West Egg | editing e oltre

http://www.westegg.it

West Egg, editing e oltre si racconta.

Anno di fondazione: 2012
Sede:
Roma

Fondatori e organigramma: Christian Soddu (titolare), Francesca Magni, Fabrizio Patriarca.

Qual è la vostra precedente esperienza professionale?
Editor alla Fazi editore, scouter presso varie case editrici.

Perché avete deciso di aprire un’agenzia/service editoriale?
Dopo aver lavorato per 10 anni alla narrativa italiana alla Fazi, si è voluto creare un’agenzia che abbiamo definito “di editing e intermediazione editoriale”. Non si tratta, dunque, di un’agenzia letteraria propriamente detta; West Egg non si cura di negoziare royalties o di rappresentare legalmente autori-clienti. Il core-business, per così dire, è innanzitutto l’editing, il lavoro sul testo, a ogni grado, livello e profondità d’intervento, all’interno di una struttura che si rivolge con i propri servizi ai privati quanto agli editori. Se i privati ci cercano perché desiderano una valutazione del proprio testo e un’eventuale, successiva opera di supporto per potenziare la propria macchina narrativa, le case editrici pressate dal volume dei manoscritti in arrivo e da altre esigenze contingenti (pensiamo ad es. alla ricezione e scrematura dei testi in concomitanza con uno dei tanti concorsi letterari oggi organizzati dagli stessi marchi editoriali) possono avvalersi della nostra esperienza. Poi, quando parliamo di “intermediazione” in luogo della tradizionale attività di rappresentanza fornita da un’agenzia letteraria, parliamo della concreta possibilità di attivare i numerosi contatti diretti accumulati in anni di lavoro nel settore, interni ai più svariati marchi editoriali, per proporre alla loro attenzione un testo da noi ritenuto particolarmente valido, bypassando così le attese e i silenzi solitamente lunghi e snervanti che separano come un fossato l’aspirante autore (anche quello bravo) dall’editore.

Che servizi offrite?
Valutazione e schedatura del manoscritto in tempi brevi.
Editing professionale, qualunque sia il livello d’intervento richiesto dal testo.
Progettazione di apparati di supporto promozionale: copertinari, folder, proposal, ipotesi di bandelle, quarte, slogan e tutto quanto fa comunicazione.

Come è cambiato il vostro lavoro con l’editoria digitale?
Penso innanzitutto al self-publishing. L’autopubblicazione, oggi, è una via sempre più battuta da chi spera di ripetere certi exploit (rari, a dire il vero). In Italia però il fenomeno è ancora numericamente lontano dalle realtà in cui gli e-book costituiscono già una fetta essenziale del mercato. E in ogni caso, c’è da tener presente che anche chi punta all’autopubblicazione desidera avere pareri o supporti per migliorare la propria macchina narrativa, e noi ci siamo.

Quanti autori rappresentate?
Al momento abbiamo scelto di rappresentare solamente quattro autori.

Rappresentate anche esordienti e in che misura rispetto al totale dei vostri clienti?
Inevitabilmente sono in primo luogo gli esordienti a rivolgersi a noi.

Quali sono i metodi (e le eventuali tariffe) di ricerca, selezione e valutazione degli autori?
Scouting in rete, segnalazioni di colleghi editor e agenti che hanno riconosciuto potenzialità in testi che necessitano comunque di un intervento, inserzioni pubblicitarie, passaparola. Una valutazione preliminare si offre a chiunque la richieda, ovviamente. L’editing eventuale viene dopo.

Ci sono categorie di scrittori a cui l’agenzia non è interessata a priori?
Francamente no.

Qual è il tipo di scrittura che siete interessati a rappresentare?
Nell’ambito della narrativa, possiamo dire di non avere preclusioni di sorta: la più immediata forma diaristico-giovanile, il romance o le divagazioni fantasy che raccolgono tanti appassionati, il gusto di ideare un giallo, il romanzo sociale declinato sui temi di maggiore attualità eccetera. Insomma, ci è capitato di lavorare mille volte su qualsivoglia genere. Quanto alla “scrittura” in sé, be’, è ovvio che leggere tanto e avere dei modelli di riferimento importanti è condizione base per sviluppare una capacità espressiva consapevole, articolata: basta che sia “vera”, intendendo con ciò un atteggiamento che lasci perdere il semplice scimmiottamento (in Italia, è avvenuto spesso nei riguardi di certi modelli minimalisti americani).

Siete specializzati in narrativa/saggistica, particolari generi letterari o lingue?
La narrativa è il nostro pane. Ma lavoriamo anche con saggistica, reportage, testi in lingua straniera.

Chiedete all’autore un qualche tipo di collaborazione, ad esempio nella promozione del suo nome e delle sue opere?
Non essendo degli agenti letterari tradizionali, suggeriamo agli autori e concordiamo infine con loro il novero di case editrici che ci sembrano più adatte a recepire il loro romanzo. Le successive ed eventuali strategie promozionali, come sempre in questi casi, possono avvalersi di eventuali facilitazioni dovute al background professionale e ai contatti di un autore. Se ad esempio ci capita di lavorare al romanzo giallo di un giornalista che è solito occuparsi di criminalità organizzata, è ovviamente più facile presentare l’autore a un editore, e far sì che l’editore stesso avvii un piano di comunicazione che tenga conto di certe implicazioni.

Come preferite essere contattati dagli autori?
Non è questione di preferenze: è naturale che chi ci contatta lo faccia prevalentemente via mail o via telefono, magari dopo aver consultato il nostro sito.

Come funziona un contratto di rappresentanza e quali sono le principali clausole del vostro?
Nei rari casi in cui possiamo essere interessati all’intermediazione, il contratto che ne consegue è il più “standard” possibile. Le percentuali di un agente sono sempre basate su un canonico 10% di partenza…

Che libri avete concorso a far pubblicare nell’ultimo anno?
Siamo sul mercato come West Egg da pochissimo tempo eppure, proprio in questi giorni, abbiamo concluso un contratto con PIEMME. Con altri due o tre siamo in trattativa, e le cose promettono bene.

Qual è il vostro metodo di intermediazione dei diritti a livello nazionale e a livello internazionale?
Varia a seconda dei casi… Per quanto riguarda le trattative di vendita dei diritti a livello internazionale, una volta piazzato un libro in Italia lasciamo che se ne occupi l’editore. Ripeto: non siamo una vera e propria agenzia letteraria né ci interessa esserlo.

Quali criteri privilegiate nella scelta di un editore a cui proporre testi di autori da voi rappresentati?
Dopo un’analisi approfondita dei cataloghi, delle collane editoriali, dei contatti diretti con gli editor, cerchiamo una collocazione ideale ai nostri autori presso case editrici “vere” capaci di offrire proposte di pubblicazione serie. Per case editrici “vere” intendo case editrici non a pagamento, ma che al contrario sono solite corrispondere un anticipo sulle royalties all’autore di cui acquisiscono il libro.

Ci sono editori/editor con cui avete un rapporto privilegiato? Se sì, quali?
Dopo anni trascorsi a lavorare in quest’ambiente, si sono accumulati per noi contatti diretti, amici, colleghi, conoscenti esercitanti il mestiere di editor e sparsi tra svariate case editrici italiane. Ciò che facciamo, se il libro vale, è dunque attivare tali contatti diretti, proporre loro l’opera ribadendo che ci pare adatta all’editore in questione, e ottenere così una risposta “vera”, da un vero professionista che davvero lavora in quella casa editrice, in tempi di gran lunga più brevi. Questo perché è chiaro che l’interesse dell’editor contattato non può che essere quello di accogliere tali segnalazioni dirette: c’è un rapporto di fiducia reciproca tra noi e loro, e c’è l’obiettivo del proprio mestiere, ossia trovare buone cose da portare all’editore. Insomma, l’assicurazione assoluta, al cento per cento, della pubblicazione con una bianca e trionfale livrea einaudiana non può ovviamente garantirla nessuno, ma il tempo guadagnato è prezioso.

Avete ideato proposte editoriali anche composite, ad esempio collane?
Non ancora!

Qual è la vostra cifra distintiva rispetto alle altre agenzie/service italiani?
Credo che un valore aggiunto di West Egg rispetto ad altre agenzie, simili ma non identiche, stia nel fatto che chi ci lavora viene davvero da anni e anni di esperienza interna a un marchio editoriale e ha cognizione diretta delle esigenze e dinamiche di una casa editrice: personalmente sono stato scout ed editor di autori come Christian Frascella (vincitore tra gli altri del premio John Fante per la categoria Arturo Bandini “Opera Prima”), Giovanni Ricciardi, e, in ultimo, di Matteo Cellini, vincitore col suo romanzo “CATE, IO” del Campiello opera prima 2013. Ho lavorato con Giordano Tedoldi e tanti giovani, giovanissimi e non, esordienti e più esperti. Si è operato di cesello laddove era sufficiente, ma ci si è anche ritrovati a fare, in qualche caso, da ghost writer. Tra questi due estremi, naturalmente, c’è tutto il resto, compresa la gestione delle centinaia di manoscritti che piovono ogni mese sulla scrivania di ogni editor.

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