La SOPA arriva anche in Italia e Irlanda?

Il governo irlandese si prepara, entro la fine di gennaio, a mettere in atto una legge formulata dal Dipartimento del Lavoro, Impresa ed Innovazione nella persona del sottosegretario Seán Sherlock e mirata a ridurre il download illegale di file protetti da copyright. Lo “statutory instrument” (un atto simile a un decreto ministeriale italiano), già definito il “SOPA irlandese”, sarebbe stato preparato in risposta a una sentenza dell’Alta Corte che, pur riconoscendo che alcuni siti distribuivano contenuti gratuiti infrangendo il copyright della casa discografica EMI, sosteneva di non disporre degli strumenti legali necessari a bloccare l’accesso degli utenti a tali pagine web. Ciò, come affermato dal giudice Peter Charleston, significava che l’Irlanda stava contravvenendo alle direttive europee in materia di diritto d’autore, e che i detentori di copyright avrebbero potuto far causa allo Stato per la sua inadempienza alle norme comunitarie.
Di qui il testo ministeriale che, salvo ulteriori modifiche, offrirebbe alle corti irlandesi il potere di intervenire contro siti, provider, forum, social network e altri servizi online soggetti a essere utilizzati per infrangere le leggi sul copyright.
Così come nel caso della famigerata SOPA, la formulazione della norma è così vaga da rischiare di lasciare il futuro della rete irlandese totalmente nelle mani dei giudici e dei detentori dei diritti d’autore. Non solo: il testo non prevede alcun avviso di chiusura ai gestori dei siti incriminati, nessuna mediazione né processo d’appello al di fuori dell’Alta Corte, il che significa che contro un’eventuale sentenza potrebbe ricorrere solo chi fosse in grado di sostenere una costosa battaglia legale. Insomma, una decisione controversa che, secondo gli oppositori della proposta, oltre a limitare la libertà degli utenti potrebbe danneggiare il settore del business online, fra i più vivaci e in crescita dell’economia d’Irlanda.

E anche in Italia sono in atto dei tentativi di accodarsi al SOPA. Uno lo ha appena azzardato la Lega, suscitando indignazione e allarme
nell’oppozizione. Fli, Idv e, in modo non compatto, il Pd reagiscono. Questi i fatti: pochi giorni fa il leghista Gianni Fava ha attirato l’attenzione su di sé inserendo un emendamento al disegno di legge cheattiene alle “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee – Legge comunitaria 2011”. Gli osservatori lo hanno subito paragonato proprio al SOPA, alcuni ritenendone gli effetti in tema di libertà di espressione perfino più deleteri. L’emendamento, approvato dalla Commissione per le Politiche Ue (probabilmente perché in Europa tira un vento di dura repressione nei confronti delle violazioni del diritto d’autore sul web), è ora approdato alla Camera dei Deputati. Cosa prevede? Che in caso di denuncia della violazione di un copyright all’interno di un sito web, lo stesso sito possa venire immediatamente oscurato dal fornitore dello spazio online “non appena a conoscenza di tali fatti”, cioè di un'”attività” o “informazione” che venga segnalata come “illecita”. In attesa che processi e ricorsi chiariscano legalmente il contenzioso.

Immagine | Robert Shadbolt

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