Più formazione ai bibliotecari per sfidare il digital divide

Più formazione ai bibliotecari per sfidare il digital divideL’abitudine alla lettura digitale conquista adepti un poco per volta, in Italia come altrove, e un punto chiave in questo processo va individuato per forza di cose nelle biblioteche. Chi sta facendo cosa per favorire e accelerare questa dinamica? Un esempio ce lo fornisce un progetto in atto nella Provincia di Roma.

Per quanto nel nostro Paese le biblioteche costituiscano un punto di riferimento per un numero di persone purtroppo esiguo, la loro latitanza e generale arretratezza strutturale sul versante della lettura digitale deve a maggior ragione essere percepita con allarme. Il nostro report sullo stato del deposito legale dei libri elettronici ha mostrato come sia in atto una fase sperimentale gestita dalle biblioteche nazionali, presupposto importante e indispensabile che può condurre a un servizio di prestito digitale davvero rilevante per gli utenti.

Le tante biblioteche pubbliche sparse sul territorio da che parte si trovano di questo solco che separa i lettori digitalizzati da quelli dell’età della carta? Occorre chiedersi se le istituzioni stiano collaborando con esse per aiutarle a non farsi trovare troppo scoperte sull’argomento anche sul versante delle competenze e della formazione specifica. Capirlo è ancora più importante se si considera che gli utenti delle biblioteche sono in buona parte studenti, quindi giovani che fin dalla nascita vengono egettati in un ambito fortemente tecnologicizzato e presto inseriti in contesti scolastici che stanno implementando piani di studio votati all’uso di testi elettronici.

A fine 2012 la Provincia di Roma ha avviato un progetto sulla “Lettura digitale e superamento del digital divide nelle biblioteche del territorio provinciale”, in collaborazione con il Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell’Informazione, della Comunicazione e dell’Editoria dell’Università di Roma “Tor Vergata”, che si sta articolando in più fasi. La prima ha permesso di condurre una “Indagine sulla presenza di ebook e di digital lending nelle Biblioteche della Provincia di Roma”, i cui esiti sono stati presentati l’8 dicembre 2012 durante la fiera Più Libri Più Liberi (PLPL) dalle docenti Luisa Capelli e Francesca Vannucchi, responsabili della ricerca.

Guardiamo velocemente ai risultati numerici secondo noi più interessanti emersi da quell’incontro e ricavati dalle relative slide che potete scaricare qui.

A livello nazionale si riscontra che solo il 12% della popolazione italiana frequenta le biblioteche. Il dato europeo evidenzia un più rassicurante 35% e quello statunitense si impenna addirittura fino al 70%. Per poter migliorare il nostro sconsolante dato nazionale si nomina sempre più spesso l’esigenza che le biblioteche debbano passare da mere erogatrici di servizi a “piazze del sapere” (Antonella Agnoli, 2009), ovvero luoghi in cui offrire maggiori occasioni di incontro e confronto con le persone, o, in un contesto di servizi digitali avanzati come è il nostro almeno in potenza, “comunità della conoscenza” (Virginia Gentilini, 2012).

Le biblioteche della Provincia di Roma prese in esame sono state 45 (comprendenti 54 strutture di pubblica lettura) in un territorio di 120 Comuni che raccoglie una popolazione di più di 1 milione e 400 mila unità. Ricordiamo che l’indagine ha riguardato il territorio provinciale senza includere il Comune di Roma. Delle 54 strutture interpellate hanno risposto in 42. I cittadini che frequentano le biblioteche ammontano a un desolante 4,5% del totale. Il 42,9% delle biblioteche sostiene di avere una sezione digitale di ebook, anche se un numero così positivo origina, a ben guardare, dalla virtù di un solo sistema bibliotecario (Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani). Nessuna biblioteca ha attivato un servizio di prestito di ebook, nonostante la loro dichiarata propensione a farlo in futuro raggiunga l’83,3%. Attualmente oltre la metà delle biblioteche (53,7%) si sta attrezzando a offrire il servizio; il dato all’apparenza positivo è però in grandissima parte (quota del 77%) dovuto a quell’unico sistema bibliotecario virtuoso e il prestito sarà reso possibile dall’adesione ai servizi offerti da MLOL. I motivi dell’assenza a oggi del servizio è imputata in prevalenza alla mancanza di risorse (21,9%), ma anche in misura sensibile alla scarsa richiesta degli utenti (12,2%). Il 32% delle biblioteche dichiara di avere in previsione l’acquisto di lettori ebook nonostante la loro percezione dell’interesse degli utenti nei confronti del servizio di prestito digitale sia davvero scarsa (27%). Viceversa, addirittura il 100% del personale delle biblioteche dichiara interesse verso tale servizio.

Soprattutto alla luce di quest’ultimo dato, pare quanto mai opportuno l’avvio della seconda fase del progetto, che prevede una serie di «interventi formativi e informativi sul tema», destinati ai bibliotecari. Nello specifico ecco gli argomenti oggetto di trattazione, articolati in tre successivi incontri: due già consumati in data 29 gennaio e 5 febbraio; l’ultimo previsto per il 12 febbraio 2013 presso la sede del CEDIPE (Centro Didattico Permanente della Provincia di Roma):

1. Lettura digitale, ebook e supporti per la lettura, con analisi degli andamenti della lettura digitale;
2. Digital lending: cos’è, come funziona, come scegliere per la propria biblioteca. Digitalizzazione del patrimonio: quali strategie per diversi obiettivi;
3. Comunicare la biblioteca on line. Le risorse digitali sono fatte per viaggiare…

L’obiettivo ultimo degli incontri è «proporre ai bibliotecari una formazione adeguata a gestire le problematiche connesse alla transizione digitale». A conclusione dell’iniziativa, è prevista l’organizzazione di una tavola rotonda.

Abbiamo chiesto a Luisa Capelli, che a “Tor Vergata” insegna Economia e gestione delle imprese editoriali, qualche dettaglio per sondare quale sia l’adesione agli interventi formativi in corso e cos’altro sia previsto:

«Ai seminari stanno partecipando 40 tra bibliotecari del territorio provinciale e altri funzionari del sistema bibliotecario. Oltre ai tre incontri programmati, si terranno una serie di workshop nelle biblioteche del territorio. I primi tre saranno a Ladispoli, Anguillara o Campagnano (luogo da confermare, il 22 febbraio), Anzio (il 4 marzo) e Grottaferrata (il 6 marzo).
La conclusione di questa prima fase è prevista in maggio, con un incontro pubblico di presentazione, ma prima terremo un seminario a “Tor Vergata” il 24 aprile. Vista la partecipazione, stiamo nel frattempo lavorando al seguito, soprattutto con repliche dell’attività formativa ma anche un ulteriore progetto che stiamo provando a mettere in calendario a partire dall’estate.
Francesca Vannucchi [docente del corso di Sociologia della comunicazione culturale, NdR], si è occupata e si sta occupando dell’indagine (la cui prima parte ha rapidamente anticipato a PLPL), che è ancora in corso relativamente a un secondo step sulle iniziative di digitalizzazione del patrimonio bibliotecario. Tutta la ricerca e un bilancio complessivo del progetto (inclusa l’attività di formazione sotto forma di tutorial) verranno pubblicati on line sul sito del sistema bibliotecario provinciale e stampati in un volume in qualche centinaio di copie per le biblioteche e i professionali.»

A livello nazionale poi, ci racconta Capelli, c’è un’iniziativa di indagine in corso a cui collaborano Aib, Cepell e Istat: «Stanno lavorando a un questionario on line che chiederanno alle biblioteche di compilare».

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