Otago | sulle orme di Linder

http://www.otago.it
Otago si racconta.

Anno di fondazione: 2010
Sede: Bologna

Fondatore: Marco Nardini

Qual è la tua precedente esperienza professionale?
Editor, ufficio stampa, responsabile diritti e acquisizioni, curatela libri.

Perché hai deciso di aprire un’agenzia letteraria?
Perché, dopo un percorso in casa editrice, avevo iniziato a svolgere una serie di servizi come free-lance, e l’idea di una agenzia letteraria tutta mia mi aveva sempre solleticato, affascinato dalla storia di Erich Linder…

Che servizi offri?
Come agenzia letteraria: rappresentanza autori in Italia e all’estero, rappresentanza editori italiani all’estero, e agenzie ed editori stranieri in Italia. Come service: impaginazione e grafica, editing, comunicazione (stampa, social media, eventi), scouting, valutazione testi.

Come è cambiato il vostro lavoro con l’editoria digitale?
Per ora è cambiato poco. Occuparsi di ebook non è tanto diverso che occuparsi di libri cartacei. Ma ci vuole una svolta, perché in Italia il mercato non è ancora esploso. E ci stiamo guardando tutti intorno per capire quale possa essere questa scintilla.

Quanti autori rappresenti?
Una decina.

Rappresenti anche esordienti e in che misura rispetto al totale dei clienti?
Dipende, è capitato di aver rappresentato esordienti. In genere siamo noi a scegliere i nostri autori o comunque a proporci, quindi è molto più probabile che abbiamo a che fare con autori già pubblicati.

Quali sono i metodi (e le eventuali tariffe) di ricerca, selezione e valutazione degli autori?
Si propone un contratto di rappresentanza che, generalmente, prevede una percentuale sul ricavato dell’autore grazie alla mediazione dell’agenzia. La percentuale trattenuta dall’agenzia è variabile a seconda del tipo di contratto che si stipula (se su commissione, se su proposta, se all’estero, se per il cinema o la tv ecc.). In media, è del 15% sull’Italia e del 20% sull’estero.
Riguardo lo scouting o la valutazione di un testo, si tratta invece di servizi che offriamo e hanno dei costi fissi.

Ci sono categorie di scrittori a cui l’agenzia non è interessata a priori?
In linea di massima no: valutiamo tutto, ci deve colpire l’opera.

Qual è il tipo di scrittura che sei interessato a rappresentare?
Dipende, abbiamo spaziato dalla narrativa non di genere al noir, fino all’urban fantasy.

Sei specializzato in narrativa/saggistica, particolari generi letterari o lingue?
Non in generi particolari. Per ora rappresentiamo solo autori italiani.

Chiedi all’autore un qualche tipo di collaborazione, ad esempio nella promozione del suo nome e delle sue opere?
Be’, se l’autore è disponibile e si dà da fare per promuovere il suo libro tanto meglio, sia per lui sia per noi, ma soprattutto per il suo editore.

Come preferisci essere contattato dagli autori?
Via mail, ci sono tutti i contatti nel sito.

Come funziona un contratto di rappresentanza e quali sono le principali clausole del tuo?
Si rappresenta tutta l’opera dell’autore (quindi tutti gli scritti che egli produrrà) in via esclusiva, sia per i diritti di pubblicazione che per i diritti secondari (cinema, tv, estero ecc.).

Che libri avete concorso a far pubblicare nell’ultimo anno?
Dark Heaven, che è una trilogia: il primo libro è uscito a settembre 2012 con Sperling & Kupfer, il secondo uscirà il prossimo settembre. Poi Verso dove si va per questa strada di Stefano Bortolussi, uscito con Fanucci all’inizio di quest’anno. Sta per uscire anche il primo romanzo di Emanuele Ferretti.

Qual è il tuo metodo di intermediazione dei diritti a livello nazionale e a livello internazionale?
Stiliamo una scheda di proposta del testo (“proposal”), che contiene la descrizione dell’opera con in evidenza le qualità e il pubblico di riferimento, oltre che le note dell’autore. Poi iniziamo a contattare gli editori e, agli interessati, inviamo il testo completo. Sia in Italia sia all’estero sono molto importanti, oltre ai contatti e ai rapporti personali con i vari agenti e gli editori, anche le fiere. Quelle principali (Torino e Roma per l’Italia, ma all’International Book Forum di Torino ci sono agenzie da tutto il mondo; Bologna per il mercato dei libri per ragazzi; Francoforte, in Germania, per l’estero) hanno uno spazio dedicato proprio all’intermediazione fra agenti ed editori.

Quali criteri privilegi nella scelta di un editore a cui proporre testi di autori da te rappresentati?
Che sia un editore serio e ben distribuito, che ci faccia capire che intende puntare su quel libro.

Ci sono editori/editor con cui hai un rapporto privilegiato? Se sì, quali?
Negli anni ho conosciuto molti editor, con i quali mi sento spesso e avanzo le proposte: da minimum fax a Rizzoli, da Sperling a Newton Compton.

Avete ideato proposte editoriali anche composite, ad esempio collane?
Avevamo curato all’inizio la collana “Senza vie di mezzo” della Pendragon, una sorta di guida alternativa alle città, con i consigli su cosa fare ma, soprattutto, su cosa non fare.

Qual è la cifra distintiva di Otago rispetto alle altre agenzie italiane?
Una rete di collaboratori validi e fidati su cui contare, tempi veloci, prezzi giusti e qualità assicurata.

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