Un muro di speranza per gli illustratori

Muro degli IllustratoriA chi non ha mai visitato la Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, la cui 49° edizione si è appena conclusa, suonerà sconosciuto e un po’ curioso quello che viene definito da molti illustratori “Il muro del pianto”.

L’innocente presa in prestito di questo nome ben rappresenta il desiderio di alleggerire sorridendo il dramma lavorativo di molti creativi, soprattutto se ancora poco affermati. Che il paese sia in un momento difficile (lavorativamente e non solo parlando) è ben noto. Meno evidente, forse, è la situazione precaria di alcune figure professionali come quelle creative, una su tutte quella dell’illustratore. Una figura professionale spesso sottovalutata e sfruttata, anche a causa di una normativa confusa e poco conosciuta, nonostante l’impegno e l’intervento in questi anni di alcuni enti, come l’Associazione Illustratori, per definire meglio alcuni aspetti contrattuali, legali e fiscali che regolamentano questo mestiere.

Il Muro degli Illustratori non è altro che un’enorme e lunghissima parete bianca posizionata nel Centro Servizi, subito dopo l’ingresso alla Fiera, a perimetro dei ben più famosi spazi espositivi e del Caffè Illustratori (luogo di numerosi eventi, presentazioni e dibattiti sull’illustrazione).

Il Muro degli Illustratori, detto anche "del pianto"

Il lato esterno di questa muraglia è generosamente offerta dal Polo fieristico come bacheca per gli artisti: uno spazio bianco da riempire con locandine, poster, cartoline, biglietti da visita ecc. Una sorta di luogo sacro dove il creativo lascia la sua traccia, e soprattutto il suo recapito, nella speranza che l’editore di turno passeggi lì davanti e resti folgorato da tanta bravura.

Così, dal primo minuto del giorno di apertura dell’evento, illustratori e colleghi si lanciano, armati di puntine e scotch biadesivo, in una corsa di conquista coloniale a occupare il loro metro quadro di visibilità! E, oramai da anni, le settimane precedenti l’inizio dell’evento fieristico più atteso dell’anno sono, per l’illustratore (chiedete pure conferma), le più frenetiche, interamente dedicate a sistemare il portfolio ma soprattutto… a ideare la presentazione più originale (e più grossa) da appendere al Muro. Nelle varie edizioni della Fiera ne abbiamo viste di tutti i colori e forme: da cestini appesi e colmi di brochures, a poster letteralmente plastificati sul pavimento (impossibile non notarli), a cartoline appese a un filo come il bucato, a vere e proprie opere di paper-engineering (sculture di carta, pop-up ecc.)

Inutile dire che la maggior parte di biglietti da visita e cartoline è prelevata dai colleghi più che dai possibili e indaffaratissimi datori di lavoro, non per rivalità ma, anzi, per la passione comune dell’illustrazione.

Il Muro degli illustratori, elemento ormai indispensabile e irrinunciabile per chiunque visiti la Fiera, regala ogni anno un impatto esplosivo di colori, forme e segni. Se è vero che “la necessità aguzza l’ingegno”, il Muro ne è un perfetto esempio. Una vera esposizione di speranze e creatività!

Immagine | Robert Shadbolt

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