Booksai: l'intelligenza artificiale dà consigli di lettura

Booksai: l'intelligenza artificiale dà consigli di letturaConsigliare un libro sta diventando una cosa tremendamente seria. Un nuovo sito web, Booksai, ha innestato nientemeno che un algoritmo basato sull’intelligenza artificiale nel procedimento. Attenti dunque, librai vecchio stampo, che ogni vostro suggerimento potrà essere sottoposto a verifica da un computer che ha letto qualche milione di libri più di voi…

Sui vari siti di ecommerce e social network che implementano questa funzione avevamo già fornito una veloce panoramica. Ma fin qui a essere suggeriti erano i soliti libri più noti grazie al livello di vendite fin lì raggiunto o al gradimento espresso dagli utenti.

Un anno fa, a complicare le cose, si era affacciato nel mondo dei consigli automatici di lettura BookLamp, evoluzione della specie in quanto sito web dedicato esclusivamente a questo scopo e che prometteva di essere un decisivo passo avanti rispetto agli algoritmi usati fin lì. La ragione della sua superiorità risiederebbe nella capacità di leggere e classificare secondo svariati parametri i contenuti di ogni libro. L’analisi viene svolta su più livelli e supera gli ormai noti metadati: in BookLamp si parla infatti di metadati multidimensionali (che sanno cioè scendere in profondità dentro le pagine di ogni libro e in tutti i libri di un database, prescindendo dalla popolarità di ognuno).

Ora la novità, che rischia di far apparire improvvisamente vetusto BookLamp dopo appena un anno di vita, è Booksai. Come dicevamo, dietro l’algoritmo che fa funzionare questo progetto c’è una cosa che al di fuori di un film incute un certo timore: l’intelligenza artificiale. In pratica cosa significa? Muovendoci in un ambito altamente tecnologico, basato su elementi matematici, statistici, stocastici e via dicendo, la sua comprensione è tutt’altro che agevole.

Per afferrare quanto più il senso del funzionamento di Booksai abbiamo chiesto di spiegarcelo a uno degli sviluppatori che ci sta lavorando, Dima Bitnique.

SC: Partendo dall’esperienza diretta che può avere un qualunque lettore che cerchi sul web un buon consiglio di lettura, che differenza farà se lo cerca tramite BookLamp o utilizzando Booksai?

DB: Per dirla in breve, BookLamp parte dalla solita domanda: di cosa parla questo libro? Booksai, invece, si chiede: come è scritto? Volendo scendere nei dettagli, non ho idea di come operi esattamente l’algoritmo di BookLamp. Sembra molto interessante ma il suo approccio in termini tecnologici è completamente differente dal nostro. Stando a quel che dice il loro sito web, tutto si basa su estrazione di entità, estrazione di fatti basata su analisi semantica, classificazione di testi, raggruppamento, eccetera. È una tecnologia assai datata (ha cinquant’anni) che si basa sulla semantica. Loro sono efficaci per numerosi compiti (la determinazione dell’argomento, del genere, ecc), ma la capacità di identificare l’argomento di un libro in sé non è l’obiettivo più importante perché è l’autore stesso, o l’editore, dei libri a definire questi parametri già al momento in cui li pubblica. Non in modo esauriente, ma quasi. Tuttavia queste tecnologie sono incapaci di svolgere certi compiti quali per esempio il tono del discorso e altri aspetti simili.

Veniamo a Booksai. Il nostro algoritmo opera elaborando alcuni elementi quali:

  • lo stile di un autore, della sua scrittura, il tono, lo stato d’animo, le opinioni;
  • le analogie tra gli stili di diversi autori;
  • le correlazioni nascoste tra testi diversi

La nostra è una tecnologia:

  • capace di auto-apprendimento, e offre risultati migliori in misura direttamente proprozionale alla quantità di contenuti che elabora.
  • che ha una grande velocità nell’elaborare i dati se paragonata alle analisi semantiche e linguistiche finora conosciute;
  • capace di servirsi dell’analisi linguistica e semantica per risolvere problemi specifici.

Al centro di tutto questo sistema sta la ricerca scientifica e una vasta base di nozioni. Perciò possiamo far derivare da questi strumenti un mucchio di interessanti applicazioni. Abbiamo lanciato Booksai come sistema che consiglia libri intendendolo come test circoscritto, ma stiamo per dimostrare che questa tecnologia può operare anche su altri obiettivi, ad esempio la ricerca personalizzata delle notizie.
Questo è possibile perché la nostra tecnologia consente di filtrare efficacemente, per stato d’animo e non per parola, tutta la fuffa che milioni di copywriters producono per 3 dollari ad articolo e tutti i fastidiosi annunci commerciali. Possiamo distinguere la narrativa dalla saggistica e così via.
Un’avvertenza: chi provasse a utilizzare Booksai faccia attenzione al fatto che la tecnologia utilizzata potrebbe non dare risultati ottimali se i testi immessi sono troppo brevi. Il minimo richiesto è 4 mila caratteri, ma l’ideale sarebbe 40 mila. Al momento abbiamo caricato soltanto 10 mila libri e molti generi letterari non sono contemplati. Non conosciamo tutti gli autori esistenti e potremmo non conoscere proprio il vostro preferito…

SC: In futuro su Booksai le persone troveranno soltanto libri in lingua inglese o il vostro sistema opererà anche con altre lingue? L’italiano, ad esempio…

DB: Assolutamente sì! Il nostro sistema non è legato a una sola lingua. Forse sembrerà quasi soprannaturale, ma potrebbe farlo nella pratica fin da subito. Una simile funzionalità non è però accessibile al pubblico, al momento. Prima di renderla effettiva occorre inserire nel database tantissimi contenuti.

SC: Booksai scandaglierà anche nell’universo dei libri autopubblicati? Includerà cioè i cataloghi delle piattaforme di selfpublishing?

DB: Si può dire che costituisca il nostro obiettivo principale!

SC: E i cataloghi bibliotecari? Si potrà utilizzare Booksai anche con quelli?

DB: Certo che.

SC: Da ultimo una curiosità: notiamo che i libri attualmente inseriti su Booksai linkano alla corrispondente pagina prodotto su Amazon. Come mai? Vi sovvenziona? O ricevete una percentuale dalle vendite di libri che passano per il vostro sito?

DB: Al momento non stiamo tentando di monetizzare il nostro progetto. Non abbiamo alcun rapporto con Amazon, questi link servono solo a ottenere informazioni dettagliate su un libro. A oggi nel nostro database ci sono soltanto 10 mila titoli, per cui non avrebbe senso; abbiamo invece contatti con altri rivenditori di ebook e servizi giornalistici, ma non possiamo al momento dire di più. A oggi quello che effettivamente facciamo è sviluppo e ricerca.

SC: Ricerca che è compresa in quell’ampia gamma di studi che vengono comunemente chiamati “informatica umanistica“. A chi storce il naso rimpiangendo una supposta età dell’oro della letteratura in cui non c’erano barbari computazionali ad attraversare i suoi rarefatti territori diciamo solo: quando aumenta la complessità deve aumentare anche la nostra capacità di controllarla.

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