Amazon, ultimi dati dall'America e dal mondo

Diffusi i dati di vendita di Amazon.com e Amazon.co.uk per l’ultimo trimestre dell’anno in America, Inghilterra e sul mercato internazionale, e i risultati non sono del tutto rosei. All’indomani dell’annuncio del boicottaggio di Barnes & Noble nei confronti dei suoi volumi cartacei, Amazon.com rivela che le entrate nette in quei tre mesi sono calate del 58%: 177 milioni di dollari contro i 416 milioni dello stesso periodo l’anno precedente. In Inghilterra negli ultimi sei mesi le vendite di ebook per Kindle sono risultate cinque volte maggiori rispetto allo stesso intervallo di tempo dell’anno precedente, mentre nel periodo prenatalizio le ordinazioni di ereader Kindle sono raddoppiate, facendone il prodotto più venduto in Inghilterra nell’ultimo trimestre del 2011, anche se nessun ebook compare poi ai primi posti della stessa classifica. Nel complesso, il netto delle vendite internazionali di Amazon nell’ultimo trimestre dell’anno è aumentato dai 5.737 milioni di dollari del 2010 ai 7.529 milioni del 2011. Guardando all’intero arco del 2011 il rivenditore ha comunque registrato un’entrata internazionale netta di 21.372 milioni di dollari contro i 15.497 del 2010.

Il predominio di Amazon è di recente stato oggetto di una spietata analisi sul blog dell’Autors Guild, l’associazione degli scrittori statunitensi, che ha ripreso un pezzo del giornalista Barry Lynn su Harper’s Magazine in cui si affermava che la fortuna della compagnia di Jeff Bezos è riconducibile a due fattori principali: il primo è l’abbandono di un’era di “Nuovo corso”, inaugurata dai finanziatori nel 1975 con lo scopo di combattere l’inflazione, che mirava alla tutela dei rivenditori; il secondo, la trasformazione in senso liberista delle interpretazioni della legge antitrust da parte del Dipartimento di Giustizia americano. Il risultato è che Amazon “controlla tutti segmenti in via di sviluppo dell’editoria” e “ha conquistato la capacità di dettare condizioni alle persone che pubblicano i nostri libri, e dunque a coloro che scrivono e leggono i nostri libri”.

La Authors Guild sottolinea inoltre che la progressiva scomparsa della “vetrina” fornita dalle librerie tradizionali si sta rivelando dannosa per gli scrittori emergenti e che, di conseguenza, gli anticipi per gli autori che non scrivono bestseller sono già crollati a picco. Lo spostamento massiccio del mercato librario sul web sembrerebbe dunque mettere a rischio la “diversità letteraria”. In quanti altri modi potrà influire sull’ecosistema dell’editoria mondiale?

Immagine | Robert Shadbolt

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