Distribuire libri in Italia #8 / Valentina Traverso

libreria-traversoContinua la ricognizione intorno alla distribuzione in Italia. Questa volta è una libraia a dare il suo contributo alla riflessione: Valentina Traverso della storica Libreria Traverso di Vicenza

Valentina, partiamo dalla notizia che ha fatto da innesco al nostro dossier sulla distribuzione: cosa pensi dell’accordo tra Messaggerie e Feltrinelli nella distribuzione dei libri?

«Ne sono contenta, perché per una libreria è più comodo avere un minor numero di interlocutori. Non vedo minacce, ognuno di noi che saremo suoi clienti è un imprenditore e potremo rifiutarli se non condivideremo qualcosa.»

Hai letto i nostri articoli sulla distribuzione in Italia: cosa ne pensi dei diversi sistemi proposti?

«A mio avviso, la domanda da porsi è: questi sistemi di distribuzione che sono stati presentati, con quali librerie possono funzionare efficacemente? Non quelle medio-grandi, che cercano un libro ovunque e devono guardare soltanto al risultato. Serve velocità. Per fare un esempio, mi è capitato di ordinare perfino su Amazon un libro che mi era stato chiesto da un cliente, il quale si è fatto carico anche delle spese di spedizione. I libri escono troppo velocemente, le novità servono a coprire i buchi dopo le rese, ovvero sono dettate soltanto da motivi finanziari. Oggi il rischio imprenditoriale si è quasi spostato sulle librerie, l’editore indaga presso di noi, o attende degli ordini, prima di ristampare.»

Ti è saltata all’occhio qualche criticità particolare nei sistemi distributivi cui abbiamo dato spazio?

«Posso citare Satellite Libri: propone che le librerie diventino magazzini-succursali degli editori, ma fare da magazzino costa e i libri normali dopo tre mesi sono già in sconto, perché il ciclo di vita del libro è diventato troppo breve. Per gestire questa funzione di magazzino conto/terzi servirebbe una persona apposta dedicata, e il costo sarebbe eccessivo.»

In questi articoli si è parlato molto anche di promotori, una figura che alcuni ritengono poco utile e che invece altri difendono a spada tratta. Tu che rapporto hai coi promotori editoriali?

«Per quanto mi riguarda, dedico molto tempo ai promotori: ne ricevo circa quaranta diversi e dedico almeno un’ora a ognuno! Per una libreria la scelta è fondamentale. Io mi faccio mandare anche le bozze in anteprima dalle case editrici per decidere i libri da mettere sugli scaffali, e sai cosa posso dire? Che i libri sono tutti uguali, anche come argomento sono cloni l’uno dell’altro.»

La discussione che si è innescata ha chiamato in causa anche il marketing fatto dagli editori, stigmatizzando ad esempio l’abuso di fascette promozionali sulle copertine…

«Le fascette non servono più a niente, per il resto, ci sono alcuni editori bravi a promuoversi. Il Gruppo Gems, ad esempio, lavora bene sui social network. E mi capitano sempre più clienti che dichiarano di avere saputo di un libro proprio sui social, in particolare Facebook.»

E la questione della legge sul prezzo del libro e gli sconti ammissibili?

«Preferirei il prezzo fisso, perché mi consentirebbe di contrattare meglio con i distributori, così poi sarei sicura del mio margine di guadagno che non sarebbe intaccato da sconti. Quello che vedo in giro è che gli editori tendono a mettere prezzi alti ai loro libri perché poi “vendono gli sconti”, ovvero rendono appetibili alcuni titoli proprio grazie allo sconto che vi applicano e che serve come richiamo per i clienti.»

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3 pensieri su “Distribuire libri in Italia #8 / Valentina Traverso”

  1. una libraia curiosa e che si documenta è ormai una rarità! ma credo che un minor numero di interlocutori non garantisca la giusta bibliodiversità? uno solo sarebbe meglio per lei? comodità in cambio di assenza di pluralismo. mah. ne dubito come lettore e come editore soprattutto. speriamo prima o poi si accorga anche dei microeditori, così magari si ricrederà dal pensare che i libri siano cloni uno dell’altro… grazie, felici letture. la ricerca è faticosa ma assai appassionante

  2. Mi danno un distributore unico ed esclusivo
    che mi manda 40 promotori tutti diversi
    che mi propongono libri tutti uguali
    che devo prendere a gran velocità,
    che vendo a sconti che vorrei non fare
    ma pur di non perdere il cliente
    vado su amazon e non guadagno niente

  3. L’intervento della Traverso è utile, utilissimo.
    Utile a far comprendere uno dei motivi (… preciso uno dei…) per i quali il mercato librario in Italia è ridotto in questo stato.
    Mancanza di aggiornamento, onestà intellettuale e lungimiranza, da parte di una fetta (… anche qui, preciso, una fetta…) di quanti hanno ricoperto, e/o ricoprono, ruoli di responsabilità nel settore.
    … per una libreria è più comodo… (… tutti vorrebbero svolgere il proprio lavoro molto ‘comodamente’, peccato che questa visione non possa portare molto lontano, soprattutto dal punto di vista sociale e della risposta a dei bisogni… quelli dei lettori)… non vedo minacce (… per lei, che ha sposato la causa del ‘fornitore unico’… sbalorditivo, pare di venire immersi in un romanzo distopico russo degli anni ’20)…
    … questi sistemi di distribuzione che sono stati presentati, con quali librerie possono funzionare efficacemente? Non quelle medio-grandi… (esistono solo le librerie medio-grandi? E poi, ne è così sicura? Parlando di medio-grandi, per esempio, le Feltrinelli non si servono da decine di fornitori, sia locali che nazionali? Se le dico che riusciamo anche a distribuire editori capaci di vendere, presso le medio-grandi, l’80% delle forniture in conto vendita?)
    … Oggi il rischio imprenditoriale si è quasi spostato sulle librerie (… sicura? Lo pensa veramente? E le librerie insolventi o che chiudono prima di saldare il dovuto a distributori ed editori?)… l’editore indaga presso di noi, o attende degli ordini, prima di ristampare (… doverosa e sensatissima analisi di mercato preventiva per non mandare in crack l’editore e caricare gli scaffali delle librerie di libri che non venderanno,… evento estremamente negativo anche per le librerie stesse.).
    … i libri sono tutti uguali, anche come argomento sono cloni l’uno dell’altro (… affermazione grossolana, sterile, superficiale, sicuramente che fornisce una visione falsata del mercato nel suo complesso e nelle sue sfaccettature…)
    La Traverso parla di ciò che conosce? Si è fermata un attimo a riflettere sull’impegno speso da directBOOK per far sì che nella novità, questa novità implicasse vantaggi (economici ed operativi) sia per le librerie (… per molte) che per gli editori (… per molti)? Si è documentata? Ha compreso le nostre scelte? Ha impiegato e/o impiegherà del tempo per capire e seguire l’evoluzione, gli iter di miglioramento e di messa in discussione di ciò che facciamo? Un modello che vuole evolvere ogni giorno? Indiscutibilmente nuovo dal punto di vista della gestione delle percentuali del prezzo di copertina?
    Quanti in Italia sono capaci non solo di fare bene ma anche di essere puntualmente autocritici al fine di evolvere?
    Concludendo, l’intervento della Traverso mi rende molto felice, perché rappresenta una delle tante conferme alla nostra motivazione di esistere e alla necessità di cambiamento.
    Per fortuna, dati alla mano, rapporti umani alla mano, risultati alla mano, non tutte le librerie, i librai e le libraie, la pensano come la Traverso.
    Ogni parere è rispettabile. Non va dimenticato, però, quanto il destino di tutti noi si affidi ai pareri e alle azioni dei singoli. Chi porta avanti un’dea e delle azioni ha delle responsabilità, sociali a vari livelli.

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