Mind Matters | un bibliotecario a caccia di zombie

http://fraenrico.carcosa.it/
A cosa servirà mai un bibliotecario umanista, come da tradizione, se poi si deve scontrare con computer, software, database, opac, ereader, ebook, scanner e metadati per esserne sopraffatto e dominato? Se lo chiede, dal 2009, nel suo blog Mind Matters il bibliotecario (umanista, ovviamente) Enrico Francese, che rimpiange di non essere un po’ più geek, perché adesso l’unica sua salvezza sono i tecnici, quegli esseri solo lontanamente umani sulle cui azioni cessa quasiasi tua giurisdizione e comprensione, sebbene sia tu a dovergli dire quello che devono fare. Stai sereno, Enrico: è un rimpianto che cominciano a maturare in molti da che la tecnologia ha iniziato ad abbracciare (con slancio eccessivo) ogni attività lavorativa ponendola sotto il suo tirannico know-how.

Mind Matters è uno sguardo schietto su quello che accade nelle biblioteche e potrà risultare utile soprattutto agli addetti ai lavori, o a chi studia la materia, dato che vi sono molte segnalazioni sull’universo bibliotecario e le conseguenti riflessioni. In effetti l’obiettivo iniziale del blog, racconta il suo autore, era proprio quello di costituire un manuale fai-da-te per bibliotecari, dato che troppo spesso quello che manca a chi si trova dietro un bancone di biblioteca è proprio una documentazione esplicativa che lo aiuti nel lavoro quotidiano.

Il grande pregio di Mind Matters è che tutto viene detto senza porsi minimamente sulla difensiva, e senza peli sulla lingua, come invece spesso deve fare (volente o nolente) chi lavora per qualche istituzione. Ecco allora che problemi o illogicità di gestione vengono indicati senza reticenze, perché un mondo migliore è possibile solo se cominciamo a guardare davvero cosa non funziona in questo. E se perdipiù, come Enrico Francese, si è stati un periodo a Oslo per un master in cui i professori cuocevano hamburger per gli studenti e le biblioteche sapevano trasformarsi in luoghi festosi traboccanti di giovani, allora notare tante pecche nostrane risulterà clamorosamente facile.

E gli zombie che trovate nel titolo di questo articolo cosa c’entrano in tutto questo?, vi chiederete. C’entrano eccome, lo potete capire leggendovi la divertente guida (che il blog ci segnala giustamente come uno straordinario esempio di manuale divulgativo) alla Miller Library, la biblioteca di un college americano, realizzata tutta a fumetti e dove l’occasione per conoscere la propria biblioteca è la necessità di sfuggire agli zombie che infestano il mondo esterno…

Ultima doverosa nota per quello che si può ritenere il nume tutelare del blog: Borges, che era stato bibliotecario prima di diventare lo scrittore che sappiamo, capace di farci perdere lungo i suoi labirinti narrativi per ritrovare in quei recessi il gusto puro della lettura. Perché, rivendica Francese con comprensibile orgoglio, «noi bibliotecari ordiniamo il mondo, affinché gli uomini possano perdervisi più facilmente».

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