Audiolibri: sentite come li prestano adesso!

Audiolibri: sentite come li prestano adesso!Un accordo stipulato tra Media Library Online (MLOL) e Il Narratore, editore e distributore di audiolibri, cambia la modalità di prestito bibliotecario dei libri letti ad alta voce.

Anche in questo caso la direzione è quella di affrancare gli utenti dai vincoli imposti dai DRM (se ne è discusso all’ultimo “Salone Internazionale del Libro” di Torino, anche se i propositi espressi non sembrano avere avuto per il momento un seguito). La novità proposta da MLOL consiste nel poter scaricare l’audiolibro e poterne disporre su quasiasi supporto adatto all’ascolto, senza vincoli temporali o limitazioni tecniche. Al termine del periodo di prestito, il file audio in formato mp3 resta all’utente, esattamente come se lo avesse acquistato.

Abbiamo chiesto a Giulio Blasi di MLOL come mai non prevedere un limite temporale di usabilità come si fa con gli ebook. Impossibilità tecnica o scelta deliberata?
«Si tratta di una scelta piena e consapevole. In tutto e per tutto equivalente a quanto proponiamo con Bookrepublic (prestito digitale con solo Social DRM, quindi nessun limite di tempo) o con la Sony (offriamo tutto il catalogo musicale della Sony in download di file mp3 privi di DRM). Qualcuno ha storto il naso sull’uso che noi facciamo del termine “prestito” ma chiaramente questa è una formula, una provocazione: lo scenario digitale cambia tutto e dunque cambia anche il significato dei termini tradizionali del servizio bibliotecario pubblico. Quando ho iniziato a occuparmene sono partito da un’analisi dei costi standard delle biblioteche nell’erogazione dei prestiti di materiali “analogici”: il costo di queste transazioni è ancora oggi così alto che sarebbe possibile donare quel contenuto all’utente piuttosto che darlo in prestito se solo esistesse il sistema per gestire un processo simile. Ecco, il “prestito” digitale è esattamente questo.»

Altra domanda che ne consegue, tipico dubbio che oggi tiene molti editori lontani dal prestito digitale: perché il prestito di un audiolibro non deve essere visto come una mancata vendita?
«Quando un audiolibro su cd di plastica arriva in biblioteca innesca un processo di prestito sul quale l’editore non ha alcuna visibilità e nessun controllo. Il cd viene magari dato in prestito a 15 persone in un anno e la cosa sarebbe semplicemente inosservabile per l’editore. Con il prestito digitale invece accade che, uno, ogni transazione (non solo la vendita iniziale della copia) può dar luogo a una compensazione economica; due, gli editori hanno una visibilità analitica di chi, a che ora, quando, dove, ecc. consulta i propri contenuti.
Una persona di Random House ha detto: “un lending in biblioteca non è una mancata vendita, è una vendita”. In altri termini, sta agli editori inventare modelli sostenibili (anche differenziati) per rendere accessibile il contenuto in biblioteca e remunerare l’editore. Il bello del digitale è che il pricing può essere inventato sulla base della creatività di marketing dell’editore. Penso che agli editori tocchi di mettercene un po’ di creativitià in questo ambito. Specie in Italia.
Infine, chi pensa che il prestito bibliotecario sia in contrasto con la vendita di libri non ha capito nulla delle biblioteche e del mercato librario, a mio modestissimo avviso. Senza dilungarmi faccio notare che esiste una correlazione diretta tra ricchezza e qualità del sistema bibliotecario e dimensioni ed efficienza del mercato librario. Si pensi ancora agli Usa rispetto all’Italia: lì il 69% della popolazione è entrato nel 2009 in una biblioteca pubblica (senza parlare di scolastiche, universitarie, ecc.) mentre in Italia la quota era dell’11.7% (ISTAT). Le pare che da noi si ponga con questi numeri un problema di cannibalizzazione del mercato librario? Io penso che si ponga invece esattamente il problema inverso: e cioè la mancata costruzione di comunità di lettori attraverso un sistema bibliotecario forte e diffuso. Negli Usa è arrivato prima il digital lending e poi il Kindle. Questa cronologia dovrebbe insegnarci qualcosa. Ma a dire il vero si stenta ancora a cogliere il messaggio…»

Non tutti gli editori dovranno comunque prestare i proprio audilibri seguendo questa modalità. Il precedente modello (che prevedeva l’ascolto in streaming soltanto, senza possibilità di download dei file audio) resta un’opzione valida. E se un editore propenso a concedere il download del file, ma timoroso, richiedesse la formula intermedia di prestito che conceda all’utente della biblioteca un file mp3 scaricabile, ma dotato di protezione DRM?
«Il DRM sui file mp3 (che si tratti di musica o audiolibri) è davvero un modo privo di senso di dare accesso ai contenuti audio. Noi abbiamo scelto una modalità non intrusiva che offre agli editori un’opzione duplice: a) streaming (quindi senza problemi di controllo della copia) su computer e device mobili (quest’ultima feature è in arrivo a breve); b) download DRM free con il modello one copy/one user (cioè per ogni copia dell’audiolibro acquistata dalla biblioteca, un solo utente alla volta potrà scaricarne il file ogni 14 giorni). Ciò detto se un distributore si attrezza per gestire l’accesso di audiolibri in biblioteca attraverso sistemi di DRM a tempo e questo fosse l’unico modo di avere quell’editore su MLOL non avremmo problemi ad aggregare il suo contenuto.»

Curiosando nella parte tecnica che compete a MLOL e a Il Narratore, quali sono i rispettivi ruoli nell’offerta di questo nuovo servizio?
«Il Narratore gestisce i file attraverso un proprio sito di ecommerce e di download al quale noi siamo integrati (sia come shop che come portale utente). MLOL è un aggregatore che fornisce il front-end (l’interfaccia utente) e altre funzioni di Digital Asset Management agli editori/distributori che gestiscono in proprio il contenuto (inclusa l’eventuale applicazione di DRM ecc.). Il servizio di streaming è invece gestito direttamente su nostri server. In termini meno tecnici: Il Narratore è un rubinetto che eroga dei file, MLOL è il sistema attraverso il quale i file vengono acquistati dalle biblioteche e poi resi visibili agli utenti secondo le regole concordate con gli editori.»

Per quanto riguarda la sostenibilità economica per gli editori e per le biblioteche, che tipo di remunerazione è prevista per chi decida di aderire?
«La biblioteca paga il prezzo di vendita al pubblico intero più una quota fissa per ciascun download (50 centesimi + Iva). L’editore riceve una percentuale dell’una e dell’altra.»

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