MaBeL Agency | l'agente, l'editore e tu

http://www.mabelagency.it

MaBeL Agency si racconta.

Anno di fondazione: 2013
Sede: Ciampino (RM)
Fondatori e organigramma: Mara Bevilacqua

Qual è la tua precedente esperienza professionale?
Foreign rights manager freelance per alcune case editrici italiane; responsabile ufficio diritto Fanucci editore; redattrice e traduttrice.

Perché hai deciso di aprire un’agenzia letteraria/un service editoriale?
L’agenzia è nata perché ho deciso di scommettere su me stessa e investire capacità e saperi in un’impresa in cui, diversamente da quello che spesso succede nel mondo editoriale, tanto do, tanto ricevo (e “tanto” è da intendersi sia in un’accezione qualitativa che quantitativa).

Che servizi offri?
Valutazione manoscritti inediti italiani; lettura manoscritti inediti in altre lingue (principalmente inglese); editing; rappresentanza letteraria esclusiva e internazionale; traduzioni.

Come è cambiato il tuo lavoro con l’editoria digitale?
L’agenzia non ha un passato precedente all’editoria digitale, quindi per me il discorso non è scindibile. Si tratta di studiare giorno per giorno le novità anche tecniche e tenere il passo. L’agente acquista un ruolo più attivo nel processo reale di pubblicazione, spesso.

Quanti autori rappresenti?
8 scrittori, 4 editori.

Rappresenti anche esordienti e in che misura rispetto al totale dei tuoi clienti?
Certo, rappresento anche esordienti. Al momento, di esordiente assoluto solo uno, ma i miei scrittori di lingua inglese sono ancora inediti in Italia (e spesso anche nel loro Paese) quindi in un certo senso stiamo esordendo insieme.

Quali sono i metodi (e le eventuali tariffe) di ricerca, selezione e valutazione degli autori?
La valutazione di manoscritti inediti italiani ha un costo di 130 euro. Sul sito, nella pagina Servizi, è possibile scaricare la lettera di richiesta di valutazione con tutte le istruzioni, a seguito della quale, entro massimo 8 settimane, l’autore riceve un’approfondita scheda valutativa del proprio lavoro. La rappresentanza non è automatica. Se il manoscritto mi piace (ovvero, a grandi linee, se è ben scritto, originale, se la trama funziona, se ha buone possibilità di essere proposto con successo ad un editore – non solo italiano –, se presenta anche la possibilità di sfruttarne i diritti secondari) e rientra nel progetto editoriale dell’agenzia (che è molto ampio e privo di significativi paletti di genere; l’unico no a priori, purtroppo, è quello alla poesia), di sicuro proporrò all’autore di diventare la sua agente. Altrimenti, è sempre possibile decidere di continuare a lavorare insieme sul testo (le tariffe in questo caso variano a seconda del tipo di interventi necessari). Il discorso è molto simile anche per la lettura e scelta dei manoscritti in lingue straniere.

Ci sono categorie di scrittori a cui l’agenzia non è interessata a priori?
I poeti, come dicevo. Personalmente, poi, non sono una grande amante dell’horror quindi scrittori specializzati in questo genere potrebbero non trovare in MaBeL l’agenzia giusta.

Qual è il tipo di scrittura che sei interessata a rappresentare?
Quella bella. Che non ribolle di avverbi, di cliché e frasi fatte, che non riecheggia storie e scritture già strausate, che non pensa di dover rivelare grandi verità (non è mai intenzionale), che non si parla addosso, che conosce perfettamente grammatica, ortografia e sintassi. Questo è quello che non gradisco leggere. Per il resto, in positivo, non cerco un tipo di scrittura uguale per tutti i miei autori. Quindi, leggete tanto, leggete un altro po’, riflettete bene, scrivete, rileggete, ripulite e mandate.

Sei specializzata in narrativa/saggistica, particolari generi letterari o lingue?
Per il momento rappresento autori in italiano e inglese e una casa editrice di autori di lingua tedesca, ma non sono affatto contraria a leggere o a lavorare con altre lingue. E mi occupo sia di narrativa che di saggistica (soprattutto con le case editrici che rappresento).

Chiedi all’autore un qualche tipo di collaborazione, ad esempio nella promozione del suo nome e delle sue opere?
Credo che la figura dello scrittore che termina la sua parte di lavoro mettendo il punto finale sia obsoleta, ormai. Non richiedo esplicitamente una collaborazione ma per me è un segno di consapevolezza dell’autore essere attivo e propositivo anche nella promozione dei suoi lavori.

Come preferisci essere contattata dagli autori?
Apprezzo quando gli autori seguono le semplici istruzioni che ci sono sul sito per richiedere una valutazione, o azzeccano l’indirizzo giusto del servizio a cui sono interessati. Ma io rispondo sempre a tutte le mail, anche quelle che comportano dare informazioni reperibili in autonomia con un click.

Come funziona un contratto di rappresentanza e quali sono le principali clausole del tuo?
Il contratto di rappresentanza di MaBeL è esclusivo e tendenzialmente internazionale. Può valere per un’opera sola o per tutta la produzione dell’autore. A detta di molti, è piuttosto author-friendly. Dura almeno due anni. Non sono previste spese o contributi di alcun genere da parte dell’autore, se non in casi eccezionali decisi e autorizzati volta per volta. Le percentuali sono 15% del guadagno lordo dell’autore per contratti con editori italiani; 20% del guadagno lordo per contratti sui diritti secondari. L’agenzia si occupa di tutte le negoziazioni relative, prima durante e dopo. Cerco sempre di venire incontro ad eventuali esigenze dell’autore per trovare un punto d’incontro che soddisfi entrambi, quindi le clausole non sono scritte nella pietra. Io, poi, invito i miei autori a fare tutte le domande che vogliono, su qualsiasi argomento inerente il rapporto che stiamo creando, dai contratti a come funziona l’editoria, in Italia e fuori, qualunque cosa.

Che libri hai concorso a far pubblicare nell’ultimo anno?
MaBeL ha sei mesi, quindi non ho ancora nessun libro pubblicato. Ho molti manoscritti in lettura, però, sia in Italia che nel resto del mondo.

Qual è il tuo metodo di intermediazione dei diritti a livello nazionale e a livello internazionale?
Io parto dal mio database di editori di tutto il mondo, in costante crescita, all’interno del quale individuare quelli più adatti per ogni testo. Da lì, poi, cerco di essere più precisa possibile anche nella scelta degli editor a cui mandare l’opera (le mie submission non sono mai di massa; in questo senso, i siti degli editori stranieri, soprattutto americani, sono utilissimi perché non hanno remore a presentare l’organigramma, in cui spesso i vari editor specificano in poche righe a cosa sono interessati). Inoltre seguo quotidianamente siti di editoria internazionali, per essere aggiornata sui contratti che si chiudono, i cambi di scrivania, tutti i movimenti del settore insomma. Questo è importante per capire in che direzione vanno i trend, e se i miei autori ci si inseriscono e come. E frequento le fiere. Quest’anno MaBeL ha fatto la sua prima uscita ufficiale a Torino e mi sto già preparando per Francoforte. In generale, dall’anno prossimo ho intenzione di partecipare a quante più fiere possibili, soprattutto in Europa.

Quali criteri privilegiate nella scelta di un editore a cui proporre testi di autori da te rappresentati?
Escludo a priori editori che richiedono contributi alla pubblicazione. Per il resto, una casa editrice è una casa, appunto, quindi deve essere la dimora adatta per il testo che propongo: il suo catalogo deve essere un puzzle in fieri in cui quest’opera possa incastrarsi in modo organico, dando e acquisendo ulteriore significato.

Ci sono editori/editor con cui hai un rapporto privilegiato? Se sì, quali?
Creare un’agenzia è solo il primo passo per darle davvero vita. Poi bisogna trovare bei testi e farne la propria bandiera, il proprio marchio di riconoscimento anche presso gli editor e gli editori. Lavorando in questo ambiente da qualche anno, conosco varie persone, con alcuni c’è anche un rapporto di amicizia, ma per quanto questo sia un lavoro in cui le pr sono essenziali, io preferisco che siano i libri dei miei autori, piuttosto che eventuali “rapporti privilegiati”, il motivo per cui le proposte che faccio vengono lette. Poi, ovvio, se penso di avere il libro giusto per X e X è anche una persona che conosco personalmente, tanto meglio. Ma se pure non lo conoscessi, glielo manderei lo stesso.

Hai ideato proposte editoriali anche composite, ad esempio collane?
Sto proponendo Armillaria, una collana di testi in traduzione (fuori diritti) di genere storico-religioso-filosofico, ideata da Manlio Della Serra.

Qual è la tua cifra distintiva rispetto ad altri agenti italiani?
Il rapporto umano molto stretto e diretto, la totale condivisione degli obiettivi, la cura certosina nei servizi offerti.

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