Nascita inaspettata di una piccola biblioteca

biblioteca_cerenovaSu Tropico del Libro parliamo di biblioteche da anni e, come tutti, abbiamo assistito al loro passaggio di diritto tra le specie in via di estinzione. Per questo motivo a prevalere è stato lo stupore quando, poche settimane fa, ci è giunta la notizia che ne stava per nascere una a due passi dalla nostra redazione, nel minuscolo paesino in cui ci siamo trasferiti.

La nostra sede, da più di un anno, è infatti scivolata via da Roma: ora stiamo felicemente in un quartiere di Cerveteri che si chiama Marina di Cerveteri, cui si giunge attraversando la Strada Statale Aurelia, avvicinandosi al mare.

Le casette che trovate qui, tutte bianche e in prevalenza basse, sono state costruite negli anni ’70. Si trattava di un agglomerato di seconde case dei romani, residenza estiva per trovare riparo dalla calura della grande città. La tendenza al risparmio e al decentramento degli ultimi vent’anni le ha via via rese prime case, in misura forse oggi prevalente, ma ancora parziale.
Ora ci sono scuole, qualche negozio e bar, ben tre supermercati e un parco divertimenti per bambini. Non esistono un centro, una piazza, una vera e propria strada principale, però ci si può stare tutto l’anno senza doversi muovere troppo per accontentare i propri bisogni.

Qui la cultura non esiste: l’unica libreria è una bancarella davanti al panettiere. Teatro, cinema o altri luoghi per ospitare eventi sono un miraggio, il programma estivo di intrattenimento è demoralizzante, ma, in compenso, si sta tranquilli. Il lungomare è quasi privo di offerta turistica, ci sono pochi stabilimenti che la sera chiudono presto; ragion per cui non esiste lo struscio che, nella vicina Ladispoli tanto per dire, offre alla vista fiumi di persone in movimento fino a tarda notte.

Il riferimento per qualunque cosa manchi qui a Marina di Cerveteri è Cerveteri, vero e proprio paese, pur sempre facente parte della periferia italiana: anche lì troverete poco, se cercate offerta culturale. Una biblioteca però c’è, da poco trasferitasi in una sede molto affascinante, il Granarone: un grande edificio costruito tra XVII e XVII secolo per ospitarvi granaglie. Di recente inaugurazione, promette di ospitare iniziative rivolte soprattutto ai bambini. A oggi, tuttavia, se ci andate la troverete quasi sempre deserta. Sempre che la troviate, perché nulla è stato fatto a livello di segnaletica per renderla individuabile. E trovandosi fuori dalle strade usualmente percorse, dentro un parchetto su un cocuzzolo del paese, le probabilità di incapparci per caso sono quasi nulle.

Per tutti questo motivi l’ultima cosa che immaginavamo è che a Marina di Cerveteri potesse spuntare da un giorno all’altro una biblioteca.

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A ospitarla sono i locali precedentemente destinati a segreteria dell’istituto comprensorio, che da poco ha traslocato qualche strada più in là, in un edificio di nuova costruzione. C’è la sala principale, poi una sala per i  bambini e un’altra da dedicare a libri d’arte, e poi un’altra stanza da allestire per il multimediale.

Su tutte le pareti scaffalature bianche sono già in parte popolate di libri, tutti sortiti da donazioni di privati o provenienti dalla biblioteca di Cerveteri, che non ha più spazio, e che a sua volta si basa esclusivamente su donazioni private (che non accetta più perché non c’è più posto).

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La spinta per creare questo piccolo ma prezioso avamposto dedicato ai libri, allo studio e a iniziative culturali è venuta dal comitato genitori della scuola locale. Poi, con il supporto delle istituzioni e del Sindaco stesso (che era presente all’inaugurazione) si è giunti a questo piccolo miracolo. Questi sforzi sono sintetizzati sulla pagina web dell’IC Marina di Cerveteri dedicati a raccontarne la genesi.

Per tenerla aperta già sono numerosi i volontari a essersi offerti. Per ora, nei mesi estivi sarà aperta tre giorni alla settimana, dalle 16.30 alle 19; da settembre si proverà a dare di più. Nel frattempo ogni lunedì, a partire dal 6 luglio, si terranno letture e conversazioni di inglese grazie una ragazza alla pari neozelandese, attualmente ospitata da una famiglia locale, che si è offerta come volontaria. Per restare aggiornati sulle iniziative della biblioteca si può seguirne le tracce sulla sua pagina Facebook.

Trattandosi di una biblioteca scolastica, ogni anno sarà eletto un responsabile bibliotecario dal Preside della scuola. Per gli utenti il tesseramento non è ancora attivo, ma le tessere sono pronte a circolare. Le si potrà avere gratuitamente e con esse si potranno ottenere in prestito i libri desiderati per 30 giorni, prolungabili.

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Ci racconta tutto questo Giorgia Gioacchini, presidente del comitato genitori, una delle persone che più si è impegnata nel progetto e che coordina le attività della biblioteca. Per rendere giustizia agli sforzi compiuti prima di arrivare fin qui, Giorgia ci tiene a menzionare la professoressa Maria Vittoria Serru, la prima a battersi e che ora è tornata a lavorare a Roma. A Giorgia, durante l’inaugurazione del 30 giugno, abbiamo chiesto di riassumere in un minuto la storia della nascita di questa biblioteca. Eccola dalla sua viva voce:

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2 pensieri su “Nascita inaspettata di una piccola biblioteca”

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