ACTA, primo stop e una petizione

Icona dell'articolo "ACTA, primo stop e una petizione"Che ne è stato dell’ACTA, il patto internazionale per la difesa del copyright che, solo poche settimane fa, aveva causato tante proteste in tutta Europa? Nonostante l’approvazione preliminare da parte della UE, all’attuazione dell’ “Anti Counterfeit Trade Agreement” è arrivato, pochi giorni or sono, lo stop della Commissione Europea: si è deciso infatti di rimettere il patto all’esame della Corte di Giustizia. «Abbiamo in programma di chiedere alla più alta Corte europea di valutare se l’ACTA sia incompatibile, in qualsiasi modo, con i diritti e le libertà fondamentali dell’Unione Europea, quali la libertà di espressione e informazione, o la protezione dei dati e il diritto alla proprietà intellettuale» si legge nella dichiarazione rilasciata dal commissario UE Karel de Gutch. L’opposizione popolare, tuttavia, non si ferma: una petizione mondiale contro l’ACTA, consegnata ieri al Parlamento Europeo, ha raccolto circa due milioni e mezzo di firme.

Nel frattempo, in barba alle proteste, il governo dell’Irlanda ha approvato il suo controverso decreto ministeriale d’emendamento alla legge sul copyright, definito da molti come il “SOPA irlandese”. Seán Sherlock, sottosegretario del Ministero per la Ricerca e l’Innovazione e ideatore del decreto, ha affermato che «tutte le parti interessate devono concentrarsi sul rendere l’Irlanda un modello d’eccellenza europea per l’innovazione, e assicurarsi che le nostre leggi sul copyright facilitino il raggiungimento di tale scopo». La misura era stata di recente contestata in una petizione di protesta da più di 80.000 firme, ma Sherlock ha sottolineato di «non avere alcuna intenzione» di limitare la libertà degli utenti irlandesi della rete. Staremo a vedere e, forse, l’esperienza dell’Irlanda ci servirà a comprendere meglio gli effetti reali dell’applicazione di misure come il SOPA e l’ACTA.

Immagine | Robert Shadbolt

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