Biblioigloo, biblioteca pubblica finanziata dal privato

biblioigloo

Biblioigloo è una biblioteca di pubblica lettura (cartacea e digitale) contenuta in un igloo a 1333 mt d’altitudine, totalmente finanziata da una società commerciale. Intervista ai responsabili

Una biblioteca trasparente di 11 metri di diametro e 5,5 metri di altezza, costruita sulle piste da sci di Andalo, in Trentino, è stata inaugurata il 20 dicembre e a quanto ne sappiamo è la prima biblioteca (vera e propria) di alta quota.


Ma Biblioigloo ha anche un’altra peculiarità: è frutto di un accordo pubblico-privato tra la Biblioteca Intercomunale Altopiano Paganella Brenta e la Società Valle Bianca Spa, una delle due società che si occupano degli impianti di risalita e dei servizi al pubblico di quella parte di montagna.

OstiPer coCosnernoscerla più da vicino abbiamo intervistato Graziano Cosner e Sandro Osti, i bibliotecari di Andalo responsabili del progetto.

 

GRAZIANO, SANDRO, COME È NATA L’IDEA DELLA BIBLIOTECA-IGLOO?

Si tratta di un’iniziativa nata quasi per caso. È frutto di intense conversazioni in stile giocoso – brainstorming che volevano immaginare una biblioteca speciale coerente a un luogo speciale: la prima tappa di una telecabina, in mezzo alle piste di sci, frequentato da turisti/sciatori. Il Biblioigloo è l’evoluzione di una precedente realizzazione proprio nello stesso luogo: l’estate scorsa abbiamo “colonizzato” lo spazio di uno chalet/ristorante in parte non utilizzato. Lo spesso spazio non era disponibile per l’inverno e da qui l’idea dell’igloo.

CHE TIPO DI ACCORDO INTERCORRE TRA LA BIBLIOTECA E VALLE BIANCA SPA?

Innanzitutto è da sottolineare come la Società abbia voluto puntare su un’idea di intrattenimento culturale quando avrebbe benissimo potuto indirizzarsi verso strade più facili, banali, appetibili, usa e getta. Questa visione condivisa è alla base del nostro accordo quale tema fondativo da cui poi consegue tutto il resto.
L’accordo prevede che tutti i costi vivi dell’operazione (strutture, arredi, personale, riscaldamento) siano a carico della Società, e la cifra complessiva ammonta ad alcune decine di migliaia di euro. Noi mettiamo a disposizione una parte del nostro patrimonio librario per allestire la biblioteca, abbiamo formato il personale che la gestisce, mettiamo a disposizione il software per il prestito e le ricerche, l’accesso alla piattaforma digitale MLOL e ci occupiamo della strategia di comunicazione e di branding, sia per quanto riguarda i materiali a stampa che il web. Abbiamo concordato che saremo noi i “custodi” del controllo di qualità di erogazione del servizio. Il Biblioigloo funziona come un qualsiasi punto di lettura delle nostre biblioteche. È collegato al Catalogo Bibliografico Trentino per la ricerca e la richiesta dei libri in prestito interbibliotecario. La biblioteca dunque mette a disposizione il proprio “capitale documentario e di competenze”, il privato si assume ogni altro tipo di onere, compresa la garanzia di custodia dei documenti e l’eventuale rimborso in caso di furti, smarrimenti o deterioramento.

È STATO UN ACCORDO DIFFICOLTOSO DAL PUNTO DI VISTA BUROCRATICO-ORGANIZZATIVO?

No, anzi, facilissimo. Una volta chiarito il tipo di rapporto tra la biblioteca pubblica e la Società con la formula niente costi per la biblioteca tutto è stato semplice. Non abbiamo dovuto produrre impegni di spesa, seguendo una strategia che la nostra biblioteca persegue da anni: uscire dagli steccati della tradizione sia in termini di erogazione dei servizi che di raccolta fondi; da almeno un decennio infatti siamo focalizzati sull’apertura al privato finanziatore e partner di numerose iniziative. Stiamo seguendo un piano di formazione specifica molto intenso e una consistente sezione del nostro patrimonio librario è dedicata all’economia, al marketing, al management della cultura e al fundraising. Abbiamo la capacità di essere attori forti di progetti che hanno ricadute anche economiche sul territorio; abbiamo acquisito il know-how  per aggirare la crisi ed evitare gli effetti deleteri della stagnazione finanziaria del settore pubblico nell’ambito culturale. Tutto questo può sembrare eresia per una biblioteca. Noi pensiamo di no: per il momento gli eventi ci stanno dando un po’ di ragione.
Insomma, trattandosi di iniziativa con costi tutti a carico del privato, in cui i libri vengono concessi con prestito a tempo, e dal momento che il consiglio di biblioteca non è operativo in questo momento per modifiche strutturali, mi sono semplicemente preso la libertà di farlo, sulla base di un semplice accordo verbale con l’impresa, e i sindaci, “proprietari” della biblioteca, si sono poi tutti trovati molto d’accordo.

AVETE PRESO IN CONSIDERAZIONE CRITERI DI ETICA ECOLOGICA E LAVORATIVA NELLA SCELTA DI COLLABORARE CON QUESTA PARTICOLARE AZIENDA?

Una bella domanda, e un tema a cui siamo molto attenti. Ma la località qui è molto piccola, siamo diecimila abitanti, ci si conosce, l’azienda è nota e stimata. Dal punto di vista ambientale, se tagliare alberi e sparare neve finta non sono attività propriamente ecologiche, in Trentino di solito tutto avviene nel rispetto della normativa che è piuttosto rigorosa e fatta in modo che ci sia sempre una sostenibilità… Gli impianti in Trentino sono una necessità economica, ma poi sono gestiti con molta attenzione.
Non vogliamo avere a che fare con organizzazioni dichiaratamente insensibili ai temi della sostenibilità; a parte questo siamo aperti al dialogo con chi è interessato a fare qualcosa di buono, mettendosi in gioco.

QUALI SONO I RISULTATI ATTESI A LIVELLO DI PARTECIPAZIONE?

Per questa prima diecina di giorni di attività possiamo parlare di un ottimo successo di pubblico: più o meno ci sono sempre una ventina persone tra adulti e bambini, che in uno spazio di pochi metri è veramente molto.
La Società Valle Bianca si aspetta due cose: evidentemente un aumento dei passaggi turistici nella zona (risultato peraltro già ottenuto durante la stagione estiva), ma anche un feedback positivo in termini di reputazione aziendale e di comunicazione commerciale della propria specificità. La scorsa estate abbiamo avuto un ampio interessamento della stampa locale e a novembre siamo stati invitati, insieme alla Società Valle Bianca, ad allestire uno stand nell’ambito della manifestazione Il Trentino dei bambini con oltre 150  realtà presenti.
Le nostre specifiche aspettative sono con molta semplicità quelle legate alla mission e alla vision di una biblioteca moderna. L’attenzione viene puntata non più solo sui libri, ma anche e soprattutto sugli utenti. Cerchiamo di ascoltarli, facendo emergere non solo le tradizionali “necessità informative” di cui parla la biblioteconomia classica, ma anche i desideri inespressi e le opportunità, grazie anche a questo simpatico luogo informale . La biblioteca è un punto di riferimento per la cultura a tutti i livelli e a tutte le altitudini. Non si tratta di fare sempre e solo “utili quantitativi”: si tratta di essere presenti dove il pubblico c’è e potrebbe aver bisogno di noi. Evidentemente, come naturale conseguenza, questo atteggiamento proattivo genera un aumento delle performance della biblioteca anche in termini numerici. La sfida di questo inverno è quella di piazzarsi lì, in mezzo al trambusto degli sciatori che vengono da mezza Europa e parlano una decina di lingue diverse e vedere con curiosità cosa succede: si tratta di creare un tempo/luogo non competitivo in cui le persone possano per un poco rallentare, sedersi a leggere una rivista o un ebook, un libro, il giornale straniero scaricato da MLOL, genitori che, insieme ai loro figli partecipino ai due laboratori quotidiani previsti. Far passare, insomma, il concetto che la biblioteca è un bene comune e non riservato, tradizionalmente, solo agli studiosi, che può proporsi a tutte le fasce d’età, a tutte le competenze, nazionalità, grado di scolarizzazione. Offrire laboratori artistici per bambini comporta un orientamento maggiore verso un pubblico familiare, in linea con le tendenze di mercato del turismo di zona.
Questa sperimentazione concreta, per noi, è palestra di innovazione della mentalità professionale: scardinando un po’ di rigidità diffuse, di paure antiche e di preconcetti, la biblioteca torna incredibilmente a splendere e plasma una sua nuova reputazione sociale, sempre competente, ma ora anche un po’ più divertente, più divertita, più votata al sense of humour. In questo senso il nostro Biblioigloo è una specie di flashmob prolungato nel tempo.

PER CONCLUDERE, CI SONO ANALOGHI CASI DI COOPERAZIONE TRA UNA BIBLIOTECA PUBBLICA E UN’AZIENDA PRIVATA IN ITALIA?

I casi sono numerosi soprattutto nel mondo anglosassone, ma sono di segno inverso: le aziende private intervengono a collaborare o a sostenere la biblioteca dentro la biblioteca. Nel nostro caso invece si verifica qualcosa di assolutamente raro: un’azienda privata chiama la biblioteca pubblica presso la propria sede, perché ne riconosce il valore culturale e le potenzialità per implementare la propria corporate social responsibility. Nel principio assomiglia alla pratica diffusa della “biblioteca fuori di sé“, che vanta numerosi esempi in Italia, ma generalmente si tratta di piccolissimi spazi messi a disposizione della biblioteca (e su sua richiesta) all’interno di strutture destinate ad altri scopi (negozi, stazioni, ecc.). Ancora una volta qui abbiamo forzato la mano: non ci siamo limitati a portare un po’ di libri o dvd, ad allestire qualche scaffale, ma abbiamo di fatto concordato con il privato la creazione di un nuovo spazio, una nuova biblioteca, con tutti i suoi servizi, con personale addestrato.  Il nostro igloo è una biblioteca a se stante, uno spazio interamente ed esclusivamente dedicato alle attività che noi stessi organizziamo.

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2 pensieri su “Biblioigloo, biblioteca pubblica finanziata dal privato”

  1. Mi pare che sia un progetto bellissimo, almeno per tre motivi:
    E’ un esempio della capacità dei bibliotecari di saper guardare oltre gli aspetti tradizionali della professione, del servizio ma anche del contesto sociale e delle relazioni nelle quali le biblioteche sono solitamente inserite. Questa non è soltanto una “biblioteca fuori di sè”, cioè un esperimento creativo e a suo tempo innovativo, ma che si limitava a portare fuori dalla biblioteca i libri e ricollocarli in altri contesti. Questa è una vera e propria biblioteca pubblica con servizi di alto livello, gestita da personale qualificato, con un’idea progettuale che fonda nella biblioteconomia la sua ragione.
    Il secondo motivo non può che essere la capacità di coinvolgimento dei privati in un ruolo così attivo, mantenendo ciascuno le proprie competenze, facendo ciascuno il proprio mestiere, ma con un grande rispetto e riconoscimento reciproco e soprattutto con estrema chiarezza della finalità del progetto (non una vetrina, non un’operazione immagine, ma un servizio qualificato).
    Infine, per la bellezza della realizzazione. Non è così scontato che, con tutto l’impegno dei privati e dei bibliotecari, si arrivi a costruire spazi davvero belli. Il dialogo fra interno ed esterno, grazie alla trasparenza delle pareti e al bianco degli scaffali, offre a chi la frequenza un’esperienza di bellezza, cosa che tutte le biblioteche pubbliche, secondo me, dovrebbero riconoscere nei loro principi fondamentali.

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