Prove di comunicazione coordinata tra biblioteche digitali: nasce BiblioMediaBlog

Una strategia di comunicazione bibliotecaria per la prima volta a livello nazionale e non estemporanea. È questa la missione di BiblioMediaBlog, “il blog delle biblioteche pubbliche digitali italiane”, nato dalla collaborazione di un gruppo di bibliotecari (e biblioteche) con l’azienda MediaLibraryOnline, che da anni è uno dei principali fornitori di servizi di prestito digitale alle biblioteche in Italia (insieme a Datamedia,…). Abbiamo ascoltato la presentazione del progetto al Convegno delle Stelline di qualche settimana fa e abbiamo voluto approfondire con un’intervista alla redazione, composta da bibliotecari già attivi nella produzione di contenuti online: Silvia Franchini, Virginia Gentilini, Debora Mapelli, Francesco Pandini, Enrico Tagliani e Marta Turrini.

Quali strategie avete in programma per portare lettori sul blog?

BiblioMediaBlog nasce come strumento di promozione e comunicazione del servizio di biblioteca digitale MediaLibraryOnLine per tutti i sistemi e le biblioteche che hanno aderito al progetto. Dopo esperienze diverse e autonome di promozione, messe in atto singolarmente dalle varie realtà, si è sentita la necessità di trovare una modalità di comunicazione condivisa: lo strumento che da subito è sembrato più idoneo allo scopo è stato un blog, che fungesse da “repertorio” per la comunicazione e consentisse la libera condivisione dei contenuti da parte dei bibliotecari e dei lettori (la licenza CC BY-SA con cui è pubblicato il blog infatti consente di riutilizzare e/o modificare liberamente i contenuti, anche a scopo commerciale, purché venga riportata la fonte). Ogni sistema bibliotecario ha individuato un proprio referente per la comunicazione, che si occupa di promuovere il blog presso le biblioteche di riferimento, facendo in modo che i contenuti vengano riproposti attraverso tutti i canali che ogni biblioteca ha scelto per la comunicazione con i propri utenti: siti istituzionali, newsletter, social network come Facebook o Twitter, altri blog. La presenza attiva delle biblioteche sui social network, in particolare, è ormai una realtà diffusa anche in Italia, e sarà senz’altro questo, nell’immediato futuro, il canale principale per far conoscere il blog a tutti i potenziali fruitori di contenuti digitali messi a disposizione dalle biblioteche. Per il lancio, la notizia è stata messa in evidenza anche nella homepage di tutti i portali MLOL e diramata a diversi organi di informazione, con particolare attenzione ai siti e blog che già si occupano di libri, lettura digitale e tecnologie connesse (compresa la redazione di Tropico del Libro!). L’idea quindi è che da un lato le biblioteche, a seconda delle proprie esigenze, facciano da tramite con i lettori e con i propri utenti, ripubblicando gli articoli che ritengono utili o interessanti per loro; dall’altro, che questa condivisione porti sulle pagine del blog anche chi non è già frequentatore e utilizzatore dei servizi bibliotecari, avvicinando alle biblioteche un’utenza nuova, più ampia, diversa da quella a cui siamo abituati.

In che modo attraverso la diffusione di medesimi contenuti in modo capillare, oltre ad ottimizzare gli sforzi dei bibliotecari, si dovrebbe avvicinare questa utenza diversa e più ampia? 

La diffusione sui social per sua natura funziona a macchia d’olio, i contenuti rimbalzano in rete e arrivano anche al di fuori del raggio cui erano destinati in prima battuta, per cui anche chi non frequenta le biblioteche e non utilizza MLOL leggendo i post potrebbe incuriosirsi e poi avvicinarsi al servizio (ad esempio abbiamo già verificato che alcuni post condivisi su profili social delle biblioteche sono stati condivisi a loro volta da profili di associazioni del territorio).

Che tipo di risposta vi aspettate e che obiettivi vi siete posti?

Ovviamente ci aspettiamo una risposta positiva in termini di “followers” e fruitori dei contenuti che pubblichiamo, e che sarà possibile grazie al lavoro capillare di diffusione e condivisione degli stessi da parte dei singoli bibliotecari. Ma l’obiettivo principale forse è un altro, più ampio: la condivisione delle conoscenze specifiche, la valorizzazione delle competenze dei singoli, l’ottimizzazione del lavoro di tanti bibliotecari che solitamente si rivolgono a un pubblico ristretto di utenti per informare, fare information literacy e alfabetizzazione digitale. Il blog è uno strumento prezioso per evitare la dispersione degli sforzi individuali in questo senso e creare uno spazio condiviso, all’interno di una rete molto ampia estesa su tutto il nostro territorio (i sistemi che aderiscono al progetto infatti sono in continuo aumento e dislocati in tutte le regioni italiane). Si potrebbe considerare il blog come un “laboratorio” in cui sperimentare modi innovativi per le biblioteche di fare rete e lavorare in sinergia su scala nazionale, che speriamo sia il primo di molti altri.

Come sono stati scelti i bibliotecari della redazione di BiblioMediaBlog?

All’interno del Coordinamento MLOL, nato per l’acquisto condiviso di risorse da parte di alcuni dei sistemi bibliotecari aderenti, si sono formati nel tempo diversi gruppi di lavoro con l’esigenza di condividere obiettivi e lavorare in sinergia per migliorare le potenzialità del servizio. In passato per esempio un gruppo ristretto di bibliotecari ha lavorato sull’usabilità del portale, al fine di individuarne le criticità e sottoporre alla ditta Horizons che fornisce il servizio una serie di indicazioni per  renderlo più intuitivo e accessibile per gli utenti. Allo stesso modo, quando è emersa nel coordinamento l’esigenza di una strategia condivisa per la comunicazione, si è deciso di formare un gruppo di lavoro e noi bibliotecari interessati a partecipare ci siamo fatti avanti. Abbiamo quindi iniziato a confrontarci per decidere quali strumenti adottare e, una volta deciso per il blog, a lavorare insieme per dare vita al progetto editoriale e redazionale, fino alla produzione vera e propria dei contenuti.

Il blog è aperto al contributo di altri (bibliotecari o anche lettori)?

Alla redazione ristretta si affianca una redazione allargata di contributori che, sulla base del piano editoriale, producono testi da proporre per la pubblicazione. I contributori, sulla base di specifiche competenze e interessi personali e/o professionali, possono seguire particolari tipologie di risorse (ad esempio saggistica di specifiche discipline, narrativa, generi musicali) o risorse indirizzate a particolari tipologie di pubblico (ad esempio bambini, ragazzi, ecc.). I contributori vengono selezionati in primo luogo fra i bibliotecari di sistemi e biblioteche aderenti al Coordinamento MLOL, ma non sono escluse collaborazioni con persone che ricoprono ruoli diversamente strutturati (servizio civile, ecc.) e con utenti volontari.
Il blog pubblica inoltre contenuti ripresi da altri siti (spesso curati da bibliotecari o comunque di recensioni librarie o cinematografiche) che pubblichino con licenze libere, sempre nel rispetto del principio del perseguire la maggiore circolazione possibile delle risorse disponibili.

Chi decide la linea editoriale? Qual è la vostra?

La linea editoriale del blog è stabilita dalla redazione ristretta dei bibliotecari. Le linee guida che ci siamo dati (integralmente disponibili su http://bit.ly/1f07Zpb) prevedono innanzitutto le categorie di contenuti che ci interessa pubblicare, avendo in mente che il target diretto del blog sono gli utenti finali delle biblioteche: le risorse accessibili via MLOL e indicazioni pratiche su aspetti tecnici e modalità di fruizione e, infine, informazioni più generali sugli sviluppi dell’editoria digitale e sull’introduzione di servizi e tecnologie per l’accesso e la fruizione dell’informazione in rete. Post di quest’ultimo tipo – che vorremmo  cominciare a pubblicare a breve – sono certamente più ambiziosi. Ci pare però che sia importante che i bibliotecari assumano un ruolo anche in questo campo, senza demandare al resto della filiera del libro la funzione di comunicare le importanti trasformazioni a cui stiamo assistendo.
In secondo luogo, le linee guida forniscono indicazioni generali sulle convenzioni stilistiche da adottare (ad esempio con la scelta di utilizzare il meno possibile un linguaggio tecnico o oscuro), la “neutralità” dei giudizi sulle risorse presentate, l’organizzazione dei contenuti tramite l’adozione di categorie e tag specifici, il rispetto del diritto d’autore e la gestione della conversazione con gli utenti, che possono contattare il blog via email e a cui assicuriamo sempre una risposta.
Prevediamo inoltre di valutare in un prossimo futuro l’eventuale necessità di aggiornare le nostre linee guida, anche alla luce dei risultati ottenuti.

Il fatto che il lavoro collettivo dei bibliotecari compaia sotto al logo di un’organizzazione con fini di lucro non è un aspetto che potrebbe indebolire le potenzialità dell’iniziativa?

Si tratta di una libera scelta delle biblioteche. Il logo MLOL appartiene all’azienda Horizons Unlimited srl che fornisce ai sistemi bibliotecari il servizio MediaLibrary (ovvero l’interfaccia web, l’organizzazione dei contenuti al suo interno e la cura di tutti gli aspetti tecnologici legati alla fruizione delle risorse). Nella grande maggioranza dei casi le biblioteche, nel momento in cui hanno avviato i loro servizi di biblioteca digitale, hanno deciso di utilizzare lo stesso logo allo scopo di mettere a frutto la sua visibilità già piuttosto forte e di convogliare lo sforzo della comunicazione di questo servizio in un’unica direzione. In particolare, la scelta di utilizzare lo stesso logo nel blog è stata coerente con quella fatta da tutti i sistemi aderenti al Coordinamento MLOL. Il lavoro di cura del blog resta interamente a carico e di responsabilità dei bibliotecari, senza alcun intervento dell’azienda.
È un esempio positivo di collaborazione fra sistema pubblico e privato: le biblioteche pubbliche italiane, che sono per legge gestite dagli enti locali, non hanno la capacità di gestire in proprio servizi tecnologicamente complessi come quello di MLOL. La partnership con fornitori privati è perciò indispensabile e pensiamo che in questo caso la collaborazione sia particolarmente ben riuscita e improntata a criteri di trasparenza che soddisfano entrambe le parti. Per allargare ulteriormente il discorso, la stessa licenza del blog offre – diversamente da quanto fanno molti siti della pubblica amministrazione – la possibilità di riutilizzarne i contenuti anche per fini commerciali: non vediamo il settore privato come un “altro” rispetto al pubblico, quanto piuttosto come un partner o uno dei possibili beneficiari del nostro lavoro.
Niente impedisce comunque di pensare che in futuro, se la cooperazione fra sistemi bibliotecari per i servizi digitali dovesse ampliarsi ad altri progetti o se si decidesse di cambiare il fornitore dei servizi, si facciano scelte diverse.

  •  
  •  
  •  
SEGUI TROPICO VIA RSS O NEWSLETTER

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *