Questo sconto del 40% con pagamento a 60 giorni lo si potrebbe vedere come un  normale conto/deposito con fatturazione salvo resi…
«Proprio su questo aspetto credo si possa dire che Booklet si differenzi da ogni altra esperienza distributiva. Non esistono regole date e definitive, il senso è di venire incontro alle difficoltà degli editori e dei librai, non di stipulare accordi commerciali. Noi chiediamo alle librerie di non concepire il pagamento a 60 giorni come una forma di c/deposito mascherato, per cui alla scadenza ci vengono resi gli invenduti. I 60 giorni servono per non strozzare subito le librerie e consentire loro di iniziare a vendere i libri presi. Se poi proprio non si vendono, allora gli editori sono disponibili a riprenderseli con una nota di credito o con un cambio merce. In cambio, lo sconto si alza, arrivando fino al 50%! Se ce li rendono a 60 giorni storciamo un po’ il naso perché si riprende ad adottare le stesse logiche che non fanno bene a nessuno…»

Una libreria che invece paga subito, usufruendo dello sconto del 50%, ha comunque il diritto di resa, come si legge nel vostro sito. Come funziona in questo caso, da un punto di vista contabile e amministrativo?
«Noi costruiamo rapporti che puntano a trovare una strategia di difesa comune. Non ratifichiamo accordi commerciali. Dietro la nostra iniziativa c’è la volontà di trovare un nuovo modo di concepire il rapporto tra piccolo editore e piccolo libraio. In questo senso, i gestionali, gli accordi commerciali, tempi e modi della gestione amministrativa, non sono l’aspetto principale del progetto. Direi che gli aspetti principali sono: la fiducia reciproca e la condivisione di un’idea alternativa

IL CONTO/DEPOSITO

In caso di apertura di un conto deposito dei libri di un editore presso una libreria, Booklet aiuta l’editore a gestirlo? Utilizzate un gestionale?
«Non abbiamo alcun gestionale. Ci avalliamo di semplicissimi fogli elettronici. Quando organizziamo c/deposito siamo noi che chiediamo i rendiconti alle librerie alla chiusura degli stessi. Quindi segnaliamo agli editori cosa devono fatturare. Ciò non significa che in futuro, qualora aumentassero le librerie aderenti, non ci potremo organizzare anche con un gestionale…»

INTERFACCIA E LOGIN

Il sito di Booklet prevede uno spazio ad accesso riservato tramite login. Chi lo può utilizzare? Serve per inviarvi direttamente gli ordini?
«No. Al momento non abbiamo ancora un “carrello automatico”, ma non è detto che lo predisporremo nei prossimi mesi. Al momento il nostro sito web serve esclusivamente per far conoscere il progetto Booklet. Chi entra in contatto con noi tramite il sito, poi ci scrive alla nostra email. Periodicamente, carichiamo le novità dei vari editori, ma per avere una visione completa dei cataloghi invitiamo tutti a navigare nelle loro pagine web.»

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