Biblioteche, in Inghilterra va sempre peggio

Ieri, quattro febbraio, a un anno dall’inizio delle proteste contro i tagli alle sue biblioteche, l’Inghilterra ha celebrato il National Libraries Day. Ma per le istituzioni bibliotecarie inglesi, a tutt’oggi, c’è purtroppo ben poco da festeggiare. Più di quattrocento biblioteche in tutto il Paese rischiano ancora la chiusura, e non sempre i responsabili della loro gestione sembrano voler lottare per salvarle. Dopo la polemica assenza di eventi dedicati al NLD da parte della contea del Kent, una delle più colpite dai tagli alla cultura, a trovarsi nel mirino degli attivisti è stato il consiglio comunale di Croydon, le cui attività per la giornata non riportavano alcun riferimento all’importante iniziativa. L’amministrazione bibliotecaria di Croydon si era già attirata varie critiche per aver deciso di affidare parte della gestione del suo servizio a un’entità esterna (molti affermano che questo “outsourcing” non sia altro che una vera e propria privatizzazione), oltre che per essersi ritirata dalla gestione della biblioteca di Upper Norwood, di cui si occupava in collaborazione con il consiglio comunale di Lambeth.

Nel frattempo, pochi giorni prima della ricorrenza, una commissione di attivisti per la difesa delle biblioteche, comprendente anche i celebri autori di libri per ragazzi Julia Donaldson e Alan Gibbons, ha incontrato il Ministro della Cultura Ed Vaizey per discutere con lui la situazione. Il risultato del colloquio è stato che, pur riconoscendo la necessità di riesaminare alcuni aspetti della gestione bibliotecaria, il Ministro ha reiterato la sua convinzione che le decisioni riguardanti la chiusura delle biblioteche spettino alle autorità locali, contestando l’affermazione che consigli comunali e di contea stiano “decimando” le biblioteche d’Inghilterra.

Infine, proprio alla vigilia del National Libraries Day, arriva una brutta notizia dallo sfortunato comune di Brent. Dopo il fallimento del ricorso presso l’Alta Corte contro la chiusura delle sei biblioteche locali, gli attivisti hanno visto rifiutata la loro proposta di portare il caso di fronte alla Corte Suprema, poiché quest’ultima non ritiene vi siano basi per contestare la validità delle due sentenze precedenti in favore del consiglio comunale. Le biblioteche di Brent sembrano essere definitivamente spacciate, benché Margaret Bailey, vicepresidente del Save Kensal Rise Library Group, continui a giurare che “il capitolo non è ancora chiuso”.

Immagine | Robert Shadbolt

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