Man Booker Prize 2012, doppia vittoria per Hilary Mantel

Man Booker Prize, doppia vittoria per Hilary MantelÈ record multiplo per Hilary Mantel, che col suo Bring Up the Bodies si aggiudica il Man Booker Prize 2012: prima donna a vincere due volte e primo autore premiato per due episodi di una stessa trilogia

Alla fine ce l’ha fatta, Hilary Mantel, a realizzare la storica doppietta: il suo Bring Up the Bodies, seguito del romanzo storico Wolf Hall – già vincitore del Booker Prize nel 2009 – le è valso il prestigioso riconoscimento anche per l’anno 2012. La sua vittoria segna più d’un record: il primo doppio Booker assegnato a una donna (dopo i bi-premiati JM Coetzee e Peter Carey) e la prima occasione in cui a vincere sono due episodi della stessa trilogia.


«Ero assolutamente stupefatta» ha dichiarato l’autrice, parlando della sua reazione al momento della premiazione, «non ultimo perché l’annuncio è stato così rapido». L’autrice ha poi sottolineato le differenze fra Wolf Hall, un romanzo dalla struttura complessa e che si muove su vari strati temporali, e Bring Up the Bodies, che si concentra su un momento specifico e particolarmente drammatico della storia d’Inghilterra, «una cospirazione dal finale sanguinario»: l’annientamento di Anna Bolena, seconda moglie di re Enrico VIII e madre della futura regina Elisabetta I, per mano del re e soprattutto del suo primo ministro Thomas Cromwell. Una storia «che non smette mai di far presa su di noi» ha spiegato Hilary Mantel, aggiungendo che, nonostante il lettore conosca già il finale della vicenda, «i personaggi non lo sanno, quindi per loro non esiste predeterminazione». Bring Up the Bodies è in effetti il secondo episodio in una trilogia incentrata sulla controversa figura di Cromwell, e la Mantel ha dichiarato che la vittoria del Booker le ha ispirato la «fiducia» necessaria a concentrarsi sul terzo episodio, il cui titolo sarà The Mirror and the Light.

Dopo il Man Asian, dunque, anche il Booker si tinge di rosa. E nel frattempo, proprio in questi giorni, per le autrici donne arriva un’altra buona notizia: l’Orange Prize, da qualche mese “orfano” dello storico sponsor telefonico, continuerà a vivere, almeno per il 2013, grazie ai contributi di un gruppo di benefattori privati capeggiato da Cherie Blair, recuperando il suo nome originario di Women’s Prize for Fiction. La rinascita di un premio nato, nel 1992, proprio come reazione a un Booker che all’epoca sembrava non prestare sufficiente attenzione alle voci femminili.

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